Auto in fiamme e raffiche di mitra L’assalto al portavalori sulla A14

Assalto ad un portavalori sulla A14 adriatica auto incendiate e spari, nessun ferito

Attimi di panico nella giornata di ieri a Cesena e nello specifico in A14 dove intorno alle ore 18 un gruppo composto da circa 6 banditi hanno assaltato completamente un portavalori in autostrada proprio nel tratto compreso tra i caselli di Cesena e Valle del Rubicone. I banditi hanno agito armati di kalashnikov, con il volto coperto viaggiando sulla corsia direzione Forlì.

Sono stati attimi di panico per tutti coloro i quali si trovavano a passare in quei momenti perchè i malviventi hanno incendiato improvvisamente la loro auto nell’intento di bloccare il traffico ed ancora hanno buttato dei chiodi sull’asfalto per fermare un camion minacciando il camionista, facendo in modo che il camion venisse messo di traverso per sbarrare la strada. Non contenti i malviventi hanno poi saltato il guardrail e sull’altra corsia hanno fermato un’auto puntando una pistola contro l’autista assaltando nel vero senso della parola il furgone portavalori della vigilanza privata e trasporti valori Civis partito da Rimini con a bordo due guardie giurate.

I malviventi sarebbero riusciti a tagliare il portellone con un flessibile ed hanno anche svuotato il carico, un bottino piuttosto sostanzioso da quanto è emerso. Fortunatamente non si sono registrati feriti, soltanto tanta paura per il camionista e per le persone che si trovavano a transitare in quei momenti sull’A14. Sono intervenuti immediatamente polizia e carabinieri i quali hanno battuto tutte le uscite per trovare la banda criminale che stando a quanto dichiarato da alcuni testimoni sarebbe scappata a piedi nelle campagne di Cesena in direzione Gambettola. Tanti i disagi sull’A14 visto che subito dopo l’assalto si sono verificati cinque chilometr di coda tra Forlì e Cesena verso Ancona e 3 Km di coda tra Rimini su e Cesena in direzione di Bologna.

Dell’episodio si sta occupando la questura di Forlì-Cesena mentre le forze dell’ordine di Rimini hanno dato il loro supporto tecnico per effettuare per tutta la serata di ieri alcuni posti di blocco. In serata avrebbe girato anche un elicottero della polizia partito da Bologna per cercare i fuggitivi che al momento risultano irreperibili.Non si tratta del primo assalto ad un portavalori avvenuto nell’A14, che spesso è stata teatro di questo tipo di aggressioni. L’ultimo assalto avvenuto nell’A14 risale al 26 aprile scorso, anche se questa volta per fortuna i banditi non sono riusciti a portarlo a segno; in questa occasione era avvenuto tra i caselli di Pescara Sud e Pescara Ovest.Sempre sull’A14 ricordiamo l’assalto riuscito questa volta ad un altro portavalori lo scorso 30 settembre; anche in questa occasione i banditi avevano effettuato il colpo muniti di kalashnikov tra Ancona Sud e Loreto-Porto Recanati riuscendo a portarsi via un bottino di 5 milioni di euro. Il più spettacolare forse fu il 30 giugno del 2008, nel Bolognese.

Assalto a un furgone portavalori sulla A14, nel Cesenate. Ieri pomeriggio un commando di uomini armati di kalashnikov ha bloccando il mezzo tra i caselli di Valle del Rubicone e Cesena sud. La banda ha incendiato alcune auto, portate sul posto dai malviventi, per bloccare il traffico. Sotto la minaccia delle armi i vigilantes sono stati costretti a restare nell’abitacolo: i banditi sono fuggiti con un ingente bottino.

 Obbligano a rallentare la macchina mettendosi davanti e centrandola con delle raffiche. Fermano il blindato con lo stesso sistema. Alcuni dei banditi salgono sul tetto (pare non rinforzato) aperto come una scatoletta di tonno con un flessibile, la sega usata per tagliare il metallo. Puntandogli contro i kalashnikov, il gruppo di fuoco «convince» le due guardie giurate nella parte posteriore a non reagire. Poi prelevano il contante custodito in sacche. Ma riescono a portare via solo una «minima parte» dei tre milioni trasportati perché i vigilantes riescono ad azionare il dispositivo anti-rapina: quello che fa «esplodere» una sostanza schiumogena che «tinteggia» le banconote, tracciandole e rendendole inutilizzabili.

A questo punto la fuga. Alcuni prendono la Volvo di un automobilista e una parte scappa percorrendo la carreggiata opposta gettando altri chiodi a tre punte. Altri invece si sarebbero dileguati scavalcando il guard-rail e scomparendo tra i campi. Dove forse avevano altre auto.

Prima di svanire hanno incendiato i suv per non lasciare tracce e per rendere ancora più complicato l’arrivo di carabinieri e polizia. Dopo l’allarme sono scattati i posti di blocco lungo la dorsale adriatica, soprattutto a ridosso dei caselli più vicini, quelli del Cesenate e soprattutto del Riminese. Un elicottero della Polaria si è alzato in volo da Bologna per cercare i fuggitivi. Sulla A14, chiusa a lungo in entrambe le direzioni, si sono formate lunghissime code. Le indagini sono condotte dagli investigatori della squadra mobile di Forlì coordinati dal procuratore Sergio Sottani.

I numerosi colpi esplosi sono stati esaminati dalla Scientifica per capire se si tratti di armi usate per altre rapine. L’A14 è stata infatti in passato teatro di assalti. Il più recente il 26 aprile, tra i caselli di Pescara Sud e Pescara Ovest. Il 30 settembre del 2015 un altro assalto a colpi di kalashnikov ad Ancona fruttò un bottino di circa di 5 milioni di euro. Ma il colpo più spettacolare fu il 30 giugno del 2008, nel Bolognese. Un raid in cui vennero impiegate quattro auto. Quella volta il bottino fu superiore ai tre milioni di euro.

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