Catania, Valentina Milluzzo morta dopo l’aborto, gli ispettori: «Cure adeguate»

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Dopo il caso relativo alla morte della giovane Valentina Milluzzo la 32enne catanese morta al Cannizzaro di Catania insieme ai due gemelli, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha inviato gli ispettori presso la struttura sanitaria per poter fare luce su quanto accaduto. Ebbene, stando a quanto è emerso, pare che la relazione definitiva sarà pronta tra un mese ma gli ispettori inviati dalla Lorenzin, sembrano essere già al lavoro e soprattutto pare abbiano già decretato con certezza che non vi sarebbe alcun legame con l’obiezione di coscienza e la morte della donna e dei due gemellini. Secondo quanto riferito dai familiari della donna tramite il legale Salvatore Catania Milluzzo, quando Valentina lo scorso 15 ottobre entra in crisi dai controlli emerge che uno dei feti respira male e che bisognerebbe intervenire, ma il medico di turno si sarebbe rifiutato perchè obiettore. Il medico avrebbe detto: “Fino a che è vivo io non intevengo”. “Dalla documentazione esaminata e dalle numerose testimonianze raccolte dal personale non si evidenziano elementi correlabili all’argomento obiezione di coscienza”, è questo quanto dichiarato da Francesco Enrichens, ovvero il coordinatore della task force ministeriale inviata lo scorso 21 ottobre all’ospedale Cannizzaro di Catania.

“L’aborto spontaneo, inarrestabile, è stato trattato in regime d’emergenza”, si legge nella relazione preliminare che parla di “cure adeguate” per la donna al quinto mese di gravidanza. La donna era “in trattamento adeguato per le condizioni di rischio dal momento del ricovero” e non è stato evidenziano “alcun dato anomalo“. Secondo le conclusioni del pool del ministero, peraltro, “i parenti sono stati sempre informati e sostenuti dall’intera équipe degli ostetrici e degli anestesisti”.Intanto come abbiamo avuto modo di anticipare nei giorni scorsi, la Procura di Catania ha deciso di sottoporre ad indagine i 12 medici in forza al reparto di Ostetricia e Ginecologia, diretto da Paolo Scollo, rimasto fuori, perchè assente quella sera.

Intervenuto sulla questione Carmleo Zuccaro, ovvero il procuratore capo di Catania il quale ha dichiarato: “Dobbiamo capire, se questo risultato infausto è da ascrivere o meno a comportamenti concreti che sono stati posti in essere dai medici nella vigilanza sulla salute dei nascituri e della paziente”. Secondo quanto riferito dal procuratore Carmelo Zuccaro si tratterebbe di un atto dovuto, per poter permettere di eseguire l’autopsia come incidente probatorio, ma ciò non vuol dire che tutti e 12 i medici siano obiettori di coscienza.I magistrati, vogliono invece concentrarsi sulla verifica della cartella clinica, dei protocolli d’intervento e assistenza prestata alla paziente, oltre che ai controlli ai quali è stata sottoposta durante il ricovero ed in particolare durante la crisi che ha preceduto il decesso. Gli ispettori lasciano trapelare che qualcosa nell’organizzazione non funziona. Tra i provvedimenti suggeriti  “la precisa definizione delle modalità di attivazione dei percorsi organizzativo-assistenziali in emergenza urgenza”.

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