Brindisi, corruzione e truffa sui rifiuti: arrestato il sindaco Consales

Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales nella mattina di ieri, sabato 6 febbraio 2016 è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa nello specifico dal gip su richiesta della Procura della Repubblica. Il primo cittadino di Brindisi, insieme all’imprenditore Screti e al commercialista Vergara, sono stati accusati di concorso con corruzione continuata, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e gestione abusiva di una discarica. I tre sono finiti in manette nell’ambito di un’indagine sui rifiuti e mentre per il primo cittadino Mimmo Consales e per il commercialista sono stati disposti gli arresti domiciliari, l’imprenditore, amministratore della Nubilr srl, è invece finito in carcere.

Sulla questione è intervenuto il presidente della Regione Michele Emiliano il quale ha nello specifico affermato “Esprimo piena fiducia e sostegno nei confronti della Magistratura brindisina impegnata nel ripristino della legalità nella città di Brindisi con particolare riferimento a reati che potrebbero essere stati commessi da amministratori locali e loro referenti nel contesto del ciclo dei rifiuti.

La Regione Puglia sin dall’ottobre scorso, e’ intervenuta con decisione commissariando l’OGA (organo di governo di ambito territoriale per i rifiuti) di Brindisi, proprio avendo rilevato inefficienze ed irregolarità”. Michele Emiliano ha poi continuato il suo discorso sottolineando che, nel corso di questi mesi, è stato fatto il possibile per sostenere quella che è l’attività della Magistratura “assicurando la presenza della Regione Puglia in ogni fase del ciclo dei rifiuti e trasmettendo all’Autorità giudiziaria tutta la documentazione relativa alle numerose incongruenze ed illegittimità registrate”, ha continuato Emiliano.

Quest’ultimo ha inoltre dichiarato che proprio così facendo è stato possibile dare luogo ad una vera e propria collaborazione tra le diverse istituzioni dello Stato facendo ben attenzione comunque a distinguere quelle che sono le diverse competenze. La vicenda riguardante il sindaco di Brindisi sarebbe nello specifico partita da un debito che lo stesso primo cittadino Cosimo Consales aveva con Equitalia, un debito pari a 315 mila euro e che improvvisamente è stato pagato dal sindaco in contanti. Tutto ciò ha messo subito in moto i controlli degli uomini dell’antireciclaggio e della procura legale e grazie ad accurate indagini è stato inoltre scoperto quello che era il ruolo del commercialista tra i cui clienti vi si trovavano proprio il primo cittadino di Brindisi Consales e la società Nubile srl il cui amministratore è proprio l’imprenditore Screti e che deteneva un appalto con il comune. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che il primo cittadino Consales abbia ricevuto proprio da Screti il denaro per pagare le rate di Equitalia, un prestito ottenendo in cambio la riapertura dell’impianto di biostabilizzazione con una procedura d’urgenza e affidandone la gestione alla Nubile. Questo è stato definito dal procuratore capo Marco Di Napoli “un trattamento di favore e un asservimento delle pubbliche funzioni all’interesse privato di una società”.

Ogni rifiuto è diverso dall’altro. A Celestino V ha fruttato un celeberrimo verso della Divina Commedia ed eterna memoria. Al sindaco di Brindisi, Cosimo Consales,è valso invece un mandato d’arresto. Le accuse: corruzione, concussione, truffa e abuso d’ufficio in vicende legate al turbinoso giro d’affari del ciclo dei rifiuti. In concorso con il primo cittadino sono stati arresati all’alba di ieri l’imprenditore Luca Screti e il commercialista Massimo Vergara. Per Consales e Vergara sono stati disposti gli arresti domiciliari mentre Screti è finito dietro le sbarre. L’indagine avviata nel 2013 ruota attorno all’affidamento da parte del Comune di Brindisi alla Nubile srl, di cui Screti è amministratore, del trattamento, biostabilizzazione e produzione di cdr e css dei rifiuti urbani.

Il sospetto della Procura è che il sindaco abbia ricevuto da Screti i soldi per pagare un vecchio debito con Equitalia di 315mila euro legato all’agenzia di comunicazione News Sas di cui aveva detenuto la maggioranza delle quote sino a pochi mesi prima dell’elezione. «Abbiamo formulato un reato di corruzione» ha spiegato ilprocuratore diBrindisi, Marco Dinapoli, «ipotizzando che la Nubile, tramite interposte persone, abbia versato il contante con modalità non tracciabili per estinguere le rate del debito di Consales in cambio di utilità consistite nell’autorizzazione del novembre 2013 ad aprire l’impianto di gestione dei rifiuti privo di qualunque legittimazione». Per dirla come la Procura: trattamento di favore e asservimento delle pubbliche funzioni all’interesse privato diuna società. Alcuni dipendenti di Equitalia, secondo l’accusa, versavano somme di denaro sui propri conti correnti che venivano poi trasferite in assegni circolari utilizzati per quietanziare il debito frazionato.

Di rate ne sono state pagate sei per un totale di circa 30mila euro. E sarebbe stato proprio Vergara, e dunque la Nubile di Screti, per la quale il commercialista lavorava, a «curare» i versamenti. La Nubile dal canto suo, stante il mancato rispetto delcapitola- to d’appalto e una gestione per nulla ortodossa dell’impianto, ha ottenuto un vantaggio economico di circa 3,2 milioni di euro nel solo 2014 generando un aumento dell’eco- tassa a carica dei cittadini da record italiano. Consales, 57 anni, giornalista (Gazzetta del Mezzogiorno, Il Tempo, Ansa, Telenorba), era stato eletto nel 2012 nelle fila del PD. Si era autosospeso un anno dopo in seguito all’indagine per concussione (il processo è ancora in corso) legata alla proroga dell’affidamento del servizio di rassegna stampa e call center del Comune proprio alla «sua» News Sas.

Il Governatore di Puglia, Michele Emiliano che più volte aveva chiesto invano al sindaco un passo indietro, non la manda certo a dire: «Il Pd già da mesi non lo sosteneva più. Prima o poi la giustizia arriva». Brindisi è la città “dannata” a pagare per le nefandezze di chi la governa. Quella di oggi è infatti la cronaca di una fine annunciata ma già più volte raccontata: in 30 anni nella città 4 sindaci sono stati arrestati: Bruno Carluccio nel 1984, Giuseppe Marchionna negli anni 90 e nel 2003 Giovanni Antonino. Era stato da poco rieletto e dopo un ribaltone era al vertice di una coalizione di centro sinistra. Fu arrestato a Roma. Anche all’epoca le accuse furono: concussione, truffa e abuso d’ufficio.

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