Cagliari, bambino di 15 mesi asmatico chiuso in cella con la mamma: si mobilita la Caligaris per la scarcerazione

Cagliari, bambino di 15 mesi asmatico chiuso in cella con la mamma si mobilita la Caligaris per la scarcerazione

Purtroppo sono ancora tanti, troppi i bambini molto piccoli innocenti costretti a stare chiusi all’interno di un carcere costretto a scontare la pena delle loro mamme. Uno tra tanti, un povero bambino di 15 mesi asmatico, il quale ha dovuto trascorrere diverso tempo in carcere insieme alla madre, una 30enne romena chiusa nella Casa circondariale di Uta.

Il bambino soffriva di una forma di asma che sarebbe incompatibile con il regime carcerario.Un fatto davvero inammissibile visto che a Senorbì, in provincia di Cagliari è stato allestito un Istituto a custodia attenuta per madri detenute, è questo quanto sostanzialmente denunciato da Maria Grazia Caligaris, ovvero Presidente dell’Associazione socialismo diritto riforme che si è tanto battuta per questo bambino di soli 15 mesi. “Per quanto possano esservi esigenze cautelari gravi una madre con un bimbo di 15 mesi non può stare in carcere. La sua presenza nella Sezione femminile è una nuova pesante sconfitta delle istituzioni che devono farsi carico di trovare delle strutture esterne a custodia attenuata. Si può garantire la sicurezza, evitando però a un neonato di pagare colpe che non ha”, ha dichiarato la Caligaris.

“La vicenda, risoltasi repentinamente grazie alla sensibilità dei magistrati  ma non può far dimenticare che i bambini non possono e non devono entrare in una struttura detentiva”, aggiunge la Caligaris la quale aggiunge he al momento la norma prescrive che solo per esigenze cautelari piuttosto gravi una madre con un bambino almeno fino a sei anni può stare in una struttura alternativa al carcere, non in un penitenziario. ” Le assicurazione fornite dal ministero e dal Dipartimento in merito, però, spesso non vengono rispettate e così i piccoli finiscono dentro le celle”, ha aggiunto la Presidente di Sdr.Da anni Maria Grazia Caligaris, una donna che fa politica proprio per passione, si è battuta per i diritti dei carcerati e per rendere queste strutture quanto meno più umane.”Siete mai entrati in un carcere? Avete mai respirato quell’aria che sembra povera di ossigeno, quel freddo umido. Avete mai sentito l’eco dei passi delle guardie, il cigolio delle sbarre e delle porte delle celle?”, dichiara la Calligaris.

Esisterebbero dunque delle alternative al carcere, per le donne, mamme di bambini piccoli, come l‘Icam, la struttura che purtroppo però si trova in una località periferica, ma esisterebbe anche il braccialetto elettronico che consentirebbe alle forze dell’ordine di monitorare la donna nella sua casa e nello stesso tempo darebbe la possibilità al bambino di poter crescere in un ambiente idoneo a ridurre i rischi di eventuali pericolose crisi respiratorie. “L’auspicio è che i tempi della giustizia, davanti a un caso come questo, non siano lunghi tanto da costringere un bimbo di 15 mesi a rimanere diverse settimane in una struttura carceraria. Nonostante l’impegno dei diversi operatori, un istituto di pena non è, per diversi motivi, un posto per neonati”, continua la Calligaris.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.