Blocco pubblicità su internet: Se sparisse dalla Rete molti contenuti non sarebbero più gratuiti

Come sarebbe bello il mondo di Internet senza la pubblicità. Pensiamoci un secondo: navigare in libertà senza essere soffocati dall’invadenza dei banner e dalle finestre popup, senza video promozionali che s’insinuano all’inizio di ogni contenuto animato e ci costringono ad attese che, seppur brevi, ci infastidiscono ogni volta. “Puoi saltare questo annuncio fra 20 secondi…19… 18…” e noi lì ad aspettare. Per non parlare del difficile compito di tutelare la nostra privacy sul Web! Tutti abbiamo provato almeno una volta un brivido di sdegno misto a paura, scoprendo nella casella della posta elettronica una mail pubblicitaria di offerte per voli aerei, pochi minuti dopo aver visitato un sito di viaggi.

Come sarebbe bello il mondo di Internet senza la pubblicità, ma forse il prezzo da pagare sarebbe troppo alto. Internet ci piace gratis Incredibile, ma vero, c’è un grosso problema che ostacola l’eliminazione della pubblicità dal World Wide Web. Cos’è che rende Internet così straordinariamente ricca di contenuti, così popolata di informazioni e di utenti? Semplice: il fatto che sia gratis! 0 meglio sembra gratis. In realtà noi paghiamo tutto, paghiamo per ogni piccolo contenuto, per le pagine dei quotidiani online, i blog, Facebook. Lo facciamo attraverso la pubblicità. Quindi se dovessimo chiedere agli internauti “ Vuoi Internet senza pubblicità?” staremmo facendo una domanda sbagliata. Il giusto quesito dovrebbe essere “Sei disposto a pagare i contenuti di cui oggi fruisci gratuitamente in cambio della scomparsa della pubblicità?’’.

Considerato che molti di noi storcono il naso all’idea di pagare 1 euro per un’app sullo smartphone costata allo sviluppatore mesi di lavoro, la risposta sembra evidente. Non solo: ci aspettiamo che le cose che troviamo “gratis” in Rete, dalle applicazioni ai servizi, siano sempre fatte bene e funzionino al meglio. Questa contrapposizione, tra desiderio di navigare in pace in un mondo virtuale ricco e gratuito e bisogno di chi lavora con i contenuti e le applicazioni di guadagnarci qualcosa, sta creando un vero e proprio corto circuito. Tutti i nuovi browser infatti stanno facendo a gara per inserire funzionalità di blocco dei pop-up, ma al tempo stesso hanno bisogno di un numero crescente di inserzionisti. Può sembrare un paradosso ma in buona sostanza gli sviluppatori progettano browser capaci di bloccare la pubblicità per conquistare utenti e vendere più pubblicità.

Tanto per dare un’idea dei volumi pubblicitari generati da Internet, secondo il rapporto della società PwC presentato nel mese di settembre si prevede che “Il peso dei ricavi provenienti dall’accesso ad Internet e dalla pubblicità sul Web aumenterà dal 25% del 2010 ai 42% del 2019”. Va detto che la pubblicità che ogni utente può bloccare attraverso i vari software, app ed estensioni adblocker è sostanzialmente solo quella legata ai messaggi pop-up, ossia quelle finestre che appaiono, senza che lo abbiamo richiesto, aprendo una pagina Web. Da questa battaglia tra venditori di pubblicità e ‘difensori’ degli utenti restano esclusi colossi come Facebook o Google che la pubblicità la fanno apparire all’interno delle proprie pagine Web. Portando il concetto alle estreme conseguenze e immaginando un mondo in cui i sistemi di blocco dei pop-up hanno vinto definitivamente la loro battaglia, ci ritroveremmo con pochi fornitori di servizi e contenuti. Internet verrebbe monopolizzata dai giganti in grado di raccogliere la totalità o quasi dei ricavi pubblicitari.

Lasciando perdere leconsiderazioni a lungo termine sulle conseguenze che un reale blocco della pubblicità potrebbe avere, abbiamo diverse strade per rendere più fluida e piacevole la nostra navigazione sul Web. Per prima cosa dobbiamo entrare nelle impostazioni del nostro browser predefinito, quindi possiamo fare affidamento su alcune applicazioni di terze parti. In queste pagine cercheremo di approfondire tutte queste soluzioni.

La prima azione da effettuare per rendere più fluida la nostra navigazione in Internet è quella di sfruttare alcune impostazioni dedicate che tutti i browser più diffusi mettono a disposizione. Queste impostazioni hanno a che fare con le finestre popup ma riguardano anche i cookies, ossia piccoli file che alcuni siti installano nel nostro computer e servono per registrare alcuni dati di navigazione.

Ad esempio, registrano i nostri dati di autenticazione a un determinato account, in modo da non dover inserire ogni volta nome utente e password. Ce ne accorgiamo quando decidiamo di fare pulizia nella nostra cronologia di navigazione e scegliamo di cancellare anche i cookies; il risultato è che dovremo inserire nuovamente nome utente e password per accedere a quel determinato account. Ma questi ‘biscotti’ servono anche a registrare le nostre scelte di navigazione e vengono utilizzati per profilare le nostre preferenze e inviarci messaggi pubblicitari personalizzati. In queste pagine prenderemo in esame i tre programmi più diffusi ossia Google Chrome, Mozilla Firefox e il nuovo Microsoft Edge.

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