Carlo Conti: “Senza mia moglie Francesca non sarei nessuno”

Dopo il Festival dei record, con 11 milioni di telespettatori a serata, il conduttore si prepara a tornare a Sanremo nel 2017. Il suo segreto? «Mi dà serenità avere accanto mia moglie Francesca e mio figlio Matteo», ha confessato mostrando il suo lato più intimo, di marito e papà. E alla donna a cui ha detto sì nel 2012, dal palco, ha fatto anche una romantica dichiarazione, sulle note di Eros Ramazzotti: «Più bella cosa non c’è». «Ma il momento più emozionante è stato fare il pass per far entrare all’Ariston il mio bambino»

Dopo un Sanremo 2016 da record, il Festival sa già di cosa non può fare a meno per il 2017. Di Carlo Conti. Il conduttore ha tenuto incollati per le cinque serate dello show, in media 11 milioni di telespettatori, con picchi di 15 milioni. Il suo segreto? «Mi dà serenità avere sempre vicino mia moglie e mio figlio». Di loro, Carlo, parla spesso anche al pubblico. Ha fatto inquadrare più volte la moglie Francesca Vaccaro in platea all’Ariston, le ha inviato un romantico “Più bella cosa non c’è”, come Eros Ramazzotti aveva appena cantato.

E appena scoccata la mezzanotte di San Valentino, durante la finalissima, Conti ha salutato tutti gli innamorati. Poi nel fare un bilancio della settimana, teneramente confida: «Il ricordo più bello: il secondo pass per l’Ariston di mio figlio Matteo». Tra un anno ci sarà anche il terzo. Questo Sanremo è stato il Festival più visto da 11 anni, apprezzato anche tra i giovani: il 58% del pubblico tra i 15 e i 24 anni ha seguito Sanremo 2016. Tre milioni i tweet e i post festival ieri sui social. Festeggia il direttore di Rai Uno Giancarlo Leone: «E pensare che uno stesso conduttore mediamente produce un calo tra il 7 e il 10% tra il primo e il secondo anno».

Anche i conti economici tornano alla grande: 21 milioni i ricavi, 15 milioni e mezzo i costi dello show, meno dell’anno scorso. Un saldo netto per la Rai di 6 milioni e mezzo. Ecco perché, a telecamere ancora calde, Leone ha insistito con Conti: «Per il 2017 hai già un contratto da direttore artistico, ti chiedo anche di tornare da conduttore». E Conti ha detto: «Sì». Lui a Sanremo ormai è di casa. Mai come quest’anno è apparso a suo agio nei panni del mattatore. Davanti e dietro le quinte. Capace di costruire una squadra affiatata e uno spettacolo dalle mille sfacettature.

Se Conti è il re di Sanremo, Virginia Raffaele ne è regina. La godereccia Sabrina Fertili, la cattivissima e sboccata Carla Fracci, Donatella Versace “da art attack”, come ha descritto la brava attrice l’idea dei ritocchi instabili, un’esilarante Belen armata di paparazzo portatile, hanno consacrato la sua bravura. «Il personaggio più difficile? Me stessa, l’ultima sera. Mi sa che mi querelo», scherza fino alla fine. Quello che non si è visto in scena è il grande e faticoso lavoro prima di entrare in scena: «Per diventare Carla Fracci servono oltre 4 ore di trucco, iniziato con un lavaggio del viso a base di alcol, che brucia sulla pelle, per poi ricoprirla di colla da cui ricavare le rughe…

Prima o poi ci lascio la pelle, letteralmente». Brava, bella e piena in camerino di omaggi, alcuni impensati. «Mi è arrivata un’intera forma di gorgonzola dal Teatro di Novara dove debuttai tanti anni fa». Ha lasciato il segno Virginia ma anche la splendida Madalina Ghenea che da vicino colpisce per la sua umiltà: «Io non mi vedo così bella, pensa che a scuola mi chiarii avann “giraffa”». La giraffa è diventata una splendida principessa dal cuore grande: «Finito Sanremo volo ad Haiti, dove aiuto una onlus, rivedrò la bambina che sto cercando di adottare». E gli occhi le diventano lucidi.

Ha fatto il possibile per apparire di sera in sera meno rigido. E alla fine c’è anche riuscito, ma più che sul palco, dietro le quinte. Lì scherzando ha dichiarato: «Altro che co-conduttore. Io sono un super valletto». E quando, salutando Sanremo indossa una maglietta con la scritta “Ho smesso”, spiega. «Ho smesso… di nascondermi, ho imparato a essere me stesso». Garko non ha però messo da parte il terribile choc per l’esplosione, il 1° febbraio, della casa che aveva affittato a Sanremo e per non essere riuscito a salvare l’anziana padrona di casa. «Vi ringrazio per non avermi massacrato di critiche se all’inizio non ero proprio a mio agio. Mi è servito a non pensare». Ma lontano dai riflettori la tragedia è presente tanto che persino il rumore di una moto che passa lo spaventa, gli ricorda l’esplosione e gli toglie il sorriso.

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