Conquista la vetta dell’Himalaya senza alcuna bombola d’ossigeno, ecco l’impresa di un poliziotto italiano

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Un‘impresa davvero incredibile quella compiuta da un poliziotto della Scientifica di Bressanone, in provincia di Bolzano il quale è riuscito a coronare il suo sogno, ovvero scalare il monte Cho Oyu, la sesta vetta più alta del mondo sull’Himalaya, al confine tra Cina e Nepal. Il protagonista di questa incredibile storia è Eumir Martinelli, il quale come già anticipato è riuscito a coronare il suo sogno, un’impresa sull’account Facebook della polizia Agenzia Lisa, portata a termine senza l’ausilio delle bombole di ossigeno. “Il 29 settembre sono giunto in compagnia dello sherpa Nuru al campo 3 a 7.600 metri dove ci siamo rifugiati all’interno della nostra tenda. La notte del 30 settembre alle 3.30 di mattina, io e sherpa Nuru, sotto un cielo invaso di stelle siamo partiti con l’intenzione di conquistare la vetta. Tutta la salita è avvenuta come una sorta di sopportazione allo sfinimento. Alle ore 13.15 la vetta è stata raggiunta, ho quindi realizzato che il mio più grande traguardo era stato tagliato”, ha commentato Martinelli, raccontando così parte della sua avventura che lo stesso è riuscito a portare a termine nonostante le condizioni meteo avverse, ed i cambiamenti climatici e le bufere improvvise.

Martinelli è ad oggi l’unico italiano e poliziotto in questa spedizione, durata più di un mese, ad aver raggiunto la cima; oltre a Martinelli, solo altri quattro alpinisti stranieri hanno ottenuto lo stesso risultato alle medesime condizioni. La Polizia ha salutato questa vittoria attraverso l’account Facebook, e nello specifico nel post si legge: “L’assistente capo aveva partecipato 6 anni fa ad un’altra spedizione sull’Himalaya ma le condizioni psico-fisiche non gli avevano permesso di raggiungere la sospirata cima. Martinelli ha raggiunto il prestigioso obiettivo, grazie alla passione per la montagna ed ai molteplici servizi di polizia di sicurezza e soccorso alpino. Il suo amore per questo sport lo ha portato, inoltre, a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato dal 1997 al 1999, nella disciplina di sci alpino”. 

Martinelli, ha raccontato di aver portato a termine la missione nonostante le avversità atmosferiche e poi ha aggiunto di aver appurato come la forza psicologica e di testa può davvero fare la differenza facendo proseguire anche quando il fisico consiglia di tornare indietro. L’assistente capo aveva partecipato a 6 anni fa ad un’altra spedizione sull’Himalaya ma le condizioni psico-fisiche non gli avevano permesso di raggiungere la sospirata cima. Martinelli è riuscito a raggiungere il suo obiettivo soprattutto grazie alla passione per la montagna e grazie ai molteplici servizi di polizia di sicurezza e soccorso alpino.  Il suo amore per questo sport lo ha portato, inoltre, a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato dal 1997 al 1999, nella disciplina di sci alpino.L’aspetto più incredibile di questa storia è che il poliziotto è riuscito senza utilizzare le bombole e non è di certo un dettaglio secondario.

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