Bonus bebè, raddoppiato? a 160 euro per il primo figlio 240 per il secondo: Il governo pronto a dare l’Ok

Bonus bebè, ipotesi raddoppio fino a 160 euro per il primo figlio 240 per il secondo

“Bisogna agire ora o sarà troppo tardi: rischiamo un crac demografico”, è questo quanto ha dichiarato il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin secondo il quale non ci sarebbe ancora tempo da perdere. Il Ministro Lorenzin ha parlato di un crac demografico proponendo una serie di interventi choc, primo tra tutti il raddoppio del bonus bebè, il bonus riconosciuto ai nuclei familiari fino al 2017 ai nuclei familiari che hanno un Isee inferiore a 25mila euro all’anno e a quelli che lo hanno più basso di 7 mila euro.

I primi hanno diritto ad un assegno di 80 euro al mese ovvero circa 960 euro all’anno per ogni figlio, i secondi invece a 160 euro ovvero circa 1.920 euro all’anno. I tecnici del Ministro della Sanità parlano anche di un aumento della quota mensile per il primo figlio a 160 euro e a 320 a seconda della soglia di Isee. Di questo avviso è come il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo il quale ha dichiarato che da oltre un anno si stanno denunciando i rischi sistemici che possono derivare dalla crisi demografica, corollario nel nostro Paese di quella economica.

“Peraltro, mentre si fanno sempre meno figli, per la prima volta dal dopoguerra a oggi è diminuita anche l’aspettativa di vita. Tutto deriva da una continua destrutturazione del nostro welfare. Il possibile incremento del bonus bebè, dunque, è una buona notizia. Il punto, però, è sempre lo stesso: con gli annunci non si cambia il Paese”, ha aggiunto il segretario generale Barbagallo. “Potenziare e rafforzare il bonus bebè rappresenta la direzione giusta e una misura-chiave per riavviare il motore delle nascite in Italia”, ha così commentato il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, con delega alla Famiglia, Enrico Costa.“Non possiamo permetteredice Costache il nostro diventi un Paese di coppie senza figli o di figli unici. Le coppie chiedono chiarezza sulle risorse su cui possono contare. Uno Stato amico delle famiglie garantisce delle certezze, con cifre e scadenze precise”.

Il Ministro Lorenzin sostiene che la famiglia è una priorità e che per questo motivo le risorse vanno trovate. Secondo quanto emerso da alcune fonti di Palazzo Chigi, il raddoppio del bonus bebè altro non è che una delle proposte in campo, anche se più urgente risulta essere una rivisitazione agli strumenti di welfare e non una o un’altra ipotesi che restano tali.Purtroppo il 2015 è stato un anno in cui il numero di nati è sceso sotto la soglia simbolica di mezzo milione: stando ai dati forniti dall’Istituto nazionale di Statistica le nascite si sarebbero fermate infatti a 488 mila unità, e di queste circa il 20% è relative a figli di coppie immigranti nel nostro paese. Nel 2015 secondo i dati ISTAT ci si è fermati a 488mila nuovi nati, ben sotto i 561mila dell’anno prima, con il 20% di nascite da coppie immigrate e di questo passo nel 2026 i bambini nati saranno meno di 350mila l’anno, cioè ben il 40 % in meno del 2010.

