mercoledì , 17 gennaio 2018

Arrestati lo stupratore siriano evaso e la secondina innamorata di lui

Era la notte tra l’8 e il 9 febbraio del 2016 quando, la guardia carceraria Angela Magdici e il detenuto siriano Hassan Kiko, erano fuggiti insieme dal carcere svizzero in cui la prima lavorava mentre invece il secondo si trovava in arresto. Lei 32enne, lui 27enne, la guardia carceraria e il detenuto si erano conosciuti proprio all’interno del carcere svizzero e tra i due era scoppiato l’amore, un sentimento così forte da aver spinto la donna a diventare complice del suo amante aiutandolo a fuggire e, a sua volta, fuggendo proprio insieme a lui.

In seguito all’evasione dal carcere i due amanti erano riusciti ad attraversare il confine fino ad arrivare a Romano di Lombardia, comune italiano della provincia di Bergamo, in Lombardia, dove si sono nascosti con molta attenzione nell’appartamento sito in un palazzo di nove piani con trentasei appartamenti che i poliziotti hanno perquisito tutti nel tentativo di trovare i due fuggitivi. Una volta individuato l’appartamento al settimo piano del palazzo sito nella via Duca d’Aosta 37 in cui si nascondevano la guardia carceraria e il suo amante, ecco che i quaranta agenti presenti sul posto hanno fatto irruzione, il tutto intorno alle ore 3,30 – 4,00 della notte tra giovedì e venerdì, ed inoltre sono anche intervenuti gli elicotteri.

“Avevano preso tutte le precauzioni del caso: uscivano poco per non attirare l’attenzione dei vicini, se non per comprare del cibo, e negli ultimi giorni si stavano preparando per partire. Dopo la fuga dal carcere si sono ritrovati con pochi contanti. Stavano racimolando del denaro per continuare la fuga attraverso un altro cittadino arabo residente in Svizzera gli aveva mandato dei soldi in banca su un conto aperto con nome falso. Il 27enne, però, si era presentato con il suo vero documento di identità e non ha mai potuto prelevare quanto inviato”, sono state queste nello specifico le parole espresse da Storoni dei Ros il quale ha dunque spiegato che individuare il luogo in cui i due amanti fuggitivi si nascondevano non è stato per nulla semplice.

I militari, per entrare all’interno dell’appartamento hanno dovuto sfondare la porta e, per tenere calma la giovane guardia carceraria, grande atleta di karatè, è stato necessario l’intervento di quattro agenti che hanno provveduto a bloccarla.

Nei confronti della coppia era stato emesso un mandato di cattura internazionale e adesso dovranno rispondere di diverse accuse. La donna infatti è stata accusata di favoreggiamento mentre invece l’uomo dovrà rispondere del reato di evasione. Ad incastrare la coppia facendo in modo che venissero intercettati e arrestati sarebbero state alcune telefonate che il 27enne avrebbe effettuato chiamando persone del suo Paese che però sono residenti all’estero e poi ancora, molto importante, è stato un video che la donna ha registrato ed inviato ai genitori per chiedere loro scusa di quanto accaduto. La ragazza infatti si è giustificato affermando di essere innamorata e chiedendo ai genitori perdono per averli fatti soffrire ma, allo stesso tempo ha anche chiesto di essere compresa.

Un altro segno, se ce ne fosse bisogno,della miseria umana dei nostri tempi, è la degenerazione di una cosa degenere già di per sé: la coppia diabolica. La coppia diabolica – e non possiamo frenarci da una celebre battuta, per cuii testicoli (l’originaleè piùgreve) vanno sempre in coppia – è costituita, in generale, da un giovane criminale e da una donna fino a quel momento perbene. Lei, solitamente una bellina repressa e frustrata, si innamora del criminale, e del vitalismo al di là del bene e del male che quello le prospetta. Ecco, un tempo tali coppie erano sì moralmente tossiche, basti pensare a Vallanzasca e a tutte le fans, le avvocatesse, le cretine vagheggiatrici di maschio alfa che brandisce il lungo, letale mitra. Non erano un bello spettacolo nemmeno in passato,ma poiché per regola storica ogni generazione fa più schifo della precedente, ci tocca assistere al moderno mix di coppia diabolica, estremismo islamico, stupri minorili, corna svizzere. Turatevi il naso e leggete.

Un siriano di 27anni, Hassan Kiko, si trovava nel penitenziario svizzero di Limmattal.Vi era stato schiaffato per violenza sessuale su una quindicenne, dopo aver già, arrivato da poco in Svizzera come richiedente asilo,puntato un paio di forbici al collo di una 19enne,costringendola a un rapporto orale. Le forbici si spiegano col fatto che Kiko, di professione, dice di essere un parrucchiere,e aveva attiratol a sua vittima, nel centro di richiedenti asilo,dicendole che le avrebbe tagliato i capelli. Tanto per darvi il quadro del tipo. Che però non è completo se non guardate anche i suoi selfie, dove si mette in posa, con i muscoli straripanti, tatuaggi rampicanti sul deltoide gonfiato a 5 bar, cappellino da rapper incazzato e mano ammiccante sul basso ventre scolpito. E guardate, accanto a tanto orrore biologico, l’ingenua, gaia, graziosa figura di Angela Magdici, 32 anni, agente penitenziaria svizzera sposata, che ultimamente il marito trovava «molto cambiata», infatti «leggeva il Corano e mostrava un forte interesse per quanto accadeva in Siria». Finché, un bel giorno, questo fantozziano marito svizzero siè trovato abbandonato dalla sua Angela, che gli ha preso pure un bel po’ di soldi e mobili, e prima è andata da un’amica, e poi ha organizzato l’evasione del suo amato, il suddetto Hassan Kiko.

«Probabilmente le piacciono i criminali e io ero troppo buono per lei», ha commentato l’uomo abbandonato, parole sconsolate ma acute,che dovrebbe far riflettere anche coloro che si interrogano sul fascino del terrorismo islamico e sulla nostra inettitudine a contrastarlo.Ma torniamo al duo malefico. L’undici febbraio scorso, Hassan, con la complicità di Angela che gli apre la cella, fugge dal carcere di Limmattal,scappando in auto,si dice diretti verso l’Italia. La stessa Angela, completamente soggiogata da Hassan, rimuovendo il fatto che sia accusato di stupri plurimi, anche a minori, pubblica un video in cui definisce il suo «un atto d’amore nei confronti di un uomo dolce, ragionevole e divertente. Chiedo scusa alla mia famigliama Hassanè l’uomo della mia vita».

Con che tipacci fosse solita avere a che fare, prima di incontrare il «dolce»Hassan,non è dato sapere. Il “latrin” lover e la bella e accecata Angela entrano effettivamente in Italia, e non in Siria, dove il marito di Angela li pensava già arruolati nelle falangi terroriste. Macché, era tutto molto più meschino. Inseguiti da un mandato di cattura internazionale, vengono beccati ieri dai bravissimi carabinieri del Ros a Romano di Lombardo, nella bergamasca, altro che Damasco. Ora che la coppia diabolica è stata beccata, si prega riflettere sul caso di Kiko, che nel 2010 giunse in Svizzera come richiedente asilo, e richiese invece l’attenzione di minorenni e altre fanciulle con la forza, per poi temporeggiare con un ricorso e l’altro evitando la galera, e quando l’ha trovata, la secondina innamorata gli ha spalancato la porta piantando la famiglia «troppo buona». Ci pare che ci sia materiale sufficiente per riflettere, ben oltre la patetica vicenda del duo diabolico.

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