Roma, all’ospedale Gemelli rianimazione cardiopolmonare insegnata ai cittadini

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Nuovo appuntamento al Gemelli con la campagna ‘Viva! La settimana della rianimazione cardiopolmonare’, promossa da Italian resuscitation council (Irc), che si svolgera’ quest’anno dal 17 al 23 ottobre con lo scopo di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla rianimazione cardiopolmonare. La campagna come sempre coinvolgera’ le diverse fasce della popolazione italiana circa la rilevanza dell’arresto cardiaco improvviso e l’importanza di conoscere e sapere eseguire le manovre che possono salvare la vita di coloro che ne sono colpiti: manovre semplici, sicure, che chiunque anche senza una preparazione sanitaria specifica e’ in grado di attuare.

Per tale occasione, la hall del Policlinico Gemelli di Roma si trasformera’, martedi’ 18 e mercoledi’ 19 ottobre, dalle 9.00 alle 13.00, in una grande aula dedicata all’addestramento a queste manovre salvavita con il team di medici dell’Istituto di Anestesiologia e Rianimazione dell’Universita’ Cattolica, diretto dal prof. Massimo Antonelli. “Mostreremo agli studenti e al pubblico presente le manovre da praticare in caso di arresto cardiorespiratorio- spiega Claudio Sandroni, membro dell’International Liaison Commitee on Resusctation (Ilcor) ed ideatore del progetto- con l’ausilio di video e poster didattici e con la possibilita’ di esercitarsi praticamente”. Al termine delle esercitazioni ci sara’ una gara tra i partecipanti con la premiazione del miglior soccorritore. Cosi’ in un comunicato il Policlinico Universitario A. Gemelli.

“In Europa l’arresto cardiaco- spiega Andrea Scapigliati- Dirigente Medico Cardioanestesia e terapia intensiva cardiochirurgica (Uoc) del Policlinico Gemelli e Vice Presidente di Italian Resuscitation Council (Irc)- colpisce ogni anno piu’ di 500.000 persone. Quando si ferma la circolazione del sangue, cio’ provoca un’immediata mancanza di ossigeno al cuore e al cervello e- in assenza di rianimazione cardiopolmonare- nel giro di pochi minuti questi organi vengono danneggiati irrimediabilmente. Se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano la rianimazione cardiopolmonare (Rcp) prima dell’arrivo dell’ambulanza, le possibilita’ di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata”. Irc (Italian Resuscitation Council)- Gruppo italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare, nasce nell’ottobre del 1994 con lo scopo primario di diffondere la cultura e l’organizzazione della rianimazione cardiopolmonare in italia. L’Associazione coinvolge medici di diverse discipline e infermieri attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera. L’attivita’ di Irc si integra con quella di analoghe Associazioni italiane e straniere e in modo particolare con quella di European Resuscitation Council. www.ircouncil.it, conclude il Policlinico Universitario A. Gemelli.

Stanno facendo molto discutere, nelle ultime ore, i dati forniti da skuola.net e IRC, Italian Resuscitation Council ottenuti in seguito ad una particolare indagine effettuata su 9.500 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 25 anni. Un’indagine effettuata appunto nella speranza di capire cosa accadrebbe se, all’interno di una classe composta da 20 persone, una di queste venisse colta da un malore improvviso. Sarebbero sicuramente momenti di panico piuttosto intenso nel corso dei quali, in molti, non saprebbero sicuramente come intervenire appunto perchè assaliti da un senso di ansia mentre tanti altri sicuramente potrebbero effettuare degli errori ma ciò che è chiaro è che sicuramente si verrebbe a creare una situazione di caos che non servirebbe per nulla a salvare la vita della persona colpita da malore.

Proprio per inaugurare Viva!2016 ovvero una ‘Campagna di Sensibilizzazione per la Rianimazione Cardiopolmonare’ Skuola.net insieme a IRC, Associazione scientifica senza scopo di lucro che aderisce a European Resuscitation Council e che da anni si occupa della formazione degli operatori sanitari e dei laici alla rianimazione cardiopolmonare, hanno portato avanti un’indagine scoprendo che, in una classe di 20 persone 1 si farebbe prendere dal panico mentre invece 8 chiamerebbero un’ambulanza senza nemmeno assicurarsi che in realtà ve ne sia davvero bisogno mentre invece ancora un paio di persone prenderebbero a schiaffi la persona colpita da malore anche se, probabilmente non servirebbe a nulla. Dall’indagine è inoltre emerso che, circa 2 intervistati su cinque riuscirebbero a mantenere il sangue freddo per avvicinarsi al compagno privo di sensi e offrire il proprio aiuto nella speranza che questo possa presto riprendersi mentre invece 1 ragazzo su 5 non riuscirebbe neppure a capire se il compagno colpito da malore respiri ancora oppure no.

Ed inoltre è anche emerso che non tutti chiamerebbero i soccorsi, e alcuni addirittura non saprebbero neppure come farlo dato che non conoscono nemmeno il numero, mentre invece 1 studente su 8 preferirebbe chiamare la famiglia del compagno per informarli di quanto successo e circa il 5% non farebbe nulla in quanto rimarrebbero bloccati per la paura. Dall’indagine è inoltre emerso che il 58% dei ragazzi non si tirerebbero indietro nel praticare un massaggio cardiaco aiutati da un operatore del 112/118 al telefono mentre invece l’11% si rifiuterebbe svelando di non sapere da che parte iniziare. Importante precisare che tra i 9.500 ragazzi sottoposti ad indagine ben il 95% di questi hanno rivelato di essere assolutamente convinti dell’importanza di sapere come rianimare una persona colpita da arresto cardiaco e proprio per tale motivo vorrebbero rendere obbligatorio lo svolgimento di alcune ore di teoria e pratica di tecniche di primo soccorso a scuola. Farsi prendere dal panico, davanti ad una persona colpita da malore è del tutto sbagliato anche se è la reazione più comune e per poter intervenire in maniera esatta è opportuno conoscere le giuste tecniche senza improvvisare.

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