Shock Campagna Convivio sotto accusa “L’Aids è di moda”: Donatella Versace nella locandina, non approva

E’ polemica in Italia per la nuova campagna di Convivio ovvero la mostra mercato benefica i cui i proventi vanno alla lotta all’Aids e che si terrà dal 7 al 12 giugno. A scatenare la bufera è stato lo slogan considerato da una parte forte e provocatoria,ovvero “L’Aids è di moda” considerata anche inopportuna ed irrispettosa per tutti coloro che purtroppo soffrono di una malattia molto grave come quella dell’Aids.

Come abbiamo anticipato l’evento si propone di sensibilizzare il pubblico sul tema della prevenzione dai nuovi contagi virus Hiv, destinando i fondi dunque a favore di Anlaids grazie al contributo delle più importanti firme della moda italiana. Promotrice di questo sloga è Donatella Versace finita al centro delle polemiche per aver favorito la diffusione di un messaggio così provocatorio lasciando davvero senza parole i suoi fan; ma la stilista ha deciso di intervenire proprio nella giornata di ieri affermando di non condividere la frase ma di essere stata già promotrice della campagna che Convivio ha associato al suo volto proprio per sponsorizzare l’evento contro l’Aids.

“Tengo a far sapere di non aver dato la mia approvazione alla campagna relativa all’edizione di Convivio 2016 divulgata in questi giorni ‘L’aids è di moda’ che non condivido. La mia lotta contro l’Aids continua, con immutato impegno e con i mezzi e le parole più idonei”, ha dichiarato Donatella Versace.In realtà la locandina dell’evento oltre al volto di Donatella Versace mostra anche quello della direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani. Intervenuto a difesa della campagna scelta da Convivio per l’edizione 2016 anche Andrea Gori, direttore dell’Unità operativa di malattie infettive dell’Ospedale San Gerardo di Monza, Università degli Studi di Milano Bicocca membro del direttivo di Anlaids Lombardia il quale nel corso di un’intervista ha dichiarato: “L’Aids è di moda. Lo è davvero, nel senso che non è qualcosa che appartiene al passato, bensì qualcosa di attuale, presente e irrisolto. L’Hiv-Aids c’è, è fra noi ed è un problema che da medici ci preoccupa moltissimo, perché oggi fra i giovani eterosessuali dilaga la più completa ignoranza in materia, a fronte di comportamenti sessuali molto promiscui, legati più all’atto che all’affettività. Temiamo un ritorno dell’epidemia degli anni ’80, ma questa volta nella comunità etero, con effetti ancora più pesanti“.

Ed ancora Gori aggiunge che il messaggio della campagna è molto chiaro ed il fatto che abbia sollevato un dibattito significa che sta arrivando. “Quando andiamo nelle scuole iniziamo sempre chiedendo ai ragazzi chi di loro ha mai parlato di Hiv-Aids con i genitori, e alla domanda si alzano una o due mani su un centinaio di studenti presenti in sala. E nessuna mano si leva quando chiediamo se ne hanno parlato con un esperto”, conclude Gori. Sui social in tanti hanno commentato la foto dell slogan, bocciandolo e definendolo irrispettoso. “Ma non avete pensato a come si potevano sentire i malati di Hiv/Aids?”, scrivono alcuni ed altri “Una cosa vergognosa”.

“L’Aids è di moda”. Monta la polemica sui social network per il ‘claim’ scelto quest’anno da Convivio Milano, la tradizionale mostra mercato che mobilita grandi griffe a favore di Anlaids Lombardia, un appuntamento biennale nato da un’idea dello stilista Gianni Versace nel 1992. La locandina dell’evento mostra i volti delle due testimonial – due ‘icone’ della moda come la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani e la stilista Donatella Versace – con il messaggio shock “L’Aids è di moda”. Dal messaggio pubblicitario – finito nel mirino di commenti tra lo spiazzato e il perplesso – si dissocia anche la Versace che afferma: “Agghiacciante, tengo a far sapere di non aver mai dato l’approvazione a questa campagna”.

Su Twitter, per esempio, ci sono utenti che bocciano lo slogan bollandolo come “irrispettoso. Chi è malato di Aids non pensa di essere alla moda”. C’è chi chiede: “Ma non avete pensato a come si potevano sentire i malati di Hiv/Aids?”. E chi insorge: “Una cosa vergognosa”. I commenti si moltiplicano di minuto in minuto, ma nel dibattito non mancano i favorevoli: la campagna è “provocatoria e potente. Già che se ne parli è un successo. Bravi”.

Nella locandina i promotori ricordano i numeri dell’infezione in Italia e nello slogan Versace e Sozzani dicono: “Io ci metto la faccia, a te chiedo di fare shopping. Meglio fashion victim che Aids victim”. In risposta alle polemiche, l’account di ConvivioMilano non si sottrae alla discussione, anzi cerca di alimentarla spiegando lo spirito del claim. E sul profilo compare anche un sondaggio: “L’Aids è di moda purtroppo con 4mila nuovi casi ogni anno e circa 120mila persone sieropositive, sei d’accordo?”.

Favorevole alla campagna shock Andrea Gori, direttore dell’Unità operativa di malattie infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza, università degli Studi di Milano-Bicocca e membro del direttivo di Anlaids Lombardia: “L’Aids è di moda. – dichiara – Lo è davvero, nel senso che non è qualcosa che appartiene al passato, bensì qualcosa di attuale, presente e irrisolto. L’Hiv-Aids c’è, è

fra noi ed è un problema che da medici ci preoccupa moltissimo”, perché oggi, spiega Gori “fra i giovani eterosessuali dilaga la più completa ignoranza in materia”, a fronte di “comportamenti sessuali molto promiscui, legati più all’atto che all’affettività. Temiamo un ritorno dell’epidemia degli anni ’80, ma questa volta nella comunità etero, con effetti ancora più pesanti”.

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