Bruxelles, arrivato il via libera dalle autorità belghe per l’estradizione in Francia di Salah Abdeslam entro 10 giorni

E’ arrivato il via libera nella giornata di ieri da parte delle autorità belghe per l‘estradizione in Francia di Salah Abdeslam, ovvero uno tra i responsabili degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles. Lo stesso Salah Abdeslam al momento dell’arresto aveva dichiarato di essere pronto a collaborare con le autorità francesi e così nella mattinata di ieri l’avvocato belga Cedric Moisse il collaboratore del legale di Salah ha annunciato il via libera arrivato dalle autorità francesi per l’estradizione terrorista. In seguito al suo arresto, avvenuto lo scorso 18 marzo, ovvero quattro mesi dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre che hanno provocato 130 morti, Abdeslam ha risposto ad alcune domande degli investigatori ma ha poi esercitato il diritto di rimanere in silenzio dopo gli attacchi di Bruxelles avvenuti lo scorso 22 marzo.

“Visto che Salah si era dichiarato d’accordo a essere trasferito, il magistrato federale ha preso la sua decisione formale“, ha annunciato il procuratore. “Il trasferimento è ora possibile”. Salah Abdeslam è al momento detenuto in un carcere di massima sicurezza nei pressi di Bruges, il suo legale ha confermato che intende collaborare con la giustizia francese.

“Le autorità belghe e francesi discuteranno ora insieme e decideranno i passi successivi” per procedere all’estradizione, ha riferito la procura federale belga dopo aver annunciato il primo via libera al trasferimento. “L’estradizione può essere organizzata molto presto. Ma adesso non dipende più da noi, la decisione è nelle mani delle autorità belghe”, ha dichiarato ai giornalisti il legale.

Intanto il Belgio è ancora alla ricerca del terzo attentatore, rinominato con il nome l’uomo con il cappello ripreso dalle immagini di sorveglianza dell’aeroporto insieme con gli altri due attentatori mentre spinge un trolley. La polizia sperando di trovare il terrorista nel più breve tempo possibile ha lanciato un appello per avere le immagini a circuito delle attività commerciali e di tutte le abitazioni private. La polizia ha anche chiesto ai cittadini della regione di Bruxelles che hanno telecamere puntate sulla strada di non cancellare nulla dal 15 marzo in poi, nella speranza il materiale possa essere di aiuto all’inchiesta.

Ancora un’operazione antiterrorismo ieri nel nord ovest del Belgio, nel comune fiammingo di Courtrai. La polizia e l’esercito hanno bloccato parte del quartiere di Rodenburg per effettuare delle perquisizioni con l’ausilio di un cane specializzato a scovare esplosivi e metal detector. Un blitz, quello della polizia, ha riferito l’ufficio del procuratore federale belga, legato all’arresto di Reda Kriket, il 34enne incriminato in Francia per associazione terroristica. Kriket è stato arrestato la scorsa settimana a Parigi, nel suo appartamento sono stati trovati kalashnikov, pistole e il Tatp, l’esplosivo artigianale più utilizzato dai jihadisti dell’Isis.

Nel quartiere di Rodenburg, invece, la ricerca si è focalizzata su alcuni cespugli dietro una stazione di servizio lungo la E17, ma anche nella zona del ristorante Villa Marquet- te. Alle 14:30, tutta la polizia e i veicoli militari hanno lasciato l’area. Intanto, Salah Abdeslam, tra i responsabili degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles, ieri ha annunciato vuole essere consegnato alla Francia e intende «collaborare con le autorità francesi». Lo ha annunciato il suo avvocato, il belga Cédric Moisse, assistente di Sven Mary: «Visto che Salah Abdeslam si era dichiarato d’accordo ad essere trasferito in Francia, il magistrato federale ha preso la sua decisione formale», ha annunciato il procuratore. «Il trasferimento è possibile».

La decisione è stata presa «considerato il consenso esplicito di Salah Abdeslam al suo trasferimento alle autorità francesi», spiega una nota della procura belga in cui si sottolinea che «le autorità del Belgio e francesi decideranno in concertazione le modalità del trasferimento». Una sorta di marcia indietro da parte del terrorista che rompe così il silenzio assunto dopo gli attentati di Bruxelles. Abdeslam è detenuto dal giorno della sua cattura a Molenbeek, a Bruxelles, il 18 marzo scorso. Il decimo uomo delle stragi di Parigi aveva inizialmente cominciato a collaborare con gli inquirenti, rispondendo a domande nel corso di tre interrogatori avvenuti il 19 marzo, tutti incentrati sulla strage di Parigi, ma aveva smesso dopo gli attentati di Bruxelles. Dopo le esplosioni nella capitale belga, la procura era finita al centro delle polemiche per non aver domandato ad Abdeslam di possibili attacchi imminenti a Bruxelles di cui l’intelligence aveva avuto notizia. E proprio la polizia ha chiesto aiuto agli abitanti di Bruxelles per far progredire l’inchiesta: abitanti e commercianti della capitale sono invitati a conservare le immagini delle strade registrate grazie a telecamere private tra il 15 e il 31 marzo 2016. Ad indicarlo sono state le forze dell’ordine federali in un comunicato: la richiesta arriva dal giudice incaricato dell’inchiesta sugli attacchi di Zaventem e Maelbeek.

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