Caso Meredith Kercher, permesso di 36 ore per Rudy Guede l’unico condannato della triste vicenda

 087fb96099b97c226e0fc80622268887-U43040552767777SP-U431801055465857LpH-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443Rudy Guede, che sta scontando 16 anni di reclusione nel carcere di Viterbo per l’omicidio di Meredith Kercher, è stato concesso un permesso premio di 36 ore. Guede, che compirà 30 anni il prossimo dicembre, lascerà il carcere nelle prossime ore per recarsi in una cooperativa impegnata nel recupero dei detenuti, dove rimarrà fino al momento di tornare in cella. «Potrò di nuovo sentire il sole sulla pelle – queste le parole di Guede riferite dal suo avvocato – ringrazio le persone che mi hanno dato fiducia». L’ivoriano, adottato da una famiglia di Perugia, è stato processato con il rito abbreviato ed è l’unico a essere stato condannato per l’omicidio di Meredith Kercher: finirà di scontare la pena nel 2024

Uscirà probabilmente domani per le prime 36 ore di permesso premio. Dopo quasi nove anni passati in cella, Rudy Guede, l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, potrà lasciare il carcere di Viterbo per recarsi in una cooperativa per il reinserimento degli ex detenuti, prima di tornare nella struttura detentiva che lo ospita. E lui, ieri, non appena ha saputo la notizia, ha scritto un post sulla pagina Facebook gestita dal suo ufficio stampa: «Potrò di nuovo sentire il sole sulla pelle e guardare fuori dalla finestra senza sbarre davanti agli occhi – ha comunicato emozionato – Trentasei ore, ognuna di esse preziosissime. Ringrazio tutte le persone che mi hanno dato fiducia».

A decidere che il giovane ivoriano potesse lasciare il carcere è stato il Tribunale di sorveglianza di Roma che ha così accolto un ricorso presentato dai suoi legali. Il collegio ha ribaltato la decisione del magistrato di sorveglianza di Viterbo che invece aveva respinto l’istanza ritenendo che Guede non avesse operato una «revisione critica» su quanto successo. Rudy era stato arrestato qualche giorno dopo l’omicidio di via della Pergola mentre viaggiava su un treno tra le stazioni di Magonza e Wiesbaden (in Germania dove era fuggito). La polizia era risalita a lui dopo avere scoperto l’impronta della mano destra insanguinata su un cuscino trovato sotto il corpo della studentessa inglese. Sue anche alcune tracce di Dna isolate in casa e sui reperti biologici individuati sulla scena del delitto. Una presenza certa, quella di Guede, e inevitabilmente ammessa davanti agli inquirenti. Sebbene abbia sempre negato di avere ucciso Mez.
La notizia del permesso premio dell’unico condannato per l’omicidio ha scatenato la reazione di Raffaele Sollecito che è intervenuto dichiarandosi «rammaricato perché Guede non si è mai pentito per quello che ha fatto». Lui e Amanda Knox sono stati definitivamente assolti dalla Cassazione e ognuno a suo modo sta cercando di rivalersi con la giustizia per il torto subìto e per i quattro anni trascorsi in carcere. Mentre l’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha sottolineato: «Certo è molto amaro pensare che il responsabile dell’omicidio di una ragazza giovanissima possa essere già ritenuto idoneo a uscire dal carcere».

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