Ministero della Salute a favore del consumo di carni rosse, “non sono cancerogene” attenzione a brace e fritture

La carne rossa e realmente cancerogena? Stando alle parole dell’OMS, questo tipo di elemento può essere dannoso per la salute, moltissime organizzazioni hanno trovato a sbugiardare quanto detto. Alcuni gruppi continuano tuttora a favorire la braciola come il genere alimentare a cui è arduo mollare. Secondo questi, la carne si può consumare tranquillamente ma con una certa moderazione.

È proprio per questo motivo che Beatrice Lorenzin attuale ministro della salute ha richiesto all’associazione per la sicurezza alimentare di definire se realmente, ciò che ha affermato l’OMS è vero oppure no. Il CNSA sostiene parte ciò che l’associazione mondiale della sanità ha confermato; benché, se ne discosta aggiungendo che la cancerogenicità della carne dal suo tipo di cottura.

Per tanto tempo si è parlato e discusso ampiamente sui possibili rischi della carne rossa ed in tanti hanno sostenuto che il costante uso di carni rosse soprattutto possano aumentare il rischio di cancro. Oggi però arriva una novità, visto che quanto emerso da un recente studio è emerso che seguire una dieta vegetariana non protegge dal rischio di ammalarsi di cancro; inoltre, è emerso che cibarsi di carne rossa non influisce affatto sul rischio cancro come poco tempo fa invece era stato dichiarato.

Quanto detto è il risultato di una ricerca sviluppata dai ricercatori dell’Università di Oxford, i quali hanno studiato i comportamenti alimentari dei cittadini statunitensi così come quelli del Regno Unito.Nello specifico i ricercatori hanno studiato le abitudini alimentari e lo stato di salute di 60.310 adulti, tra vegetariani vegani e consumatori di carne del Regno Unito negli ultimi 30 anni, valutando in questo modo il rischio di malattie. Dai risultati è emerso che non vi sono delle differenze significative riguardo la mortalità tra i diversi gruppi di dieta, ovvero i vegani ed i vegetariani inglesi non hanno avuto una vita più lunga rispetto a chi mangia invece poca carne.

Più nello specifico coloro che hanno consumato poca carne hanno presentato rischio di cancro al pancreas e malattie respiratorie inferiore fino al 45% rispetto a chi aveva consumato carne con una frequenza di almeno cinque volte alla settimana. Sostanzialmente la ricerca di Oxford University ha dimostrato che chi è vegetariano o vegano ha il 10% di possibilità di vivere di più rispetto ad un consumatore abituale di carne. Come è facile intuire si tratta di una percentuale non molto alta motivo per il quale si può tranquillamente affermare che non mangiare carne influisce molto molto sulle attese di vita.Bisogna comunque sottolineare il fatto che gli studi nello specifico si riferiscono alle popolazioni britanniche e statunitensi, dove le abitudini alimentari sono diverse da quelle degli italiani, visto che il consumo di carne in questi paesi sembra essere superiore rispetto al nostro.

Dunque escludendo che l’uso della carne rossa possa essere causa di morte, bisogna capire cosa possa aver determinato un alto tasso di mortalità, ed a tal riguardo i ricercatori sono concordi nel dichiarare che potrebbe essere il regime di vita sedentario. La sedentarietà è considerata dai ricercatori di tutto il mondo davvero pericolosa per la nostra salute, motivo per il quale i medici consigliano di praticare sport, anche una semplice camminata quotdiana di circa 20 munuti. Importante, inoltre, sembra essere l’aspetto alimentare, ovvero un regime alimentare senza eccessi, compreso la carne rossa.Il risultato di questa ricerca sostanzialmente fa rientrare l’allarme e dunque le carni rosse sembra non facciano male, ma come per gli altri alimenti, sarebbe meglio consumarle con moderazione.

“Sono un’importante fonte di proteine”

Inoltre, aggiunge il Cnsa, “la carne costituisce una importante fonte di proteine ad alto valore biologico e di altri nutrienti essenziali per la vita, soprattutto in alcune fasce d’età e condizioni di salute”. Il parere arriva a valle della richiesta di chiarimenti da parte del ministro della salute, Beatrice Lorenzin, in relazione al monito legato all’insorgenza di determinati tipi di tumori, come quello al colon. “Il parere del Cnsa”, si legge sul comunicato ufficiale, “è stato reso al termine di una approfondita istruttoria svoltasi negli ultimi tre mesi”.

A fine 2016 lo studio completo dell’Oms

“La sezione del Cnsa ha osservato preliminarmente che una completa conoscenza del contesto e delle variabili alle quali si riferisce lo Iarc (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, nrd)”, scrive ancora il comitato, “come pure dei dati a supporto del lavoro pubblicato, sarà possibile solo quando, nel secondo semestre di quest’anno, sarà resa disponibile la versione finale e completa della monografia. Nel merito scientifico, la sezione ha ricordato che l’insorgenza dei tumori è un evento derivante da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale, tra i quali vanno considerate anche le abitudini alimentari”.

“Da evitare anche le alte temperature”

 “prestando particolare attenzione alle modalità di preparazione e cottura degli alimenti, limitando, in particolare, cotture alla griglia ad alte temperature e fritture”.

Dieta variegata ed equilibrata
Dovendo seguire delle linee guida per una sana alimentazione, il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare si rifà al modello più famoso al mondo: la dieta mediterranea, che è un equilibrio di cibi utili per mantenersi in salute e in forma. Nello specifico, gli esperti raccomandano una riduzione dei grassi saturi trans e delle proteine animali, favorendo l’assunzione di cibi integrali ricchi di sostanze nutritive, vitamine e fibre.

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