Attentati di Bruxelles, nuove misure di sicurezza negli aeroporti: “Controlli all’ingresso come a Tel Aviv”

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Dopo gli attentati di Bruxelles avvenuti lo scorso 22 marzo in tutta l’Europa e soprattutto in Belgio l’allerta terrorismo ha raggiunto i massimi livelli. L’aeroporto di Bruxelles non riprenderà i voli passeggeri almeno fino ad oggi pomeriggio, è questo quanto comunicato da Brussels Airport che ha spiegato come la valutazione del test di simulazione del funzionamento ridotto al 20% delle capacità prenderà ancora come minimo sino alle ore 12 di oggi.

Si torna a parlare di sicurezza e proprio in questi giorni si è preso in considerazione quello che viene considerato l’aeroporto più sicuro al mondo, ovvero quello di Tel Aviv, dove nulla è più lasciato al caso e i passeggeri devono attenersi ad una serie di regole come ad esempio arrivare almeno tre ore prima del decollo del volo per essere interrogati e poi alla fine viene assegnato un indice di pericolosità. In questo aeroporto le procedure di sicurezza cambiano spesso ed iniziano ancora prima che l’individuo metta piede nella struttura.

«Il peggior nemico di chi vigila è la ripetitività: dopo qualche mese la soglia di attenzione si abbassa ed è lì che si infila il terrorista», spiegano gli esperti. Ecco queste sono alcune delle regole seguite nell’aeroporto di Tel Aviv e dopo gli attentati di Bruxelles gli aeroporti di tutti il mondo dovrebbero seguire questo modello.

Di questo si parlerà nel corso della riunione del comitato europeo per la sicurezza aerea che si terrà nella giornata di oggi, nel corso della quale si discuterà di eventuali nuove misure di protezione all’ingresso degli scali dopo l’attentato di Bruxelles. Si parlerà di alcune misure di sicurezza sulla base di “Tel Aviv” come un metal detector all’entrata per bagagli e persone. il comitato valuterà l’introduzione di un primo controllo di sicurezza subito all’entrata degli aeroporti, con metal detector e controllo di biglietto e passaporto, come già avviene in Medio Oriente, come Tel Aviv appunto.

Ecco quello che avviene in quello che viene considerato l’aeroporto più sicuro al mondo, ovvero quello di Tel Aviv: Chi arriva con i mezzi pubblici deve passare attraverso un primo metal detector situato già alla stazione degli autobus o dei treni della città, mentre chi, si muove con macchina privata o taxi viene fermato a circa un chilometro dalla porta d’ingresso dove almeno due agenti chiedono, ad esempio, la destinazione. Ovviamente, per poter mettere in atto queste novità bisognerà fare i conti con i costi che non sono davvero irrisori; si ipotizzano costi aggiuntivi dell’ordine del 10%.Lo stesso aeroporto Domodedovo di Mosca, dopo l’attacco simile a quello di Bruxelles avvenuto nel 2011 con un kamikaze che uccise 37 persone nell’area d’ingresso, ha introdotto questo tipo di misure di sicurezza. “Il rischio zero non esiste, per questo l’obiettivo sarà mantenere un approccio di proporzionalità”, spiegano le fonti Ue, secondo cui si andrà verso “raccomandazioni non vincolanti” in cui “a decidere saranno i singoli aeroporti”, soprattutto per non pesare su quelli regionali più piccoli.

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