«Se andiamo avanti con questo trend, senza riuscire a invertirlo, tra dieci anni cioè nel 2026 nel nostro Paese nasceranno meno di 350mila bambini all’anno, il 40% in meno del 2010. Un’apocalisse».
A lanciare l’allarme è ilmini- stro della Salute, Beatrice Lo- renzin, che con un’intervista a Repubblica indica i bonus be- bè come un modo, ma non l’unico, per affrontare quella che definisce «la vera emergenza italiana». L’idea è quella di dare più soldi alle famiglie che fanno figli: da 80 euro a 160 euro per il primo figlio, 240 euro per il secondo. Ma fonti di palazzo Chigi sottolineano come l’ipotesi del raddoppio del bonus bebé sia, allo stato, solo una delle proposte in campo. Prioritario, sostengono le stesse fonti, è uno sguardo complessivo sugli strumenti di wel- fare e non una o un’altra ipotesi che, al momento, restano tali.
Oltre al rafforzamento del bonus bebè il governo starebbe valutando anche di aumentare le detrazioni fiscali a partire dal secondo figlio, arrivando anche all’ipotesi di allargare progressivamente la no tax area a seconda del numero dei figli. L’idea di base è quella di far convogliare tutte le norme e le politiche legate alla famiglia in un Testo Unico, da approvare entro l’anno. «Potenziare e rafforzare il bonus bebè rappresenta la direzione giusta e una misura-chiave per riavviare il motore delle nascite in Italia» spiega il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, con delega alla Famiglia, Enrico Costa (Ncd).
«Non possiamo permettere» aggiunge il ministro «che il nostro diventi un Paese di coppie senza figli o di figli unici. Le coppie chiedono chiarezza sulle risorse su cui possono contare. Uno Stato amico delle famiglie garantisce delle certezze, con cifre e scadenze precise. La coperta è corta ma la famiglia è la priorità e le risorse vanno trovate».
Il bonus bebè oggi e fino al 2017 è riconosciuto ai nuclei familiari che hanno un Isee inferiore a 25 mila euro all’anno e a quelli che lo hanno più basso
di 7mila. I primi ricevono 80 euro al mese per ogni figlio, i secondi 160. Lorenzin ha fatto due progetti, uno meno costoso per lo Stato e uno più impegnativo. Nel primo caso viene raddoppiata la quota mensile per il primo figlio, portandola cioè a 160 e a 320 a seconda del-
la soglia di Isee. Dal secondo in poi l’aiuto non resta lo stesso, come avviene adesso: alle famiglie andranno rispettivamente 240 e 400 euro. Inoltre nel progetto del ministero c’è l’intenzione di allungare la validità della misura. Al momento il bonus è previsto per i bambini na-
ti dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre del 2017, nel progetto Lorenzin la durata è portata fino al 2020.
Il raddoppio del bonus bebè ci sarà? Nell’attesa di capirlo, i sindacati apprezzano le buone intenzioni del governo ma intimano un stop alla politica de ti dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre del 2017, nel progetto Lorenzin la durata è portata fino al 2020.

Il raddoppio del bonus bebè ci sarà? Nell’attesa di capirlo, i sindacati apprezzano le buone intenzioni del governo ma intimano un stop alla politica degli annunci. «Vediamo se e come questa proposta sarà attuata, e allora applaudiremo. Resta il fatto che la politica del bonus rientra nella logica dei provvedimenti tampone e della provvisorietà» dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Per la Cgil, invece,

la chiave non è il bonus bebé ma gli investimenti nei servizi. «Sono oltre 900mila i bambini in Italia, quelli compresi nella fascia tra sei mesi e due anni, ad essere esclusi dagli asili nido» si legge in una nota del sindacato di corso d’Italia. (g.r.)

Lorenzin ha fatto due progetti, uno meno costoso per lo Stato e uno più impegnativo, quasi da Paese nord europeo. Nel primo caso viene raddoppiata la quota mensile per il primo figlio, portandola cioè a 160 e a 320 a seconda della soglia di Isee. Dal secondo in poi l’aiuto non resta lo stesso, come avviene adesso: alle famiglie andranno rispettivamente a 240 e 400 euro. Inoltre nel progetto del ministero c’è l’intenzione di allungare la validità della misura. Al momento il bonus è previsto per i bambini nati dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre del 2017, nel progetto Lorenzin la durata è portata fino al 2020. Se entrerà in vigore il nuovo regime, a coloro che hanno fatto un figlio prima del 2015 e ne hanno un altro nel periodo di validità del contributo viene riconosciuta la cifra mensile più alta.

