Caso Federica Guidi, Di Maio presenta la sfiducia nei confronti del Governo: il Premier “Chi sbaglia va a casa”

Dopo lo scandalo che ha colpito il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi riguarda un’intercettazione sul caso Tempa Rossa, nella giornata di ieri è arrivata la mozione di sfiducia nei confronti di tutto il governo. Il ministro Guidi nel corso di una telefonata avrebbe rivelato al suo compagno di aver fatto inserire all’interno della Legge di Stabilità 2015 un emendamento proprio in suo favore di Gianluca Gemelli che ha parecchi interessi nella realizzazione dell’impianto di estrazione sul giacimento petrolifero di Tempa Rossa in Basilicata. Tale emendamento nella giornata di ieri è stato commentato proprio dal Premier Matteo Renzi il quale ha riferito: “Tempa Rossa è un provvedimento giusto, che porta posti di lavoro”. Ma se da una parte difende l’emendamento incriminato dall’altro si scaglia contro il Ministro Guidi considerato sbagliato il suo comportamento. “Di fronte agli italiani noi siamo un governo diverso dal passato.Il ministro Guidi non ha commesso nessun tipo di reato, nessun illecito. Ha fatto una telefonata che ha giudicato inopportuna. E effettivamente lo era. Con grande serietà si è dimessa. A dimostrazione che qualcosa in italia è cambiato. Con noi le cose cambiano, la musica è cambiata, chi sbaglia va a casa”, ha dichiarato il Ministro Matteo Renzi.

Nella bufera scoppiata giovedì è finita anche il Ministro Boschi che ha firmato l’emendamento in questione, firma che rappresenterebbe un atto dovuto, secondo quanto riferito dal Premier. «L’emendamento è favorevole a un progetto del governo che avevo io stesso annunciato, è naturale che il ministro dei rapporti con il Parlamento firmi l’emendamento del governo. Il progetto di cui stiamo parlando dà posti di lavoro, è una cosa sacrosanta da fare, aver consentito a delle persone di venire in Italia e fare degli investimenti è una cosa sacrosanta, io lavoro perché si creino posti di lavoro». Quello di Tempa Rossa è un progetto che «io stesso avevo annunciato mesi prima», ha aggiunto il Premier Matteo Renzi che comunque ha accettato con piacere le dimissioni del Ministro Guidi.

Il mondo politico attacca il Governo, dalla Lega Nord a Forza Italia e Movimento cinque stelle. «Firmeremo assieme a tutte le altre opposizioni la mozione di sfiducia», dichiara Brunetta ed anche Sinistra Italiana chiede che la vicenda possa essere chiarita nel più breve tempo possibile.”Non bastano le dimissioni di Guidi, Renzi venga in Aula”, spiega il capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera Arturo Scotto. Arrivata la sfiducia al governo nella mattinata di ieri da parte del vicepresidente della Camera, Luigi di Mario il quale in un post di Beppe Grillo ha scritto: “In discussione è tutto l’esecutivo perchè è inadeguato” e “ha messo al comando persone al soldo delle lobbies. Chi ci vorrà venire dietro venga”.

Poco prima dell’emendamento alla legge distabilità 2015 richiesto dal gruppo Total per sbloccare il progetto Tempa Rossa Gianluca Gemelli, compagno del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, era in difficoltà finanziarie. L’industriale che in quel momento era commissario della Confindustria di Siracusa aveva sentito come molti altri i morsi della crisi sul suo piccolo gruppo, capeggiato dalla holding di)partecipazioni 2G Investimenti srl. A passarsela male era soprattutto la principale società operativa, la I.T.S: srl (Industrial Technical Services) di Siracusa, che dal 2012 al 2014 aveva visto crollare il suo fatturato da 4,4 a 1,5 milioni di euro, e gli utili crollavano.

C’erano stati clienti importanti, certo. Primo fra tutti l’Eni, con cui Gemelli lavorava già prima che la compagna entrasse nel governo.Ma quella possibilità di lavorare con Total in Basilicata e soprattutto di entrare nella lista ristretta dei fornitori della multinazionale petrolifera di origine francese poteva davvero rappresentare la svolta. Quelli erano interessati all’emendamento alla legge di stabilità per sbloccare i lavori da troppo tempo fermi, Gemelli era interessato a fermare grazie a Total la caduta degli affari del suo gruppo: la sub commessa che stava inseguendo valeva 2,5 milioni di euro in 18 mesi, e da sola era in grado di fare raddoppiare fatturato e redditività del gruppo. Ed è arrivata proprio grazie a quel percorso legislativo facilitato assicurato a Total. Sul sito Internet di Its è proprio il fiore all’occhiello mostrato nel 2015 fra i progetti (ce ne sono anche in Nigeria e in Oman) più importanti che la società sta seguendo: «Construction supervision services- Tempa Rossa Project-Total», si mostrava con orgoglio. In primo piano anche nella brochure aziendale. E dai primi mesi del 2015 Gemelli ha cercato anche assunzioni di peso per quella commessa chiave che poteva risollevare il suo gruppo.

A giugno ricerca di mercato per una figura «insulation e painting» e la specifica: «I cantieri sono limitati in un’area che si trova a 50 km a sud rispetto a Potenza e 100 km ad ovest rispetto a Taranto. Progetto: impianto atto alla produzione di idrocarburi». L’8luglio Itscerca un «ispettore Painting qualificato Frosio o Nace con almeno livello III. Il cantiere è in Basilicata e la durata di circa 18 mesi». Così il gruppo è finalmente ripartito. Perchè a inizio anno, leggendo le intercettazioni delle telefonate fra lo stessoGemelli e la compagna ministro, sembrava invece quasi con l’acqua alla gola. È il 7 gennaio 2015, e la Guidi cerca di pungolarlo a cercare altri lavori, perché ha bisogno di risollevarsi. Lui replicava: «Ho recuperato già 60mila euro, quindi la liquidità dal primo di febbraio la recuperiamo. Midanno un extrafido di cassa: una telefonata salva la vita. Ma in effetti l’azienda è messa bene ora, cioè finalmente,una volta che c’ho l’azienda messa bene…Me li davano quando non sapevo se sopravvivesse, figurati adesso. Adesso sono più che disponibili. Sto solo lavorando ad organizzarmi…». La Guidi lo interrompeva per scendere più sul pratico, e sapere se davvero stava prendendo i lavori. Gemelli risponde: «Guarda,posso dirti che quelli che mi servivano già li ho presi. Ora tutto, tutto chiaramente si rimette in moto, ma io ho fino al 2016 sicuramente costi operativi coperti, ed addirittura quando sarà full il cantiere… avrò un duecentocinquantamila euro di utile già l’anno, già bloccato. Poi chiaramente se (c’è) anche l’Eni e prendo altre cose, migliora… No, no, fino al 31.12.2016 già ho i costi coperti…». Quindi Total era stata proprio la svolta, e in vista c’erano pure altre commesse Eni (la Procura sta indagando su tutti questi aspetti), e il 2015 grazie alla sua fidanzata ministra è stato l’anno della risalita.Anche seleinon sembrava avere grande fiducia nelle sue capacità manageriali: «Ma allora come mai», gli chiedeva la Guidi,«con la cassa sei sempre messo così tirato? Non ti pagano i clienti? Come mai?Perchè tu non dovresti… Non hai acquisti di materiali, non hai niente…». Eluia spiegare che prima della svolta Total era duro: «Sono arrivato spompo…».

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