Clamorose novità nelle indagini sull’omicidio di Isabella Noventa

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Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro fiore – La sera in cui è stata uccisa la signora Noventa, i tre indagati per omicidio avevano un appuntamento a mezzanotte e mezza. Non lo avevano fissato per telefono, ma a voce durante la giornata”. È questa la clamorosa indiscrezione, raccolta da Giallo, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego, in provincia di Padova. Freddy Sorgato, 46 anni, sua sorella Debora Sorgato, 44, e Manuela Cacco, 53, sono in carcere con l’accusa di concorso in omicidio volontario premeditato. Che cosa significa? Significa che avevano già deciso di uccidere la povera Isabella. Come vi abbiamo riferito sul numero della scorsa settimana, Freddy ha confessato il delitto, ma agli inquirenti ha detto che si è trattato di un tragico incidente. «Isabella è morta mentre facevamo sesso estremo.

Non volevo ucciderla. Inoltre, ho fatto tutto da solo: mia sorella e Manuela non c’entrano», ha detto. Giallo è in grado di dimostrare che Isabella non è morta così, ma che il suo orribile omicidio è stato preparato in ogni dettaglio. È stata Manuela Cacco, tabaccaia e amante di Freddy, ad ammetterlo nel corso di un interrogatorio fiume poco dopo l’arresto. Le sue parole hanno smontato la “messa in scena” studiata dagli assassini per depistare le indagini e far credere che la maledetta notte tra il 15 e il 16 gennaio Isabella si fosse allontanata volontariamente. Era proprio Manuela Cacco, infatti, la donna vestita come Isabella che di notte venne ripresa da alcune telecamere di sorveglianza mentre scendeva dall’auto di Freddy. Per sua stessa ammissione, la donna ha indossato il giubbotto della segretaria e ha camminato per il centro di Padova in modo da far credere che a quell’ora Isabella fosse ancora viva.

La “sagoma” è stata immortalata in via Dante e in piazza dei Signori. Dopo l’arresto, la Cacco ha detto agli inquirenti: «Sì, è vero, sono proprio io la donna che si vede nelle immagini». Ma c’è di più. Come vi accennavamo prima, la tabaccaia ha fatto una parziale ammissione riguardo a un appuntamento con Freddy. Questo appuntamento non è stato fissato per telefono, ma a voce. Oltre alla parziale ammissione della Cacco, la circostanza dell’appuntamento si desume dalle immagini delle telecamere, analizzate fotogramma per fotogramma dagli inquirenti, grazie alle quali è stato possibile ricostruire tutti gli spostamenti degli indagati. Vediamoli questi spostamenti.

La Cacco è uscita dalla sua casa poco dopo la mezzanotte. Sei minuti più tardi la sua Polo è stata immortalata in direzione di Noventa Padovana, il paesino dove vive Freddy. L’auto è stata ripresa nella stessa zona anche a mezzanotte e 13 minuti. Manuela ha girato per un po’ intorno alla villa di Freddy. A mezzanotte, 16 minuti a 52 secondi la Polo è stata immortalata nuovamente mentre attraversava un ponte, per poi svoltare a destra. All’appuntamento concordato a casa di Freddy, in perfetto orario, è arrivata anche Debora Sorgato, che al volante della sua Golf bianca è stata ripresa a mezzanotte e 22 minuti lungo la stessa strada percorsa dalla Cacco pochi minuti prima. Alle 00.24’52’’ la Polo è stata inquadrata ancora vicino alla casa di Freddy. Ma non ci sono solo le telecamere a incastrare il “trio diabolico”.

A inguaiarlo c’è anche una telefonata di 23 secondi che Debora ha fatto a Manuela a mezzanotte e 43 minuti. Entrambi i telefoni hanno agganciato la stessa cella di Noventa Padovana. È probabile che le due donne fossero sulle rispettive auto ad attendere un segnale di Freddy, che in quel momento stava uccidendo la povera Isabella. Il segnale di Freddy potrebbe essere stato questo: «Quando arrivi, suona al citofono: se apro significa che tutto è pronto». Alla luce delle indagini in corso, il procuratore Matteo Stuccilli ha detto: «Si tratta di un omicidio premeditato e gli elementi per dimostrarlo ci sono tutti». L’anello debole si è dunque rivelata Manuela Cacco.

La donna, tormentata dal rimorso, ha fornito alcuni importanti dettagli riguardo alla “sceneggiata” messa in atto dopo il delitto. Manuela, del resto, avrebbe fatto qualunque cosa per Freddy, di cui
era follemente innamorata. Ma oltre a provare un sentimento molto forte verso Freddy, Manuela si sentiva in debito nei suoi confronti. L’uomo, infatti, le aveva regalato 30mila euro per avviare la tabaccheria. Ma c’è un’altra clamorosa novità di cui Giallo vi riferisce in esclusiva. Nel corso dei sopralluoghi nella villa di Freddy, i poliziotti hanno sequestrato numerose lettere d’amore che Manuela gli aveva scritto. Pagine piene di parole sdolcinate dedicate all’uomo che amava.

 Manuela lo amava davvero tanto e pur di non perderlo cercava di “tollerare” le relazioni che il ballerino aveva con altre donne. Tra queste c’era stata anche Isabella. Nelle lettere, oltre a dichiarare il suo amore, Manuela non nascondeva un certo risentimento nei confronti di Isabella. L’uomo, infatti, provava per la segretaria un forte sentimento non corrisposto. Lo ha confermato Paolo Noventa, fratello della segretaria uccisa: «Mia sorella non lo amava. Era lui che le stava sempre addosso, non lei. Isabella aveva capito con chi aveva a che fare e glielo aveva anche detto». Le lettere sono al vaglio degli inquirenti.

Manuela avrebbe fatto di tutto per Freddy e non ne ha fatto mistero neppure quando i giudici le hanno chiesto di riferire il contenuto del sacchetto che la donna nascondeva sotto il cappotto mentre camminava per Padova fingendo di essere Isabella. Manuela solo in un secondo momento ha ammesso che in quel sacchetto c’era il suo giubbotto, che avrebbe dovuto indossare dopo aver camminato per un po’ con il giubbotto della Noventa. Ha detto testualmente la Cacco: «Non l’ho mai detto prima, negando di aver avuto qualcosa in mano per poi fare riferimento alla mantella perché sono freddolosa… mentivo perché non volevo nuocere a Freddy».

Infine, siamo in grado di rivelarvi un’altra importante novità nell’ambito di questo delitto. Nella Fiat Punto sequestrata a Freddy sono state individuate almeno quattro tracce biologiche che potrebbero essere di Isabella. Gli esperti le stanno ancora analizzando. È convinzione degli investigatori che quell’auto sia stata usata da Freddy per trasportare il cadavere di Isabella dopo averla uccisa. Il killer sostiene di averlo rinchiuso in alcuni sacchi neri e di averlo gettata nel fiume Brenta, ma questa versione finora non ha trovato riscontro. É una delle tante, troppe bugie di Freddy.

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