Atalanta – Juventus Streaming Gratis diretta Live Tv WEb (Smartphone, Tablet e Pc- Rojadirecta)

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Max Allegri non ha dato punti di riferimento, anche perché la sfida in trasferta contro l’Atalanta è la classica trappola: se vinci compi il tuo dovere, se non vinci sono dolori. Per cui vietato avvantaggiare l’avversario, anche soltanto offrendo certezze sul sistema di gioco. In assenza di Chiellini, ancora indisponibile e al lavoro per tornare in tempo per la Champions, Allegri potrebbe decidere di non adoperare il 3-5-2 puro. A quel punto ad accomodarsi in panchina sarebbe Rugani, in favore di una linea a quattro composta da Lichtsteiner a destra e gli “intoccabili” Bonucci e Barzagli in mezzo.

A sinistra si contendono il posto Evra e Alex Sandro, con il francese stavolta leggermente favorito. Dovesse invece cambiare idea e puntare sul 3-5-2, Allegri semplicemente si affiderebbe a Rugani con Bonucci e Barzagli, avanzando Lichtsteiner ed Evra (oppure Alex Sandro) a centrocampo. La cerniera in mezzo – fuori dai convocati Sturaro per un infortunio a un alluce – sarà nuovamente composta dai “titolarissimi”: ritorna infatti Marchisio ed è pronto a riprendere in mano la mediana bianconera. Alla sua destra non dovrebbero esserci sorprese, così come alla sua sinistra: difficile infatti pensare che Allegri decida di rinunciare a Khedira e Pogba. Semmai, se proprio il turnover si renderà necessario considerando il ritorno di Champions a Monaco di Baviera, qualche cambiamento potrà esserci nell’impegno di campionato di venerdì, quando il Sassuolo farà visita ai bianconeri allo Stadium.

In attacco non ci sono grandi dubbi: Morata e Zaza saranno, con buona probabilità, le risorse da sfruttare a partita in corso partendo dalla panchina. Infatti, a meno di clamorosi cambi dell’ultimo minuto, saranno Dybala e Mandzukic a duettare in attacco contro l’Atalanta, dopo che Zaza e Morata sono stati titolari nella sfida di Coppa Italia a San Siro contro l’Inter (terminata con una secca sconfitta per 3-0 e l’accesso alla finale ottenuto solo attraverso i calci di rigore). Allegri dovrebbe dunque ragionare su qualche cambio in attacco eventualmente per il Sassuolo. Il ballottaggio principale per oggi pomeriggio è legato al centrocampo. In caso di difesa a quattro Pereyra e Cuadrado si contenderanno il posto.

Hanno caratteristiche tecniche differenti: con l’argentino si può pensare a un 4-3-1-2, con il colombiano invece a un 4-4-2 che si trasforma spesso in 4-3-3. Pereyra era stato schierato dal tecnico livornese già all’andata con l’Atalanta: nel primo tempo, prima di infortunarsi, aveva dimostrato di poter creare parecchi problemi agli avversari grazie alla capacità di inserirsi tra le linee. Può essere l’arma in più per Allegri, con Cuadrado pronto a subentrare a gara in corso per cambiare marcia alla Juve nell’ultima mezz’ora, quando di solito le squadre tendono ad allungarsi e si aprono spazi interessanti per un velocista come il colombiano.

Essì, ché gli scudetti non li si vince mica soltanto in campo… Pure le giuste strategie di comunicazione, di approccio mediatico possono avere un loro peso sul risultato finale. E così succede che Massimiliamo Allegri – sia pure con il suo modo di fare sereno, distaccato – si metta a sparigliare le carte, a snobbare l’uno, a caricare di pressioni l’altro. Snocciolando gli ormai immancabili calcoli sulla quota scudetto aggiornata e riaggiornata come nemmanco gli exit-poll in tempo di elezioni… Parlando d’una Roma in vena di super filotti, quasi quasi “eliminando” il Napoli dalla lotta tricolore. E via così. Insomma, un maxi-caciucco quasi in stile Mourinho (sia pure con minore acrimonia e superbia, semmai condito da un sano… cazzeggio) tale da dimostrare convinzione nei mezzi, lucidità, ottimismo.

Il modo in cui Allegri “snobba” il Napoli, peraltro prescindendo in toto dal risultato dei partenopei nell’anticipo di ieri (il tecnico ne parlava in mattinata, prima cioè che gli azzurri entrassero in campo) è abbastanza emblematico. «La vittoria che abbiamo ottenuto contro la Roma è stata fondamentale perché al momento ci consente di tenerla a cinque punti di distanza e noi abbiamo una partita in meno. Però non mi sorprende affatto la grande rimonta dei giallorossi, perché la Roma è una squadra di grande qualità ed era nelle condizioni di poter fare un filotto, come appunto sta facendo. E quindi a mio avviso è ancora una delle candidate allo scudetto perché potenzialmente può arrivare a 86 punti con lo scontro diretto Roma-Napoli. Quindi, più o meno, la quota scudetto è a 87 punti». E ancora, altra divagazione sul tema: «Per vincere il campionato bisogna fare un tot di punti e come ho detto a 87 più o meno c’è la quota scudetto. Poi magari passano le domeniche e la quota si abbassa. Però la Roma è nelle condizioni di poter fare un filotto». Capito, no, l’antifona? La quota scudetto, Allegri, la tara sulla Roma, non sul Napoli. E dà quasi per scontato che lo scontro diretto tra le due possa sorridere ai giallorossi…

Trattasi, appunto, di modo per sparigliare le carte, per depistare. Nonché, di contro, per mettere pressioni sui giallorossi. In teoria, al momento, il gruppo di Luciano Spalletti può contare sulla “leggerezza d’animo” di chi, non essendo accreditato tra le favorite al titolo, può ritenere di non avere nulla da perdere. Allegri, al contrario, punta il dito, punta i riflettori. Un po’ come quando, ad inizio stagione, i vari Roberto Mancini, Maurizio Sarri e compagnia facevano a gara per dire che i bianconeri – fossero anche al 14° posto in classifica – restavano la squadra da battere.

Ma c’è un altro passaggio della conferenza stampa tenuta ieri da Allegri che colpisce e merita di essere approfondito, analizzato, valorizzato. La fase, cioè, in cui il tecnico risponde a chi gli chiede se anche lui, come Sarri, sia in grado di rasserenare l’ambiente in merito alla condizione fisica del gruppo con dati e report specifici. «Fogli non ne ho perché a scuola non ci andavo, non scrivevo mai… Per me è difficile scrivere. Detto questo, noi mercoledì abbiamo fatto 120 minuti e credo che la squadra abbia fatto 150-160 chilometri. In questo momento la Juventus sta bene». Come a dire: io non ho voglia/bisogno di giustificare il mio operato, non devo portare prove a carico. Sono io il tecnico e l’importante è che abbia io il polso della situazione, se vi basta bene altrimenti… bene lo stesso.

Trattasi di dimostrazione di forza, dimostrazione di serenità. Oltre che di autoironia. Allegri, evidentemente, è convinto che sarà sufficiente la prestazione di questo pomeriggio a Bergamo per rassicurare la piazza. Capiremo oggi, appunto, fino a che punto il tecnico abbia ragione…

Mica per caso Massimiliano Allegri, nel cuore dello spogliatoio juventino, riserva un posto di riguardo a Mario Mandzukic. Uno che Hasan Salihamidzic, vecchia conoscenza bianconera, non ha esitato a soprannominare “Street Fighter”. In strada o in campo, resta il fatto che il centravanti croato ha animo e pure faccia da combattente.

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