Shock Bambino eroe a 6 anni, chiama il 112 e fa arrestare il padre: ‘Sta ammazzando la mamma, venite’

Bambino di 6 anni chiama il 112, denuncia il papà e lo fa arrestare 'Sta ammazzando la mamma, venite'Sono ogni giorno sempre più le donne costrette a subire violenza da parte dei loro mariti, fidanzati, compagni. Donne che nella maggior parte dei casi non trovano il coraggio di denunciare quanto di terribile sono costretti a subire e tutto per paura che questo possa scatenare nei loro compagni un comportamento ancora più violento, per paura che possano accanirsi su di loro ma soprattutto sui figli. L’ultimo terribile caso di violenza arriva direttamente dalla città di Roma dove una donna si è salvata dalla furia del marito solamente grazie al suo bambino di soli sei anni che ha avuto un grandissimo coraggio ovvero quello di chiamare il 112 per chiedere aiuto. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto.

La terribile vicenda ha avuto luogo nel corso della sera di venerdì 29 aprile 2016 all’interno di un appartamento sito nello specifico nella via Oderisi da Gubbio, dove un un pizzaiolo egiziano di 40 anni ma residente nella Capitale da diversi anni, incensurato, ha iniziato ad accanirsi contro la moglie prendendola violentemente a calci e pugni ed infine, dopo aver fatto tutto ciò, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, sembra proprio che l’uomo abbia provato anche a strozzarla.

Ad assistere alla terribile furia con cui l’uomo si è accanito sulla donna è stato proprio il figlioletto di soli sei anni che con grande coraggio, e soprattutto per salvare la sua mamma, ha deciso di prendere il telefono e chiamare il 112 per chiedere aiuto e agli agenti che hanno risposto ha detto “Papà sta ammazzando mamma, venite”. Poche parole dette in un momento di forte panico per il piccolo ma che sono riuscite a salvare la sua vita e quella della sua mamma, in pericolo. Il papà infatti dopo essersi reso conto che il figlio aveva lanciato l’allarme e chiesto aiuto si è accanito anche contro di lui picchiandolo.

Per fortuna però l’intervento dei carabinieri è stato tempestivo e così è stato possibile mettere in salvo la donna e il suo bambino. La donna, anch’essa di origine egiziane ma nata a Roma, ha raccontato agli agenti che si sono recati sul posto che questo non si trattava del primo episodio di violenza da parte del marito ma che era ormai circa un anno che subiva tali violenze ma non aveva mai avuto il coraggio di denunciare proprio per paura di ricevere ritorsioni, soprattutto nei confronti del suo bambino. L’uomo è stato prontamente arrestato dagli agenti e trasferito presso il carcere di Regina Coeli, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia mentre invece la donna e il suo bambino di soli sei anni, che ha trovato il coraggio di chiedere aiuto e salvare la sua mamma, sono stati accompagnati presso l’ospedale ‘Fatebenefratelli’ dove sono stati visitati e medicati per contusioni ed ecchimosi vari.

È stato il figlio a salvare la mamma. È stato lui, in una tragica inversione dei ruoli, a dover denunciare il papà perché le botte alla mamma erano ormai diventate insopportabili. Laceranti come i pianti strozzati della donna, che di notte si lamentava per i dolori e di giorno ripeteva al figlio che non era successo niente, per tranquillizzarlo. Giovedì sera il bambino non ce l’ha fatta più :si è nascosto in cucina e ha chiamato il 112 con il tablet della madre. All’operatore del numero unico di emergenza, il piccolo di 6 anni ha supplicato: «Correte, papà sta ammazzando la mamma». Il bimbo è stato così bravo,quando poi hanno risposto i carabinieri, da sapere indicare anche dove abita. Il nome della strada, via Oderisi da Gubbio, in zona Marconi, a due passi dall’Eur, lo sapeva bene.

