Bari, timbrava il cartellino e si dedicava a faccende private: dirigente del Policlinico finisce nei guai

Bari, timbrava il cartellino e si dedicava a faccende private dirigente del Policlinico finisce nei guaiOgni giorno sempre più  è possibile sentire attraverso il telegiornale o semplicemente leggere sul web nuovi casi di ‘furbetti del cartellino‘, dipendenti che puntualmente finiscono nei guai grazie all’attento lavoro svolto dalle forze dell’ordine. Sono infatti sempre più frequenti i casi di dipendenti scoperti a non fare il loro lavoro, dipendenti che come si suol dire ‘passano il cartellino’ ma poi in realtà non rimangono a lavoro ma dedicano le ore della loro giornata a sbrigare faccende private.

L’ultimo incredibile caso arriva direttamente dalla città di Bari e vede come protagonista il dirigente medico dell’ufficio Qualità al Policlinico di Bari, un uomo di nome Massimo Montaruli che dopo diverse settimane di pedinamenti e intercettazioni è stato arrestato dai carabinieri del Nas di Bari, su disposizione della magistratura barese. L’accusa mossa nei confronti del medico, attualmente agli arresti domiciliari, è quella di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico in quanto, proprio negli orari in cui avrebbe dovuto essere sul posto di lavoro per svolgere appunto quello che è il suo lavoro, si trovava al contrario in giro ad effettuare acquisti personali oppure ancora ad accompagnare, in auto, alcuni familiari e quindi, come precedentemente anticipato a svolgere delle faccende private che nulla avevano a che vedere con quello che era il suo lavoro.

Ma l’incredibile è che, il medico nonostante fosse a sbrigare delle faccende personali risultava essere allo stesso momento proprio sul posto di lavoro. Ma ecco che fortunatamente grazie ad un attento lavoro di indagine svolto dai carabinieri è stato possibile accertare che il dirigente medico in servizio nell’ufficio qualità del Policlinico di Bari, nello specifico tutti i martedì pomeriggio, dopo aver regolarmente passato il badge nell’apparecchio marcatempo, si allontanava dal luogo di lavoro per andare a svolgere faccende personali risultando dunque in servizio nonostante, fisicamente, non vi fosse. Secondo quanto dichiarato dalla Procura  in una nota,sembra proprio che il medico, in serata rientrasse al lavoro facendo passare, ancora una volta, il badge nell’apparecchio marcatempo garantendosi in questo modo la retribuzione per le ore di lavoro segnate anche se, in realtà, non aveva trascorso al lavoro neppure un ora “con corrispondente danno dell’Amministrazione di appartenenza”, ha poi concluso la Procura nella nota diffusa e precedentemente citata.

E’ stato solo dopo un mese di osservazione e pedinamento che i carabinieri sono riusciti a raccogliere tutte le prove necessarie per poter arrestare il medico e muovere, nei suoi confronti le pesanti accuse sopra citate ovvero truffa aggravata ai danni di un ente pubblico ma soprattutto i pedinamenti e il lavoro di indagine svolto dalle forze dell’ordine è servito per poter testimoniare l’ingiustificata assenza, da parte del dirigente medico dell’ufficio Qualità al Policlinico, da quello che era il suo posto di lavoro.

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