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STREAMING GRATIS CARPI – ROMA DIRETTA LIVE TV «Dobbiamo fare un filotto, senza pensare al Real Madrid. Chi pensa alla sfida di Champions League non ha capito niente, qui servono i risultati altrimenti non si salva nessuno. Nemmeno io». Il tentativo di Luciano Spalletti è lodevole. Ma tra le sirene del Real e il ripresentarsi ciclico di indiscrezioni che vogliono l’addio più o meno prossimo di Walter Sabatini – che Tuttosport, insieme ad altri media, aveva anticipato il 30 gennaio – si tratta di un’impresa improba. Un successo con la squadra di Castori proietterebbe la Roma per una notte al terzo posto, aspettando lo scontro diretto tra Fiorentina e Inter. Ma in città i motivi d’interesse sono altri.

Paradossalmente non si discute nemmeno di Cristiano Ronaldo e soci: l’argomento caldo è il futuro del direttore sportivo. Che il tecnico affronta senza timori: «Siccome l’avete scritto già altre volte da quando sono arrivato a Roma (13 gennaio, ndr) e quindi c’è qualcuno che fa trapelare qualcosa, sono andato su nell’ufficio di Walter e ho parlato con lui. Mi ha risposto che il suo addio è un’ipotesi. ‘E’ giusto che mi metta in discussione anche io’, ha detto. Ma se noi sterziamo questo pacchetto di partite, lui rimane al suo posto e continuiamo tutti insieme. Sabatini è uno che si prende giustamente le sue responsabilità. La sua risposta parlando con il presidente è che o si fanno risultati o nessuno viene salvato, compreso me e compresi tutti». Sentendolo parlare, viene in mente la reazione piccata del dg Baldissoni che alla vigilia di Roma-Frosinone, interpellato sulle possibili dimissioni del ds, replicò: «Si leggono tante sciocchezze quotidianamente, una in più o una in meno…». A volte il tempo sa essere galantuomo.

Chissà se lo sarà anche con Dzeko, fermo a quota tre gol in campionato, l’ultimo segnato il 21 novembre a Bologna su rigore. Spalletti non fa terminare nemmeno la domanda al giornalista e risponde: «Inutile che ci giriamo intorno, Edin gioca». Mistero invece su chi affiancherà il bosniaco: «Tutti i nostri attaccanti (Dzeko, Perotti, El Shaarawy e Salah) possono coesistere, dipende dell’equilibrio e dalla disponibilità loro e dei compagni.

Come vederla La partita si potrà vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus-Roma gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Rispetto ad altre squadre, mi manca qualche pedina, non c’è tutta questa abbondanza nel reparto». Assenti saranno Totti e De Rossi: «Daniele mi preoccupa perché non ci sono miglioramenti, è ancora fermo, ma lo staff dice che hanno trovato dei rimedi e spero di averlo pronto quando torneremo da Modena. Totti ha un problema al soleo, gli esami hanno escluso cose gravi, ma non partirà con noi». Recuperato invece Rudiger. Passerella finale su Napoli-Juventus di domani sera: «Il Napoli è una squadra perfetta, quando ho visto Sarri allenare ad Empoli ha osservato delle cose mai viste. Allegri non l’ho mai visto, ma se Zaza, ad esempio, quando entra in campo è quella belva che ti salta addosso, si vede che si lavora in un certo modo». Lo stesso che lui sta portando avanti dal suo ritorno a Trigoria.

Vincere. Anzi, sterzare. È la parola d’ordine di Luciano Spalletti, per approfittare dello scontro diretto tra Fiorentina e Inter e magari lanciare un salvagente anche a Walter Sabatini. Già, perché se non è vero che le sue possibili dimissioni «sono solo le solite sciocchezze che si scrivono, una più una meno», come le aveva bollate un po’ frettolosamente il d.g. giallorosso Mauro Baldis- soni, è invece realtà la voglia di cambiare qualcosa del d.s. giallorosso. Lo avrebbe confermato anche ieri a un tifoso fuori Tri-
goria («È vero, voglio andare via», ma da Trigoria non arrivano conferme). Ma, soprattutto, l’ha confermato a Luciano Spal- letti, l’uomo che lentamente sta prendendo il comando delle cose di Trigoria.

IL D.S. IN BILICO «Siccome lo avete scritto diverse volte, sono andato a parlare con lui — ha detto ieri il tecnico giallorosso — E Walter mi ha detto che è un’ipotesi, perché si sta mettendo in gioco per il momento che sta attraversando la Roma. Ma qui se si resta così, se i risultati sono questi, si è fallito tutti, nessuno escluso. Ma noi in queste partite sterzeremo e vedrete che alla fine Sabatini resterà». Se poi non succederà, Spalletti finirà con il lavorare con qualcun altro, di certo non si fascerà la testa. Intanto, però, vuole vincere, per lui e non solo, anche se Sabatini ha già parlato con Pallotta e probabilmente lo rifarà di persona alla prima occasione utile. Ieri, invece, il d.g. Baldissoni non è voluto ritornare sulla questione, rispondendo con un più opportuno «No com- ment» a chi — alla partenza della squadra per Modena — gli ha chiesto un’opinione in merito.

