Caso Marò, Salvatore Girone rientra in Italia

 

salvatore-girone-olycom-kePE--835x437@IlSole24Ore-WebGirone atteso nel pomeriggio a Ciampino È partito ieri sera da New Delhi a bordo di un volo della Etihad Airways diretto ad Abu Dhabi il fuciliere di Marina Salvatore Girone, accusato insieme al compagno Massimiliano Latorre di aver ucciso nel 2012 due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano mentre erano in servizio come nuclei militari di protezione sulla petroliera italiana Enrica Lexie.

Dopo l’autorizzazione concessa dalla Corte Suprema indiana e l’ottenimento di una Exit Visa da parte delle autorità di New Delhi, il marò è atteso nel pomeriggio di oggi all’aeroporto di Ciampino, dove ad accoglierlo ci saranno i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e della Difesa Roberta Pinotti (nella foto Masi il fuciliere Salvatore Girone in primo piano all’uscita dall’ufficio della Suprema Corte dello Stato del Kerala il 2 giugno del 2012).

II rientro è per oggi, con il volo che riporta in Italia da Nuova Delhi il fuciliere di Marina Salvatore Girone atteso per le 18 con atterraggio a Ciampino, il secondo aeroporto della Capitale. Girone rientra con un volo dell’Aeronautica militare e ad accoglierlo saranno presenti i ministri della Difesa, Roberta Pinotti, e degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni.

La svolta nella lunga vicenda giudiziaria che si trascina da più di quattro anni, con la decisione di giovedì scorso della Corte Suprema indiana che ha dato urgente attuazione, come richiesto dall’Italia, a quanto stabilito il 29 aprile scorso dal Tribunale arbitrale de L’Aja, secondo cui il fuciliere di Marina avrebbe dovuto attendere in Italia l’esito dell’arbitrato in corso sulla controversa questione che lo coinvolge insieme a Massimiliano Latorre.
Latorre e Girone furono consegnati alla giustizia indiana il 19 febbraio 2012 con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani su un peschereccio, scambiati per due pirati al largo della costa del Kerala, nel sud dell’India.
Massimiliano Latorre, colpito nel settembre del 2014 da un ictus in India, ha avuto il permesso di tornare in Italia per curarsi e si trova attualmente nel nostro Paese. Ora anche Girone può riabbracciare i suoi cari a casa.
I due marò italiani erano impegnati in una missione di protezione della petroliera italiana Enrica Lexie, in acque a rischio di pirateria. Dopo l’uccisione dei due pescatori indiani, qualche giorno dopo il fermo dei due militari italiani, il tribunale di Kol- lam dispone il loro trasferimento nel carcere ordinario di Tri- vandrum. Ne escono solo il 30 maggio quando l’Alta Corte del Kerala concede ai due fucilieri la libertà su cauzione di dieci milioni di rupie (143.000 euro) stabilendo l’obbligo di firma quotidiano che impedisce loro di allontanarsi dalla zona di competenza del commissariato locale. Ai due fucilieri viene ritirato il passaporto Dopo mesi di schermaglie politiche e diplomatiche, il governo italiano ha deciso, il 26 giugno dello scorso anno, di fare ricorso all’arbitrato internazionale nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. E questa decisione, presa molto il ritardo, ha sbloccato la situazione.

La destra di Fratelli d’Italia continua a chiedere, con Ignazio La Russa, che Girone sia chiamato a partecipare alla parata del 2 giugno. «Non si tratta di farne degli eroi – spiega La Russa, che ha organizzato una manifestazione in questo senso per oggi a Milano – ma sono soldati che hanno diritto di sfilare con gli altri militari». Palazzo Chigi però vorrebbe evitare tensioni con l’India, dove ci sono critiche in senso contrario per la libertà concessa.
La Farnesina ha preso l’impegno formale di far tornare i marò in India in caso di sentenza sfavorevole del tribunale dell’Aja. Passeranno intanto almeno altri due anni. La sentenza dell’Aja non deciderà però sulla vicenda, ma solo sulla competenza del tribunale. C’è il tempo per una soluzione diplomatica.

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