Cortina d’Ampezzo, le donne protestano contro il maschilismo del posto: “Siamo ancora nel Medioevo”

Gli uomini e le donne hanno pari diritti è vero, ma non ovunque. A Cortina purtroppo ancora oggi si lotta affinché avvenga un’equiparazione tra figli maschi e figlie femmine di quelle che sono considerate le famiglie Regoliere. Per Regolieri d’Ampezzo di intendono abitanti originari di Cortina ai quali spetta la gestione delle proprietà collettive delle terre da pascolo e forestali che viene tramandata per nascita ai figli maschi ed alle figlie femmine soltanto se in famiglia non sono presenti fratelli.

Proprio nelle ultime ore, le donne di Cortina d’Ampezzo hanno deciso di scendere per le strade indossando il burqa per protestare appunto contro la mancata approvazione dell’equiparazione tra figli maschi e figlie femmine. La proposta è addirittura arrivata in assemblea dove si auspicava che si potesse arrivare ad un cambiamento ma purtroppo questo non è arrivato. Intervenuti tanti personaggi illustri dello scenario politico nazionale, come ad esempio Danielea Santanchè la quale ha dichiarato: «Voglio sfidare questi uomini in un confronto pubblico. Sono disposta a incontrarli a uno a uno. Sono fuori dal tempo e dalle norme costituzionali. E fanno bene le donne a fotografarsi col burqa: è proprio così a Cortina, ma lo si vede anche da come è andato giù il turismo». Intervenuta anche la grande stilista Marta Mazzotto la quale scrive:«Maschilisti di m… Mi fanno orrore, sono abituati così da sempre: le donne lavorano e loro vanno in osteria. A Cortina comandano le donne ma fanno finta di no».

«E’ molto grave questo voto  dieci anni fa ci avevamo provato, ma non è successo nulla. «Quella di ieri è una maggioranza con cui normalmente si festeggia – dice – ma serviva di più, è la democrazia. Non mi sembra ci sia stata chiusura: stiamo parlando di 18 voti in più o in meno… Per poco la modifica non è passata. Io per conto mio posso dire che si fa sempre una gran fatica a trovare donne disposte a partecipare alla vita politica ed è un peccato perché per la mia esperienza hanno portato sempre un contributo positivo», ha dichiarato il sindaco di Cortina

Ora bisognerebbe si muovesse qualcosa in Regione. E se non dovesse muoversi nulla allora dovremmo pensare di fare istanza alla Corte di Giustizia europea».La sala era gremita ieri all’Alexander Hall, dove erano presenti in 696, tra cui 360 Regolieri, 183 Fioi de Sotefamea e 153 deleghe, che confermavano il numero legale. All’assemblea si chiedeva che venisse esteso i diritti di regoliere a pieno titolo a tutti i discendenti delle famiglie originarie, sia maschi che femmine purchè portino il cognome originario. Per la terza volta, purtroppo, il tentativo di modificare il Laudo è fallito per la terza volta. Un primo tentativo venne fatto nel 2005, ma venne respinto; la questione venne riproposta nel maggio 2014, grazie all’iniziativa di un gruppo di persone che si mosse autonomamente, senza l’appoggio della Deputazione, raccogliendo le firme necessarie per convocare l’Assemblea straordinaria.

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