L’anno scorso sono state 330mila le coppie che hanno ricevuto il bonus. Di queste 245mila hanno avuto il contributo da 80 euro al mese e le altre da 160. La legge di Stabilità del 2015 ha stanziato circa 3,6 miliardi per sei anni. Nella proposta elaborata dagli uffici del ministero della Sanità si prevede un aumento della spesa di circa 2,2 miliardi, tenendo conto dell’incremento dei costi ma anche del miliardo di euro di risparmio rispetto alle previsioni a causa del calo delle nascite.

Ma Lorenzin e i suoi tecnici hanno pensato anche a una proposta molto più forte da portare al Consiglio dei ministri per essere valutata. Si tratterebbe intanto di alzare la soglia massima Isee a 30mila euro all’anno, cosa che ammetterebbe al contributo molte più coppie, almeno altre 60mila. Inoltre si prevederebbe un sostegno molto importante per chi ha un indicatore della ricchezza sotto i 7mila euro. Si darebbero 320 al mese per il primo figlio e 480 per il secondo, con una misura che diventerebbe di sostegno alla povertà. Ma ci vorrebbero molti miliardi in più per tenere in piedi un sistema così congegnato. E l’intenzione di fare un vero cambio strategico delle politiche del welfare.

Fonti di palazzo Chigi sottolineano come l’ipotesi del raddoppio del bonus bebé sia, allo stato, sola una delle proposte in campo. Prioritario, sostengono le stesse fonti, è uno sguardo complessivo sugli strumenti di welfare e non una o un’altra ipotesi che, al momento, restano tali. Come anticipato da La Repubblica, il bonus potrebbe essere raddoppiato e cioè passare dagli attuali 80 euro per ogni figlio (in nuclei con reddito compreso da 7 mila e 25 mila euro) a 160 euro.

LE ALTRE MISURE ALLO STUDIO

Ma non è tutto. Oltre al rafforzamento del bonus bebè il governo starebbe valutando anche di aumentare le detrazioni fiscali a partire dal secondo figlio, arrivando anche all’ipotesi di allargare progressivamente la no tax area a seconda del numero dei figli. Il ministro degli Affari regionali con delega alla famiglia, Enrico Costa, esponente di Ncd nella compagine di governo, lo propone come «un grande patto» per sostenere la famiglia e favorire la natalità in un Paese, come l’Italia, che ogni anno fa i conti con un numero crescente di culle vuote.

I TEMPI

L’idea di base è quella di far convogliare tutte le norme e le politiche legate alla famiglia in un Testo Unico, da approvare, secondo quanto stabilito nel cronoprogramma del Def, entro l’anno. Ma una parte della maggioranza, che con Ap si è già fatta sentire anche nel corso dell’esame parlamentare del Documento di economia e finanza, punta a molto di più, cioè ad inserire nella prossima legge di stabilità non solo il taglio delle tasse dell’Ires per le imprese – e forse già anche dell’Irpef per i lavoratori – ma anche provvedimenti ad hoc, specifici, a favore dei nuclei famigliari, non necessariamente quelli più numerosi.

COSTA (NCD): “DARE CERTEZZE ALLE COPPIE”

«Potenziare e rafforzare il bonus bebè rappresenta la direzione giusta e una misura-chiave per riavviare il motore delle nascite in Italia» spiega il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, con delega alla Famiglia, Enrico Costa. «Non possiamo permettere – dice Costa – che il nostro diventi un Paese di coppie senza figli o di figli unici. Le coppie chiedono chiarezza sulle risorse su cui possono contare. Uno Stato amico delle famiglie garantisce delle certezze, con cifre e scadenze precise». «La coperta è corta – osserva ancora il ministro – ma la famiglia è la priorità e le risorse vanno trovate. Ecco perché oggi, nel giorno in cui nel mondo si celebra la Giornata internazionale delle famiglie, voglio lanciare il grande `Patto con le famiglie´: perché ogni euro che mettiamo o lasciamo in tasca alle famiglie, nell’ambito di un quadro di misure chiare e organiche, ritorna allo Stato in termini di nuove nascite, spinta propulsiva, consumi, crescita e sviluppo del Paese».

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