Carni lavorate, nuovo allarme e nuove accuse: aumentano il rischio di tumore allo stomaco

Carni lavorate, nuovo allarme e nuove accuse: aumentano il rischio di tumore allo stomaco

Nuovo allarme riguardante le carni rosse lavorate e se da una parte alcuni scienziati ammoniscono sui rischi di una dieta troppo ricca di carne, dall’altra gli allevatori ribadiscono che questo alimento è comunque un’ottima fonte di proteine e di reddito. Questo scontro seppur a distanza è iniziato quando l‘Oms, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le carni rosse e lavorate nel gruppo delle sostanze più cancerogene, e si è ripetuto fino alla giornata di oggi, con una campagna degli allevatori europei ed un nuovo rapporto negativo che arriva direttamente dagli Usa.

Un rapporto di American Institute for Cancer Research e World Cancer Research Fund ha ribadito i pericoli della carne rossa per la salute; questo studio nello specifico riprende ben 89 precedenti ricerche al riguardo, con dati su 17,5 milioni di adulti tra cui 77mila con un cancro allo stomaco.  Stando a quanto emerso dallo studio, nelle persone che bevono tre o più bevande alcoliche al giorno e mangiano 50 g al giorno di carne lavorata è stato confermato un aumento del pericolo di neoplasia gastrica. Nel Regno Unito sono più di 7.000 le persone che ricevono una diagnosi di cancro allo stomaco ogni anno, con 5.000 morti; tra questi, purtroppo la maggior parte,ovvero circa l’80% viene a conoscenza del problema quando il loro tumore ha iniziato a diffondersi in tutto il corpo.

“Abbiamo trovato anche segni che consumare carne e pesce grigliati possa contribuire al rischio, mentre il consumo di frutta, specie di agrumi, può prevenirlo. I consigli sono di seguire le raccomandazioni per la prevenzione dei tumori in generale. Limitare il consumo di alcol, massimo due drink al giorno per gli uomini e uno per le donne. Avere una dieta basata sulle verdure e la frutta, evitando la carne lavorata. Mantenere il peso in un range normale“, scrivono gli autori dello studio. La carne lavorata era finita nell’occhio del ciclone già lo scorso mese di ottobre, quando l’Iarc, ovvero l’Agenzia per la ricerca sul cancro che fa parte dell’Oms, l’aveva inserita nel gruppo 1 delle sostanze cancerogene associata però al tumore del colon-retto.Questa etichettatura  ha fatto arrabbiare parecchio gli agricoltori, che già all’epoca avevano respinto le accuse minacciando querele e che anche oggi hanno presentato a Bruxelles una iniziativa a favore della carne.

 “I benefici nutrizionali del consumo di carni bovine, vitello, agnello, pollame, coniglio, ovine e suine e di uova sono chiari perché forniscono ai consumatori un eccellente apporto di proteine nella propria dieta” ha spiegato Martin Merrild, presidente del Copa, ovvero l’associazione degli agricoltori europei. L’allevamento è inoltre cruciale per l’economia delle zone rurali in cui spesso non vi sono alternative occupazionali”, ha dichiarato ancora Martin Merrild. “Ora abbiamo le prove ancora più chiare del fatto che l’alcol, la carne insaccata e il sovrappeso possono portare al tumore. Si spera che questo possa aiutare le persone a capire meglio ciò che aumenta il rischio di cancro, in modo che possano prendere decisioni informate sui loro stili di vita“, concludono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.