Tragedia a Carrara, crollo in una cava sulle Apuane due operai sepolti sotto il marmo: Uno è stato trovato morto

Carrara, crollo in una cava sulle Apuane due operai dispersi sotto le rocce continuano le ricerche

Un terribile incidente è avvenuto nella giornata di ieri a Carrara, dove si è verificata un’improvvisa valanga che ha inghiottito due cavatori i quali a distanza di diverse ore si trovano ancora dispersi sotto duemila tonnellate di marmo e detriti ed un terzo invece è rimasto sospeso nel vuoto salvato miracolosamente dall’imbracatura. Il sopravvissuto è stato immediatamente soccorso ed accompagnato al pronto soccorso con l’elicottero Pegaso.

Il terribile incidente, è avvenuto nella giornata di ieri intorno alle ore 13.36 quando due massi si sono staccati dalla montagna fra Carrara e Colonnata travolgendo due cavatori che stavano lavorando su un macchinario che taglia proprio la roccia, mentre l’operaio che miracolosamente si è salvato si stava arrampicando proprio in quel momento e faceva parte di una squadra dei tecchiaioli, ovvero addetti incaricati di mettere in sicurezza la zona estrattiva della cava. I soccorsi sono stati chiamati da una ricetrasmittente.

I due dispersi, purtroppo da diverse ore ormai, sono Federico Benedetti di 46 anni e Roberto Ricci Antonioli di 55 anni,mentre l’operaio salvato è Giuseppe Alberti di 48 anni, il quale come abbiamo già anticipato è rimasto sospeso nel vuoto e portato in salvo dall’elicottero Pegaso che lo ha immediatamente trasferito al Nuovo ospedale apuane. In seguito all’incidente il direttore della cava, Carlo Musetti di 62 anni è stato colpito da un infarto per fortuna non mortale ed al momento si trova ancora ricoverato in ospedale.

Anche altri operai presenti all’interno della cava,in seguito all’incidente sono stati colti da un malore per lo spavento, tra cui un operaio il quale è stato trasportato al Soccorso Cave di Colonnata. Secondo una prima ricostruzione della tragedia avvenuta oggi nella cava di marmo a Carrara, sembra che tre cavatori si trovassero sulla sommità del monte per controllare il taglio di una parete di marmo: ad un certo punto il monte si è sbriciolato e i tre cavatori si sono visti franare la terra sotto i piedi.

In seguito all’incidente, è intervenuto il senatore Daniele Borioli capogruppo del Pd nella Commissione d’Inchiesta sugli infortuni sul lavoro,il quale ha dichiarato: “Quella di Carrara è un’altra durissima tragedia per il mondo del lavoro. Come Commissione d’inchiesta sugli infortuni del lavoro ci attiveremo per comprendere circostante e responsabilità. E’ evidente, però, che occorre lavorare con sempre maggiore intensità per rimuovere alla radice le condizioni di insicurezza che ancora mettono a repentaglio la salute e la vita dei lavoratori”. “Questa tragedia e’ un monito, per tutti, sulla necessita’ di intensificare ancora di piu’ l’impegno per la prevenzione degli infortuni ed i controlli del rispetto delle norme di sicurezza, specialmente nei settori ad elevata rischiosita’ come quello delle attivita’ estrattive. Il lavoro deve sostenere la vita delle persone, non distruggerla”, ha invece dichiarato il Ministro del lavoro Giuliano Poletti in una nota.

Un’altra inaccettabile giornata – dice il segretario generale della Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani – Gli incidenti sul lavoro non si fermano, c’è sempre più paura e preoccupazione tra i lavoratori, tutti dobbiamo domandarci come fare di più per combattere questa piaga. Esprimiamo cordoglio e vicinanza ai familiari dei lavoratori coinvolti”.
Anche il presidente della Regione Enrico Rossi è andato a Carrara: “E’ con grande sofferenza e angoscia che ho appreso del terribile incidente in una grande cava di marmo a Carrara che ha drammaticamente coinvolto alcuni lavoratori”, dice il governatore. “E’ un incidente gravissimo e inaccettabile su cui è necessario fare piena luce e accertare eventuali carenze legate alla sicurezza. Il nostro pensiero va prima di tutto alle famiglie dei cavatori coinvolti, a cui esprimo a nome mio e di tutta la Toscana la nostra vicinanza e il nostro dolore. In questi anni, come Regione, ci siamo dati da fare per la prevenzione e la sicurezza, ma non basta. Dobbiamo impegnarci ancora di più. Così come devono farlo tutti gli organi preposti e le aziende del settore”.

Intanto “Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno proclamato uno sciopero generale a Massa Carrara e provincia dopo l’ennesimo episodio di morte sul lavoro di due cavatori di marmo”, annuncia Roberto Venturini, segretario provinciale Fillea Cgil di Massa Carrara. Per il sindacalista, “i due cavatori non avrebbero dovuto stare lì, perchè si stavano facendo operazioni in alto, sopra di loro”.

Da Roma arriva il cordoglio del ministro per il Lavoro Poletti. “Esprimo la mia vicinanza alle famiglie dei lavoratori vittime della frana. Questa tragedia è un monito, per tutti, sulla necessità di intensificare ancora di più l’impegno per la prevenzione degli infortuni ed i controlli del rispetto delle norme di sicurezza, specialmente nei settori ad elevata rischiosità come quello delle attività estrattive. Il lavoro deve sostenere la vita delle persone, non distruggerla”.

Le cave vengono delle Alpi Apuane sono date in concessione dai Comuni (Massa, Carrara, i Comuni della Versilia, della Lunigiana e della Garfagnana) e sono in mano a poche famiglie che si sono arricchite con questo business. Tra queste, la famiglia Bin Laden che nei 2014 ha acquistato il 50% della Marmi Carrara, che ha la concessione per circa un terzo delle cave di marmo bianco delle Apuane, pagando 45 milioni di euro alle quattro famiglie proprietarie. Ad accaparrarsi il 50% della Marmi Carrara è così la Cpc Marble & Granite Ltd, con sede aCipro, appartenente al gruppo della famiglia del terrorista saudita fondatore di al-Qaida. Negli ultimi 20 anni, nelle Apuane si è scavato più che in 2000 anni di storia delle cave. Il risultato? La modificazione del territorio apuano è paragonabile a quella avvenuta in un’era geologica. 

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