Bergamo, operazione di bypass aortocoronarico su bambino di 11 mesi: intervento record all’Ospedale Papa Giovanni

Un intervento record o, più precisamente, un intervento davvero molto raro è stato effettuato, circa un anno fa, presso l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo su un bambino di poco meno di un anno. Si è trattato nello specifico di un intervento di baypass aortocotonarico effettuato su un bambino di soli undici mesi affetto da una rara malattia denominata per essere più precisi “Sindrome di Williams”, denominazione questa con cui facciamo nello specifico riferimento ad una malattia genetica rara caratterizzata da disturbi dello sviluppo associati, nel 75% dei casi a ritardo psicomotorio, cardiopatie.

Tale malattia può anche causare la perdita dell’elastina ovvero una proteina molto importante che ha proprio la funzione di garantire una normale circolazione sanguigna e poi ancora delle arterie perfettamente funzionanti. Come precedentemente anticipato, l’intervento record in questione ha avuto luogo circa un anno fa ma solamente da pochi giorni è stato reso noto attraverso la rivista “The Annals of Thoracic”.

Sulla delicata questione è intervenuto Maurizio Merlo, primo operatore nell’intervento a cui hanno partecipato anche i cardiochirurghi Amedeo Terzi e Duccio Federici, il quale ha nello specifico affermato “Per la prima volta abbiamo eseguito un intervento di bypass aortocoronarico, con tecnica di microchirurgia e utilizzo del microscopio operatorio, in un bambino di soli 11 mesi, già operato in precedenza. Il paziente è affetto dalla sindrome di Williams ed era già stato sottoposto in precedenza a un intervento chirurgico per la risoluzione di una stenosi sopravalvolare dell’aorta, la cosiddetta Ssva”.

“Ischemia miocardica progressiva”, era questo il quadro clinico del piccolo il quale, è stato sottoposto ad un secondo intervento, spiegano dall’ospedale in cui è avvenuta l’operazione, precisando che “è stato sottoposto a un secondo intervento di rivascolarizzazione miocardica, con esecuzione di un bypass aortocoronarico mediante l’utilizzo dell’arteria mammaria interna sinistra. L’intervento è stato eseguito con successo e ha consentito il miglioramento dei parametri emodinamici e il completo recupero della funzione del ventricolo sinistro. A distanza di un anno, le condizioni cliniche del paziente si mantengono stabili e il controllo angiografico ha dimostrato la pervietà del bypass”. La salute del piccolo dunque, a distanza di un anno dall’operazione sembra essere stabile e proprio il suo ventricolo adesso sembra funzionare per come deve.

Il primo intervento al quale il bambino era stato sottoposto si era concluso nel migliore dei modi ma purtroppo, dopo soli due mesi, il piccolo è finto ancora una volta in sala operatoria. Per fortuna però ha dimostrato di essere un bambino molto forte e oggi, a distanza di un anno, sembra stare finalmente bene potendo dunque affermare che la storia ha avuto un lieto fine dovuto soprattutto alla collaborazione tra tutti quei cardiochirurghi che si occupano di trattare la patologia acquisita dell’adulto e i cardiochirurgi che invece trattano la patologia congenita.

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