Catania, madre e gemelli morti al Cannizzaro: indagati 12 medici, in arrivo gli ispettori del Ministero

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catania-madre-e-gemelli-morti-al-cannizzaro-indagati-12-medici-in-arrivo-gli-ispettori-del-ministeroRisultano essere 12 i medici del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale Cannizzaro iscritti nel registro degli indagati dalla Procura Etnea, accusati di omicidio colposo plurimo per il caso Valentina Milluzzo, la giovane 32enne incinta di due gemelli al quinto mese,morta all’ospedale Cannizzaro di Catania. Secondo la famiglia e l’avvocato Salvatore Catania Milluzzo, un medico avrebbe impedito l’aborto del secondo feto( il primo era nato morto) rifiutandosi di estrarlo fino a quando sarebbe rimasto vivo. Il primario di Ginecologia Paolo Scollo, nella giornata di ieri ha dichiarato che non ci sarebbe stata nessuna interruzione di gravidanza e quindi non si può parlare di obiezione di coscienza. “La signora era alla 19esima settimana mentre il feto ha possibilità di vita soltanto a partire dalla 22esima”, ha aggiunto ancora il Primario che nel corso di una conferenza stampa convocata nella giornata di ieri nella sala riunioni della direzione generale, ha spiegato nel dettaglio come sono andati effettivamente i fatti, denunciato tra l’altro dalla famiglia della vittima.

Secondo quanto emerso dalla ricostruzione effettuata dal primario, il primo aborto sarebbe avvenuto nella giornata di sabato intorno alle ore 23.30, poi la paziente sarebbe stata sottoposta all’esame della procalcitonina ma purtroppo la situazione sarebbe degenerata;il secondo parto abortivo, definito in questo modo dal primario, sarebbe stato indotto e avvenuto dunque intorno alle ore 1.40 del mattino di domenica. “Abbiamo usato l’ossitocina, non c’era possibilità di fare un’incisione chirurgica dell’utero perché il quadro clinico non lo consentiva ed era insorta una grave patologia emorragica. Quindi mi chiedo che cosa c’è di obiezione di coscienza? Da cosa nasce l’enfatizzazione del medico obiettore di coscienza?”, domanda Scollo. Il marito e l’avvocato Salvatore Catania Milluzzo sostengono che il medico obiettore di coscienza avrebbe assunto per ore questa posizione:” non intervengo, non faccio espellere il feto perché batte il cuore, perché è vivo…”.

Sembra che anche per i magistrati non sia riscontrabile quanto detto dai familiari che non trova riscontro alcuno al momento nella cartella clinica. Sarà necessario ricostruire, dunque, le ragioni per cui la donna, dopo la morte dei due feti, sia tragicamente deceduta. Il primario Paolo Scollo spiega che “i dodici medici in servizio nel nostro reparto di ginecologia e ostetricia sono tutti obiettori di coscienza, ma questo non ha alcuna rilevanza né col caso né col servizio reso a chi vuole fare ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza”.La giovane sarebbe morta il giorno successivo agli aborti, dopo essere stata trasferita nel reparto di rianimazione; da quanto è emerso la donna si trovava in condizioni piuttosto gravi e sarebbe deceduta a causa di una sepsi con crisi emorragica dovuta ad un’infezione. In ogni caso, per poter capire cosa realmente sia accaduto, bisognerà attendere l’esito dell’autopsia, già richiesta dall’ospedale Cannizzaro ma rifiutata dai familiari e poi ritenuta obbligatoria dopo l’intervento della magistratura che ha bloccato il funerale facendo ritornare la salma della povera Valentina all’Ospedale.

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