Clamorosa indiscrezione nel giallo di Isabella Noventa, la segretaria uccisa tre mesi fa a Padova: si aggrava la posizione della sorella del presunto killer

Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore Quando Freddy e Isabella sono arrivati a casa di lui, in via Sabbioni 11 a Noventa Padovana, Debora era già lì che li aspettava. Aveva posteggiato la sua auto, una Golf, sul retro della villetta del fratello, in modo che Isabella non la notasse. Debora è entrata in casa utilizzando un mazzo di chiavi che le aveva dato Freddy, e ha atteso per circa un’ora che il fratello e la sua ex amante tornassero da Lion, la frazione di Albignasego dove erano andati a mangiare una pizza”. È questa la nuova indiscrezione che trapela nelle indagini sull’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria di 55 anni scomparsa da Padova la notte tra il 15 e il 16 gennaio. Dopo circa un mese Freddy Sorgato, un autotrasportatore di 46 anni, ha confessato di aver ucciso Isabella, parlando di un gioco erotico finito male. Una versione smentita dalle indagini.

L’omicidio di Isabella, infatti, sarebbe stato premeditato. In carcere sono da tempo Freddy Sorgato, sua sorella Debora, 44, e Manuela Cacco, 53, l’attuale compagna di Freddy. Ciò che emerge dalle indagini condotte dalla sezione omicidi della squadra mobile di Padova è clamoroso. Come avete letto, quando Freddy rientrò a casa con Isabella, Debora li stava aspettando. La segretaria, quindi, sarebbe stata attirata in una trappola mortale. Ecco che cosa dichiarò Freddy a Giorgio Di Munno, capo della squadra mobile: «Verso le 22.30, visto che mi era venuto un forte mal di testa, ho chiesto a Isabella se potevamo andare a casa mia perché dovevo prendere dei farmaci che non avevo con me… Soffro di forti cefalee».

Queste parole sono di fondamentale importanza perché consentono agli inquirenti di chiarire i motivi che spinsero Isabella ad accettare di andare a casa di Freddy. In passato la donna aveva sempre declinato gli inviti del suo ex amante, di cui non si fidava. La circostanza è stata confermata da numerosi testimoni. Ma quella sera Isabella disse sì. La segretaria accettò solo perché Freddy le aveva fatto credere di stare male. Naturalmente Isabella non poteva sapere che all’interno dell’abitazione c’era Debora, anche perché la sua auto era nascosta sul retro dell’edificio.

Ma cosa successe dentro la villetta? Stando alle dichiarazioni di Manuela Cacco, che sta collaborando con la polizia, tra Isabella e Debora sarebbe nata una discussione, durante la quale la segretaria si sarebbe rivolta alla “rivale” con una smorfia. Sarebbe stato proprio questo atteggiamento a scatenare la reazione in Debora. Questa almeno è la versione della Cacco. La quale ha aggiunto che a quel punto Debora avrebbe afferrato un grosso martello colpendo la povera Isabella al volto e dietro alla testa. Che Debora fosse già a casa di Freddy quando quest’ultimo e Isabella tornarono da Lion, è un particolare di cui si è spesso parlato ma che solo adesso trova conferma. L’auto della donna non è stata ripresa lungo il percorso che da casa sua conduce alla villetta di Freddy. All’altezza di un ponte, infatti, c’è una telecamera che avrebbe dovuto immortalare la Golf della Sorgato mentre viaggiava in direzione di via Sabbioni. Come si spiega questa cosa? Come sottolineano gli inquirenti, «la casa di Sorgato è raggiungibile anche dal centro di Camin imboccando via Vigonovese con direzione Villatora di Saonara. Prima del sottopasso dell’autostrada ci si immette in via Valli, poi in via Lombardia da dove, dopo un tratto di strada sterrata, si arriva in via Sabbioni nella casa di Freddy Sorgato».

È questa la strada che Debora ha percorso da casa sua per arrivare alla villetta del fratello. Sono due chilometri, percorribili in meno di 5 minuti. Le telecamere sono sul percorso inverso, cioè quello che conduce in via Sabbioni passando per via Argine destro del Piovego: è la strada che i fratelli Sorgato hanno fatto dopo mezzanotte quando con l’auto di Debora si sono liberati del cadavere di Isabella. Al ritorno, come anticipato da Giallo diverse settimane fa, ad attenderli c’era la Cacco, che ha ammesso di avere avuto un appuntamento con Freddy: «Ero in attesa, non capivo cosa fare, se aspettare, perdere tempo, girare lì intorno…», si è lasciata sfuggire la Cacco quando è stata interrogata. Che Debora attendesse Freddy già a casa sua e che la Cacco fosse fuori dalla villetta in attesa dei due fratelli dimostra che si è trattato di un omicidio premeditato. Poi ci

sono quei 23 minuti di “buio”, durante i quali i fratelli Sorga-to si sono liberati del cadavere. Sapevano già dove occultarlo, questo ormai è evidente. Ma che strada hanno percorso per nasconderlo così bene?

Le risposte arriveranno dalla tecnologia. Stando a indiscrezioni, è probabile che il telefono di Debora abbia automaticamente aggiornato un’applicazione. In questo modo avrebbe trasmesso la sua posizione precisa. Insomma, sarebbe stato “geolocalizzato”, per usare un termine tecnico. Questo consentirebbe agli inquirenti di avere una traccia della strada percorsa dai due fratelli per nascondere il corpo. È fondamentale trovarlo: proprio quel cadavere potrebbe “parlare” e spiegare molto agli inquirenti. I quali potrebbero così verificare le versioni fornite dagli arrestati.

 

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