Bruciata viva dall’ex compagno all’ottavo mese di gravidanza: per la prima volta parla Carla Caiazzo ” Ditemi che lo avete arrestato?”

Era il mese di febbraio quando, la trentanovenne Carla Caiazzo è stata ricoverata presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale Cardarelli di Napoli dopo essere stata aggredita dal compagno, il 40enne Paolo Pietropaolo. La giovane donna, nello specifico, è stata bruciata viva dall’ex compagno proprio mentre era all’ottavo mese di gravidanza motivo per il quale, una volta arrivata all’ospedale è stata sottoposta a parto cesareo.

Proprio oggi Carla Caiazzo ha parlato per la prima volta con i giudici dalla stanza di ospedale in cui si trova ricoverata e per prima cosa la donna ha chiesto informazioni della sua bambina, volendo appunto sapere se i medici erano riusciti a salvarle la vita. Dopo Carla Caiazzo ha parlato del compagno chiedendo “Che fine ha fatto? Lo avete arrestato?” e sottolineando che si, era un uomo abbastanza violento.

I familiari infatti hanno raccontato che in diverse occasioni Carla aveva provato a fuggire dall’ira di colui che credeva fosse l’uomo della sua vita, fino allo scorso febbraio quando è stata bruciata viva rischiando la sua vita, e la vita della piccolina che portava in grembo.

Tentato omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, stalking sono queste le accuse da cui adesso l’uomo, attualmente in carcere, dovrà difendersi.

Dopo aver rischiato la vita, data alle fiamme dal suo compagno per la prima volta è stata in grado di rispondere alle domande dei magistrati. Carla Ilenia diede alla luce una bimba, nata dalla sua relazione con Pietropaolo. La 38enne, ancora ricoverata nel reparto di rianimazione del Cardarelli di Napoli, ha raccontato le fasi dell’aggressione che la ridusse in fin di vita. I magistrati già la settimana scorsa si erano recati in ospedale per ascoltarla, ma in quella circostanza la donna non era in condizioni di parlare.

Tentato omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, stalking, agli atti ci sono le testimonianze di alcuni conoscenti della coppia, che hanno convinto gli inquirenti a ipotizzare un atteggiamento persecutorio da parte dell’uomo nei confronti della sua ex. Prima le telefonate, con cui l’uomo ha più volte minacciato e ingiuriato la donna, tanto «da indurla in alcune occasioni a contattare i suoi familiari per informarli del tragitto che avrebbe percorso e degli orari per trovare assistenza in caso di aggressione».Insomma, sembra che Pietropaolo gliel’avesse giurata, deciso a minacciare di morte Carla e il figlio che stava per concepire, che portava in grembo. Siamo allo scorso gennaio, quando si registra una sorta di crescendo di violenza nei confronti della donna, tanto che in «un’occasione – si legge nelle testimonianze raccolte – la ragazza era stata costretta a chiudersi in casa della madre a Pozzuoli, per sfuggire all’ennesima sfuriata».

Stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, la donna era stata anche bloccata in strada mentre era alla guida della sua auto, di fronte alla vettura del compagno messa di traverso, poi in un’altra occasione fu addirittura costretta «a correre in direzione della caserma dei carabinieri». Una vicenda triste, per molti versi annunciata, caratterizzata da una personalità turbata che nessuno è riuscito ad arginare. Ed è così che agli atti finisce anche la ricostruzione di un’altra donna, la collega di lavoro di Carla Caiazzo. Una donna che sembra aver fornito un contributo nelle indagini a carico di Paolo Pietropaolo: «Ho intrecciato per un breve periodo una relazione fondata su messaggi e conversazioni sui social con Paolo Pietropaolo, ma ho subito capito che si trattava di avere a che fare con una persona pericolosa. Carla, sempre più terrorizzata da quello che poteva fare Paolo, mi riferiva che lui continuava a chiamarla e a minacciarla di morte. Proprio perché pensavo che lui non stava bene, consigliavo alla collega di stare attenta, di muoversi sempre in compagnia, di prestare attenzione». Segnali di pericolo, messaggi premonitori, di fronte al dramma di una donna incinta che ora prova a conquistare con ogni suo battito in una sala di rianimazione il sogno di una vita normale.

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