Como, arrestato per bancarotta l’ex sindaco di Como ed il patron del Lecco calcio:

Como, arrestato per bancarotta l'ex sindaco di Como ed il patron del Lecco calcio

E’ finito nei guai l‘ex sindaco di Como Stefano Bruni, accusato di bancarotta, abusivismo finanziario e costituzione fittizia di capitale sociale. E’ questo quanto emerso dall’inchiesta delle procure di Lecco e Milano che nella mattinata di ieri hanno portato all’arresto dell’ex sindaco di Como, Stefano Bruni, del patron del Lecco calcio, Daniele Bizzozero, titolare di una concessionaria auto a Cermenate.

E’ stato il gip di Milano a firmare l’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di Bruni e Bizzozero. L’indagine in realtà risale al marzo del 2014, quando Daniele Santucci ovvero il patron di Aipa società incaricata da oltre 800 comuni italiani di riscuotere i tributi locali, era stato arresto. Santucci è stato accusato di sottrarre, tramite alcuni artifici, denaro alle casse pubbliche. A tal riguardo in una nota diffusa dalle Fiamme Gialle si legge: “Il metodo per sottrarre denaro alle casse dei Comuni era semplice: due conti corrente intestati fittiziamente alla società, ma non inseriti nella contabilità, sui quali confluiva il denaro proveniente dalla riscossione e dai quali il Santucci attingeva secondo propria necessità”.

Oltre a Bruni e Bizzozero sono stati fermati anche Demers Johannus, cittadino olandese residente in Svizzera, due italiani residenti in provincia di Milano e uno in provincia di Pesaro.Nello specifico, secondo quanto emerso dalle indagini, sembra che gli arrestati abbiano provocato un grande e grave danno ad Aipa ed a Mazal che ammonterebbe ad almeno a 150 milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione, battezzata “Margin Call”, tutti gli arresti sono stati eseguiti, spiegano dalla finanza, “nei confronti di individui che hanno contribuito a vario titolo a cagionare la bancarotta di due società (Mazal e Aipa, appunto, ndr) incaricate di pubblico servizio”. Bruni, 54 anni (alla guida del capoluogo lariano per due mandati, dal 2002 al 2012 con Forza Italia prima e con il Pdl poi) è coinvolto in qualità di commercialista nell’inchiesta nata dal fallimento di un’agenzia di riscossione tributi di Pesaro.

L’ex sindaco di Como ha incassato in totale 450 mila euro per la sua attività di mediatore nella compravendita di titoli ‘fantasma’ di Jp Morgan per un valore di circa 18 milioni di dollari e usati per ricapitalizzare Mazal Solution Srl, la società che ha preso il posto di Aipa, l’Agenzia Italiana per le Pubbliche Amministrazione incaricata di riscuotere i tributi di 1200 comuni italiani.E’ questo quanto sostanzialmente vieine fuori dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Maria Cristina Mannocci. Il legale dell’ex sindaco, Giuseppe Sassi, sostenuto la marginalità del ruolo avuto dal suo assistito, il quale “si è limitato a fare da raccordo tra le parti per una compravendita di obbligazioni Jp Morgan assolutamente reali. Sono titoli digitali che circolano su circuito bancario. Le operazioni di trasferimento vengono effettuate soltanto da banca a banca e dietro il controllo delle banche stesse“.

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