QUANTI DUBBI Ed allora l’imperativo è pensare solo al Carpi e non al Real Madrid, «perché se noi vogliamo competere con Juventus e Napoli dobbiamo fare dei filotti, se si pensa alla Champions vuol dire che non si è capito nulla». Stasera Spalletti dovrà fare a meno di Totti e De Rossi, ma avrà una serie di soluzioni da poter variare, anche in corsa. Così bisognerà capire dove giocherà Nainggolan (in mediana o tra i trequartisti?), chi resterà fuori tra gli attaccanti (Salah o Perotti?), se Pjanic avrà davvero un turno di riposo ed a chi spetterà il compito di dare equilibrio alla squadra, tra Keita e Vainqueur. Insomma, un piccolo grande rompicapo, forse anche per Spalletti che nelle partite precedenti agli scontri diretti di Champions (tre ottavi e due quarti di finale) non sempre ha brillato, raccogliendo 4 vittorie, 4 pari e 2 sconfitte. Bisogna sterzare anche qui, non solo per salvare dalle dimissioni Walter Sabatini.

All’andata ci rimise un pezzo di ginocchio destro e buona parte della Roma. Edin Dzeko legge Carpi e vede nero. «Ma gioca lui», annuncia Luciano Spalletti. È il messaggio positivo, è la fionda che si allunga, si allunga come la serie negativa, i giorni di astinenza del bosniaco, che non segna dal 24 novembre, 80 giorni, una Quaresima messa insieme con l’Avvento, pure con il resto di qualcosa. Edin che in campionato, su azione, è rimasto paralizzato al 30 agosto, l’aria serena prima della tempesta. Prima di quel Carpi che mise un freno alla certezze. Lesione del collaterale, Dzeko rientrò solo un mese dopo. In tempo ancora per qualche lampo, fuorigioco per ritrovare una squadra che nell’attesa aveva ricominciato a giocare senza un centravanti, crisi di rigetto per un’operazione che oggettivamente non pareva così complicata.

LA PARABOLA Il tabellino è chiaro, quello che c’è da fare pure: segnare. Spalletti gli ha creato intorno un’autoscuola, tutta per lui: ecco come si guida con Dzeko al volante. Con il pallone alzato e poi tutti ad attaccare le seconde palle. Oppure con i «passanti» che calcisticamente sono l’Abc per chi ha un centravanti come il bosniaco. La Roma si sta predisponendo a farlo. Ha dato via i centometri- sti e ha preso palleggiatori sul mercato. Non ha messo in discussione la leadership del bosniaco, la cui flessione è diventata argomento di discussione anche in patria. E che a Roma, nel giro di qualche mese, è passato da Messia a paracarro, curiosa e incredibile involuzione. Lo spazio per fare il percorso inverso c’è ancora. Perché se non andrai bene manco te, vorrà dire che semo noi, diceva ad agosto in romanesco chi dava perfettamente voce a una tifoseria che ritrovava, dopo anni, un centravanti cui affidare le proprie fortune. Se oggi la Roma non è in corsa per lo scudetto, come sperava in estate, è anche perché mancano almeno una decina di gol di Dzeko. Se la Roma, da Carpi in poi, non riuscirà a vincere neppure la volata Cham- pions, vorrà dire che il bosniaco avrà dimenticato gli attrezzi del mestiere, se è vero che «segnare è il mio lavoro». E allora, buon lavoro.

Qui Carpi Nel Carpi non recuperano né Poli né Pasciuti. Castori dovrebbe riproporre la difesa a tre, con il rientrante Gagliolo a fianco di Romagnoli e Zaccardo. In mediana, Cofie favorito su Porcari. In attacco, Mbakogu sarà affiancato da Mancosu.

Siamo stanchi dei complimenti, è ora di fare punti». Fabrizio Castori chiede ai suoi un’impresa stasera contro la Roma: nelle 8 gare già giocate con le prime 5 della classe il Carpi ha raccolto appena 2 punti e la vittoria manca quasi da un mese (17 gennaio con la Sampdoria), durante il quale però il margine dalla zona salvezza è rimasto più o meno lo stesso (da -4 a -5). «Per battere la Roma – spiega Castori – servirà un capolavoro.

Spalletti le ha cambiato pelle e gli arrivi di Perotti ed El Shaarawy hanno lasciato subito il segno. Non so quanto influirà la vicinanza con la Cham- pions, ma resta una delle squadre più forti. Noi però siamo usciti rafforzati da Napoli, nonostante la sconfitta. Il tecnico emiliano deve ancora decidere se tornare al 44-1-1 o riproporre il 3-5-2 utilizzato spesso contro le «big». Nel primo caso uno fra Verdi e Lollo sarà il supporto alle spalle di Mbakogu, nel secondo caso l’escluso sarebbe Di Gaudio per inserire un centrocampista in più (Crimi o Porcari), con Man- cosu al fianco del nigeriano.

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