Banda di criminali sgominata: arrestati stranieri ed italiani, clonavano bancomat e carte di credito

Banda di criminali sgominata arrestati stranieri ed italiani, clonavano bancomat e carte di credito

Sgominata una banda di criminali i quali clonavano bancomat e carte di credito inserendo degli skimmer direttamente negli sportelli automatici oppure in alcuni pos di un paio di ristoranti nel cuore della capitale. I militari nella giornata di ieri hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Massimo Battistini, su richiesta della procura, nei confronti di 16 persone, 7 in carcere, 3 ai domiciliari e 6 sottoposti all’obbligo di firma, tra cui cittadini stranieri e italiani.

Tra gli arrestati figurano diversi romeni i quali sono finiti in manette con l’accusa di associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata alla clonazione di carte di credito, ed ancora frode informatica. Collatina e Tor Bella Monaca, queste le zone dove vivevano alcuni personaggi della banda. Gli indagati, dalle indagini effettuate, sembra abbiano utilizzato le carte clonate per effettuare acquisti di beni, servizi e ticket presso le sale giochi. Le indagini, come già anticipato, condotte dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina dal mese di agosto 2014 al mese di aprile 2015 hanno portato alla luca anche reati compiuti dai criminali, e nello specifico gli indagati risultano coinvolti in un giro di furti e ricettazione di automobili di lusso come Bmw e Range Rover che venivano rubate per lo più nella zona nord della capitale per poi essere rivendute in Romania.

Gli indagati, inoltre, risultano accusati di aver falsificato documenti. L’associazione criminale aveva base a Roma ma agiva anche in altri paesi tra i quali la Danimarca,la Germania,l’Inghilterra e l’Irlanda. L’indagine fu avviata nello specifico nel mese di agosto del 2014, quando venne arrestato un cittadino romeno sorpreso a disinstallare da un AT.M. del Centro Storio un dispositivo elettronico chiamato skimmer-device, capace di leggere e memorizzare i dati delle carte di credito ed una telecamere molto piccola, dispositivi utilizzati appunto per rubare i codici delle carte di credito; è emerso, inoltre, che una volta scoperto il Pin i componenti della banda provvedevano a clonare la carta e trasferire l’intero importo presente su quella clonata appunto.

Come facevano ad utilizzare le carte clonate? Semplicemente queste venivano utilizzate con documenti falsi per l’acquisto di prodotti di vario genere, come abbigliamenti, elettrodomestici, che venivano poi riutilizzati nel senso che venivano rivenduti per poter ricevere in cambio del denaro. Molti di questi criminali agivano anche in ristoranti, pizzerie ed altri locali del genere, dove con la collaborazione di alcuni fidati camerieri riuscivano sempre con la tecnica degli skimmer a clonare le carte, truffando per lo più turisti. “La mia cliente è assolutamente estranea ai fatti indicati nella misura cautelare. L’azienda, a tutela della propria clientela, si è da sempre munita di un sofisticato impianto di videosorveglianza ed ha destinato un proprio dipendente alla gestione ed al controllo di tutti gli incassi quotidiani”, ha dichiarato l’avvocato Massimo Lauro he difende la titolare della società proprietaria del ristorante Antica Pesa finita nel calderone.

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