Attentato di Dacca, a Ciampino le salme delle nove vittime italiane: presente anche Mattarella

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Attentato di Dacca, a Ciampino le salme delle nove vittime italiane presente anche Mattarella

L’Italia nella giornata di ieri ha accolto i nove italiani uccisi nell’attentato di Dacca, in Bangladesh, arrivati a bordo del Boeing 767, atterrato all’aeroporto di Ciampino alle ore 19:00. All’aeroporto di Ciampino, ad attendere le salme era presente il capo dello Stato, Sergio Mattarella, accompagnato dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il cappellano militare assieme ad altri due sacerdoti.

“Ho preso con il presidente Mattarella l’impegno a nome del governo ad assicurare che i benefici previsti dalla legge per le vittime del terrorismo si applichino ai nostri caduti all’estero. È un impegno doveroso di fronte a episodi come quello della strage di Dacca”, il Ministro Gentiloni.Si tratta dei nove italiani che si trovavano in un ristorante per trascorrere una piacevole serata insieme agli amici o con colleghi di lavoro e invece si sono ritrovate ad andare in contro alla morte. I familiari delle vittime hanno atteso un’ora prima di poter vedere le bare adagiate nei carri funebri ed hanno poi salutato i loro cari con grande commozione, disperazione ed inevitabilmente lacrime.

I corpi delle vittime nelle prossime ore verranno portati al Policlinico Gemelli dove verranno effettuate le autopsie, che dureranno una ventina di ore; si tratterà di esami piuttosto complicati visto che i corpi delle vittime sono stati già sottoposti ad autopsia in Bangladesh.Dopo la benedizione dei feretri Mattarella ha reso omaggio alle salme una ad una. Presenti anche i sindaci dei luoghi d’origine delle vittime, tutti in veste ufficiale, con le fasce tricolori.Sul fronte delle indagini sulla strage di Dacca, la polizia bengalese ha arrestato due familiari di Shafiqul Islam Uzzal, ovvero uno dei terroristi che hanno compiuto la strage nel ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca.

I due sospettati arrestati sono padre e fratello, ovvero l’agricoltore 55enne Badiuzzaman Uzzal e l’operaio tessile 32enne Asadul Islam Uzzal, ovvero prelevati ieri dalla loro abitazione nel villaggio di Borga e sono stati trasferiti nella capitale. Nei giorni scorsi erano stati arrestati i genitori di Md Khairul Islam Alias Badhan, un altro terrorista ucciso nell’attacco. Nelle scorse ore è arrivata l’ammissione choc delle forze dell’ordine bengalesi che avrebbero ammesso di aver ucciso uno degli ostaggi per errore durane il blitz all’Holey Artisan Bakery di Dacca.

La bimba ha un vestito a fiori grandi e i sandaletti bianchi. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saluta anche lei nel salone dell’aeroporto militare di Ciampino. Ha parole buone per ogni famiglia che incontra singolarmente, il capo dello Stato. Prima che la lenta processione delle station wagon funebri si avvii verso il Boeing 767, grigio militare. Prima della lunga, lunghissima, attesa dell’uscita delle bare dal cargo. Prima che le auto vengano schierate sul piazzale, con i portelloni aperti sulle bare avvolte nel tricolore.

Che arrivi la benedizione del cappellano militare e del fratello sacerdote di Simona Monti. Che Mat- tarella si fermi un istante a pregare. E finalmente arrivi il momento degli abbracci alle casse e delle lacrime private.È stato struggente l’ultimo saluto dei parenti delle nove vittime (dieci se si conta il minuscolo Michelangelo, ucciso nel grembo di Simona Monti). Ma non è finita lì. I familiari sono dovuti andare al Policlinico Gemelli dove assieme all’esame autoptico è iniziata una nuova procedura di riconoscimento delle salme. Almeno uno di quei resti martoriati richiede, per la certezza, la prova del Dna.

Sceso dall’aereo che ha riportato i corpi di Adele Pugli- si, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti anche Gianni Boschetti: scampato alla mattanza grazie a una telefonata che lo ha fatto uscire dal locale in cui è stata massacrata sua moglie Claudia. E il dolore visibile di tante mamme in nero e alcuni papà. Un dolore simmetrico a quello che a Dacca fa ripetere a Imtiaz Khan Babul, esponente di punta del partito di governo bengalese, ma soprattutto papà di uno dei terroristi: «Ho fallito come padre». Non si dà pace Babul. «Non avrebbe potuto uccidere nemmeno uno scarafaggio e invece aveva con sé un’arma così grande, il machete. Chi gliele fornisce? Chi li indottrina, chi dà loro i soldi?», chiede ai giornalisti.

Ci provano le indagini locali a capire com’è andata. Dopo il pasticcio del blitz arrivato troppo tardi e con vittime di fuoco amico: un pizzaiolo, ucciso per errore, Saiful Islam Chowkidar, ha lasciato la moglie, due figlie e un altro bambino in arrivo. Ci si orienta sulla pista malese. Alcuni dei terroristi del commando jihadista si erano radicalizzati in Malesia. Sono stati eseguiti nuovi fermi: il padre e il fratello di Shafiqul Islam Uzzal e i genitori di Khai- rul Islam alias Badhan. In detenzione, insieme all’unico miliziano sopravvissuto, rimangono anche due degli ostaggi scampati al massacro. Sotto controllo soprattutto Hasnal Karim, docente universitario, che ha riferito di trovarsi al ristorante per il compleanno della figlia.

Dopo aver vissuto un decennio a Londra, era stato insegnante nella Nor- th South University di Dacca, dove si era formato uno dei terroristi uccisi. Poi era stato sospettato di terrorismo, aveva perso il lavoro per questo, e da allora soffriva di depressione. Nel taschino di uno dei membri del commando c’era il suo indirizzo. E c’è un video che sembra ritrarlo mentre parla con un terrorista durante il sequestro. «Le autorità locali sono sotto choc. Nessuno si aspettava una cosa del genere», ha detto il sottosegretario Mario Giro, che si è recato a Dacca a deporre una corona sul luogo del massacro e ha fatto rientro assieme alle vittime. A Ciampino anche il ministro degli Esteri, Gentiloni: «Ho preso, con il Presidente, a nome del governo, l’impegno ad assicurare i benefici previsti per le vittime del terrorismo anche ai familiari dei caduti della strage di Dacca».

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