Assalti portavalori: maxi operazione, 23 arresti a Zinasco

Sono stati impiegati oltre 300 militari tra polizia e Guardia di Finanza, supportati dalle forze speciali,unità cinofile, elicotteri e pattuglie della Polstrada. 23 arresti, tra loro anche un vicesindaco di un comune dell’Ogliastra che partecipava alle rapine, mitra in pugno.

Sono 20 le persone finite in manette questa mattina nell’ambito dell’operazione denominata “La Sfida“, che ha sgominato un gruppo criminale specializzato negli assaliti ai furgoni portavalori, mentre altri tre sono attualmente ricercati.

Le indagini di Polizia di Stato e Guardia di finanza hanno consentito, per la prima volta, di fornire elementi alla Procura di Cagliari per contestare ed individuare l’esistenza di una “associazione a delinquere di tipo paramilitare che progettava e realizzava efferati delitti”.

Con un’operazione iniziata alle prime ore dell’alba e terminata in mattinata, la Polizia ha inferto un colpo letale a una delle piu’ importanti organizzazioni criminali operanti in Sardegna. E’ quanto emerso nella conferenza stampa in corso in Procura a Cagliari sulla banda specializzata in assalti a furgoni portavalori. È stato documentato il modus operandi di quasi un decennio: il gruppo aveva progettato e realizzato assalti a furgoni portavalori ed a caveau di istituti di vigilanza in Sardegna e in altre regioni italiane. Lo dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano che si è congratulato al telefono con il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Alessandro Pansa e con il Comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo per l’operazione coordinata brillantemente dalla D.D.A. di Cagliari. Il blitz di oggi ha preso di mira quello che secondo investigatori e inquirenti è il ‘sancta sanctorum’ del crimine sardo: in particolare i provvedimenti emessi dalla Dda di Cagliari vanno a colpire la famiglia degli Olianas che, sempre secondo le indagini, da anni si spartirebbe e gestirebbe gli affari criminali sull’isola. Nel corso dell’indagine, gli investigatori sono riusciti a documentare la progettazione degli assalti, i sopralluoghi, il furto delle auto per compiere i colpi, il reperimento delle armi e, appunto, le riunioni negli ovili. L’organizzazione sarebbe coinvolta anche nell’assalto avvenuto nel 2013 al caveau di Nuoro per un bottino di oltre 6 milioni di euro, inoltre era dedita al riciclaggio del denaro sporco e allo spaccio droga, nonché – negli ultimi tempi – faceva profitti con l’accoglienza ai migranti.

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