ShocK a Treviso: Bambina non cresce, denunciati i genitori vegani la nutrivano con latte di mandorla

A distanza di qualche mese ecco registrato un altro caso in Italia di bambini denutriti causa dei genitori che impongono delle alimentazioni completamente sbagliate e non consone alla loro età.

E’ il caso di una bambina di Treviso, nata da pochi mesi,  la quale è passata agli onori della cronaca per la vicenda che purtroppo l’ha vista protagonista; la piccola non prendeva peso e purtroppo non cresceva minimamente così i genitori preoccupati per questa situazione che purtroppo peggiorava giorno dopo giorno hanno preferito portare la bambina dalla pediatra.

Il medico non appena ha visitato la bambina si è subito resa conto che qualcosa in realtà non andata proprio proprio perchè la bambina non riusciva a prendere peso e non solo, non si allungava come succede a tutti i neonati durante il loro primo anno di vita.

La pediatra ha così chiesto ai genitori che abitudini alimentari avesse la bambina, e cosa solitamente mangiava e così a questo punto la madre ha confessato di darle soltanto del latte artificiale. A quel punto la pediatra dice ai genitori di voler rivedere la bambina dopo circa 15 giorni e proprio nel corso della seconda visita a distanza di queste due settimane, la pediatra si rende conto che effettivamente la bambina aveva preso pochissimo peso considerato assolutamente minimo per la sua età e così ha deciso di andare a fondo con la sua indagine, arrivando al punto e scoprendo l’arcano mistero.I genitori della piccola erano vegani e per questo motivo avevano imposto alla neonata un’alimentazione vegana, e nello specifico davano alla bambina del latte di mandorla perchè contrari a qualsiasi altro tipo di latte di origine animale.

Il pediatra ha consigliato ai due genitori di cambiare stile di vita nei confronti della bambina e di darle il giusto latte per la sua crescita, ma purtroppo a nulla sono valse le raccomandazioni del medico visto che alla successiva visita fissata la coppia non ha portato la bambina ed a questo punto il medico ha deciso di denunciare i due genitori. Non si tratterebbe del primo caso in Italia, visto che già una situazione simile era accaduta a Belluno dove un bambino di soli due anni era stato ricoverato per malnutrizione, perchè anche lui costretto a mangiare cibi vegani.

 Lo noti quando, passato un anno, il piccolo non cresce, e rimane un mucchietto d’ossa che affonda nella culla immensa come il complesso di colpa dei genitori. Ecco. Quando leggi che, a Treviso, una coppia inebriata dalla filosofia vegana, ha costretto la propria infante di dodici mesi a nutrirsi solo di succo di mandorle bollite negandole il latte materno; be’, diamine, è in quel preciso istante che, tu – da padre di pargoli pasciuti che ingollerebbero un montone- realizzi che in giro circola un alto numero d’idioti macrobiotici. I qualirappresen- tano senz’altro un pericolo, oltre che per se stessi, per l’umanità. C’è qualcosa di stolido, c’è una devastante ignoranza, nell’atto dietetico di privare i propri bambini delle più basilari regole nutrizionali. Anzi, più che un atto dietetico, è quasi un atto di fede; perché qui il gesto tocca la fede, un«veganesimo» fanatico, lo stile di vita fondato, all’estremo, sul rifiuto di qualsiasi animale e d’ogni sua ascendenza.

Questa storia parla di un padre che toglie il pane dibocca al figlio, un coltello puntato alla gola della natura. Accade spesso. È più frequente con i T estimoni diGeo- va, feroci nel rifiutare per precetto le trasfusioni di sangue agli eredi morenti, e in fondo speranzosi in una mano celeste che fermi il sacrificio d’Isac- co. Ma pure i vegani hanno i loro precedenti. Nell’ottobre del 2013, a Luaris, in Francia, un’altra coppia vegana, Celine e Julien, vide togliersi la patria podestà per aver imposto il proprio regime alimentare al figlietto Joachim, ridotto a 5 chili in meno rispetto alla media dei coetaneai (rimesso a dieta normale, Joachim salì di 7 chili).

Nel luglio del 2105 un altro bimbo in stile Biafra venne accolto all’ospedale Mayer di Firenze, con lo stomaco ridotto a vescica; la giustificazione delle associazioni animaliste fu che l’«eventuale irresponsabilità dei genitori è in percentuale un fatto limitato in rapporto all’incredibile percentuale di bambini onnivori obesi (9,8%) e in sovrappeso (20,9%) di cui di cui l’Italia è leader negativa a livello europeo, con le relative patologie connesse ed elevati costi per il Servizio Sanitario».

Risposta testuale, giuro. Ora, nel caso dei genitori di Treviso si è trattato di togliere il latte materno – accettato dai vegani veri come nutrimento primario-; e, quindi, qua siamo a un’ignoranza quasi omicida, a meno che la madre, con il suo latte, non fosse equiparata a un bovino di stazza media. E comunque la coppia è stata denunciata dalla pediatra di famiglia. Ciononostante, qualsiasi spiegazione ai digiuni «depurativi» dei minori, al di là delle percentuali di grassi saturi o vitamina D prodotte dai vegani stessi, mi evoca sempre l’immagine della setta degli Svetambara, i talebani del vegane- simo. Sono, costoro gente mite tanto assurdamente rispettosa dell’intera fauna vivente, da vivere con la bocca sempre coperta da un «fazzoletto per impedire che gli insetti possano entrarvi morendo». Il demone cieco degli stolti. Scopo di un genitore normale è evitare che il demone s’infili sotto la tutina.

3 commenti

  1. I talebani coglioni ignoranti e faziosi siete voi. Vorrei tanto sapere chi vi finanzia. Continuate a mangiare carne e derivati, aprirete la strada a voi e ai vostri figli all’Alzheimer, ai tumori e a infinite malattie cardiovascolari. È la gente come voi che distrugge il mondo. Vergogna!

  2. carlo pedersoli (bubba dupont)

    mio figlio lo nutro come si deve, carne grassi e tutto il ben di dio, ha 8 anni e pesa 84 kg sono molto fiero, i vegani andrebbero sbattuti in galera.

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