Per localizzare invece l’appartamento -lungo un rettilineo di un chilometro con palazzi alti sette piani -il piccolo ha dato ai militari il nome del bar di fianco al loro portone e la cui insegna ha imparato a leggere quest’anno, frequentandola prima elementare. Il papà si è accorto in quel momento di ciò che il ragazzino stava facendo ed è corso, troncando la conversazione. L’uomo,un pizzaiolo egiziano di 40 anni, incensurato, ha sperato di essere arrivato in tempo, prima che i carabinieri capissero le indicazioni della casa, ma per fortuna non è stato così. In quegli attimi l’uomo, completamente fuori di sé, ha pensato solo a chiudere la porta a chiave e a rivalersi anche sul bambino, il quale aveva «osato difendere la madre e ribellarsi al padre». Nel frattempo i carabinieri della stazione Porta Portese, in forza alla Compagnia Trastevere del Comando Provinciale di Roma, sono arrivati all’abitazione del piccolo eroe. Hanno suonato e l’uomo, per non peggiorare la situazione, non ha potuto fare altro che aprire, sperando che – anche questa volta -la moglie non lo denunciasse.

Ma questa voltala donna non ce l’ha fatta più a sopportare le violenze, che periodicamente scattavano da anni tra le mura domestiche e ha denunciato il marito. Come un fiume in piena, lei, casalinga, 32 anni, nata in Italiana di origini egiziane, ha raccontato tutto ai militari. Ha spiegato che il marito l’aveva appena picchiata, sbattendola contro il muro, prendendola a calci e tentando di strozzarla perché si era permessa di prelevare al bancomat 320 euro anziché i 300 pattuiti la sera prima. Perché lei voleva comprare un giocattolo al bambino che sta per compiere sette anni,mentre l’uomo non voleva spese che non fossero rivolte a colmare i propri bisogni e ad assecondare i suoi vizi. Ma le botte,ha raccontatola donna,potevano arrivare anche per cose più sciocche e spesso accadeva davanti al bambino.

I carabinieri della Stazione Porta Portese hanno arrestato il pizzaiolo egiziano con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato portato nel carcere di Regina Coeli,dove il magistrato di turno ha convalidato l’arresto in attesa del processo. La donna e il bambino sono invece stati accompagnati al pronto soccorso del Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina.Entrambi sono stati dimessi con pochi giorni di prognosi, ma le ferite dell’anima avranno bisogno di più tempo per guarire. Soprattutto per il bambino, che per salvare la mamma ha fatto arrestare il papà. Un caso che ricorda la storia di un dodicenne romano. Il ragazzino, nel settembre scorso, aveva chiamato il 113 per denunciare gli abusi del patrigno sulla madre. Anche quella volta le forze dell’ordine erano accorse e avevano salvato la donna. Sempre grazie ai figli, che in situazioni difficili riescono a prendere l’iniziativa e a chiamare aiuto ai numeri di emergenza.

«Papà sta ammazzando mamma, venite!». Questa la disperata richiesta d’aiuto di un bimbo di 6 anni che venerdì sera ha chiamato il 112 a Roma per fermare il padre violento. I carabinieri, immediatamente accorsi sul posto, sono alla fine riusciti a mettere in salvo la donna e il bambino, arrestando il responsabile. L’uomo è finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed è rinchiuso nel carcere Regina Coeli. L’aggressione è avvenuta in un appartamento nel quartiere di Porta Portese. L’autore della violenza è un egiziano di 40 anni, incensurato, che lavora come pizzaiolo. La vittima, una donna di 32, anche lei di origini egiziane, ma nata a Roma. Il marito, che l’accusava di aver prelevato al bancomat dei soldi in più rispetto a quanto concordato con lui, l’avrebbe afferrata per il collo tentando di strozzarla, e avrebbe infierito colpendola anche con calci e pugni quando era a terra. Il bimbo ha dato l’allarme al telefono, ma il padre lo ha scoperto e prima che arrivassero i militari ha picchiato anche lui. Non era la prima volta che l’uomo si alterava e usava violenza contro la moglie. La donna ha, infatti, confessato ai militari di subire da più di un anno violenze da parte del marito senza averlo mai denunciato per timore di ritorsioni. La donna e il bimbo, che hanno riportato ecchimosi e contusioni, sono stati accompagnati all’ospedale “Fatebenefratelli” e lì medicati.

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