mercoledì , 17 gennaio 2018

Clamorosa indiscrezione nel delitto di Isabella Noventa

Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore La signora Isabella Noventa non sarebbe morta soffocata. Al momento non è possibile rivelare altri particolari, ma presto emergeranno nuovi e inquietanti scenari sul suo omicidio”. È questa la clamorosa indiscrezione che Giallo è in grado di anticiparvi in esclusiva nelle indagini sull’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria 5 5 enne di Albignasego, in provincia di Padova, uccisa la notte tra il 15 e il 16 gennaio di quest’anno. Per il delitto sono stati arrestati Freddy Sorgato, autotrasportatore di 46 anni, sua sorella Debora Sorgato, 44, e Manuela Cacco, 53, tabaccaia
di Camponogara (Venezia), nonché amante di Freddy. L’uomo è accusato di omicidio, le due donne di concorso in omicidio.

Come avete letto, la povera Isabella non sarebbe morta soffocata, come dichiarato da Freddy davanti al giudice per le indagini preliminari, che ne ha poi convalidato l’arresto. L’uomo in quella circostanza, confessò il delitto, parlando però di un tragico incidente. Disse agli inquirenti: «Ho soffocato Isabella durante un rapporto sessuale estremo, una pratica erotica che avevamo già fatto altre volte.Non volevo ucciderla».

Per gli inquirenti la verità è un’altra ed emerge dai primi esiti delle analisi di laboratorio effettuate sul materiale biologico rinvenuto nella villa di Freddy, ubicata in via Sabbioni a Noventa Padovana. Proprio in quelle tracce c’è la prova che Isabella non sarebbe stata soffocata, ma uccisa in maniera violenta. Lo si deduce dalla presenza di macchie di sangue sulla scena del delitto. La Polizia Scientifica avrebbe trovato tracce ematiche sia nella cucina che nella camera da letto della villa di proprietà dell’autotrasportatore. L’abitazione, come accertato dagli inquirenti durante i rilievi, è stata meticolosamente ripulita dopo il delitto. Ma, nonostante l’opera di depistaggio e occultamento delle prove messa in piedi da Sorgato e dalle sue complici, gli esperti, grazie a strumenti molto sofisticati, sarebbero comunque riusciti a isolare delle minuscole macchie di sangue. Si tratta, però, di tracce talmente piccole da rendere impossibile la ripetizione dell’esame in laboratorio.

In ogni caso, se dovesse essere confermata questa clamorosa indiscrezione, sul delitto della segretaria si aprirebbero nuovi scenari, che inguaierebbero ancora di più le tre persone arrestate. Il quadro, giorno dopo giorno, si sta componendo, grazie all’instancabile lavoro eseguito dagli uomini della Squadra Mobile di Padova, diretti con scrupolo e professionalità dal dottor Giorgio Di Munno. Ma se non è stata soffocata, come è morta Isabella? Al momento l’ipotesi più probabile è che l’assassino o gli assassini abbiano usato dei coltelli. Ma non si può nemmeno escludere che la donna sia stata uccisa a colpi di pistola. Come si ricorderà, tre coltelli, con la lama lunga circa dieci centimetri, sono stati trovati e sequestrati all’interno della Volkswagen Golf di Debora Sorgato.

Sull’auto della donna è stata trovata anche una bomboletta di spray urticante al peperoncino, identica a quella rinvenuta all’interno della borsa che portava al momento dell’arresto. È opportuno ricordare che accanto al cadavere di Giuseppe Berto, il primo marito della Sorgato, fu trovato un coltello molto simile a quelli sequestrati sull’auto della donna. È solo una coincidenza? All’epoca dei fatti il decesso dell’uomo venne archiviato come suicidio, ma ora, alla luce degli ultimi, inquietanti risvolti che ha preso l’inchiesta sulla morte di Isabella Noventa, i genitori di Giuseppe Berto hanno chiesto agli inquirenti di riaprire le indagini sulla morte del loro figlio.

Paolo Noventa, il fratello di Isabella, insieme con il suo avvocato Gianmario Balduin, vuole giustizia. È provato per la perdita della cara sorella, ma anche determinato a inseguire la verità. Ci dice Paolo: «Sono sempre più convinto che mia sorella Isabella sia stata stordita con lo spray urticante e poi uccisa a coltellate nella villa di Freddy». Se questa ipotesi dovesse trovare conferma, si spiegherebbe perché il camionista arrestato abbia mentito riguardo al luogo in cui ha detto di aver occultato il cadavere, cioè in un fiume. Nel caso venisse ritrovato, infatti, il corpo della povera Isabella chiarirebbe una volta per tutte la dinamica dell’omicidio. Dinamica, evidentemente, molto diversa da quella descritta dal suo killer.
Nel frattempo, Manuela Cacco starebbe facendo le prime ammissioni. La donna, da quanto si è appreso, avrebbe deciso di collaborare e, assistita dall’avvocato Alessandro Menegazzo, potrebbe presto aggiungere nuovi dettagli su questo orribile delitto. La verità è vicina. Fonte:

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