Cosenza, indagato il braccio destro del sindaco uscente Occhiuto per corruzione e abuso d’ufficio

Cosenza, indagato il braccio destro del sindaco uscente Occhiuto per corruzione e abuso d'ufficio

A pochi giorni di distanza dalle elezioni amministrative, la Guardia di finanza ha eseguito una serie di perquisizioni ed ha notificato avvisi di garanzia a dirigenti del Comune di Cosenza, tra cui diversi imprenditore e professionisti, accusati di corruzione ed abuso d’ufficio.

Sono queste le ipotesi di reato sulle quali i magistrati stanno indagando e che hanno condotto le fiamme gialle presso gli uffici comunali per acquisire la documentazione richiesta ed alcune gare d’appalto eseguite dall’amministrazione guidata dal sindaco Mario Occhiuto che si è ricandidato con il partito Forza Italia. Sul registro degli indagati sono stati iscritti il capo di Gabinetto dell’ex sindaco Mario Occhiuto, Carmine Potestio, il dirigente comunale Domenico Cucunato, l’ingegnere Carlo Pecoraro, il responsabile della ditta Medlabor Antonio Scarpelli e gli imprenditori Francesco Amendola e Antonio Amato.

La guardia di finanza stava indagando già dallo scorso mese di gennaio soprattutto sulla gestione delle luminarie da parte del Comune di Cosenza che in tre anni dal 2012 al 2015 ha speso circa 700 mila euro. Le luminare non erano solo natalizie ma anche per le feste patronali che venivano sempre affidate alla stessa azienda. Anche all’epoca dei fatti, il sindaco aveva parlato di un complotto nei suoi confronti messo in atto da vari oppositori politici. Lo stesso Occhiuto, aveva dichiarato: “È il solito schema fanno prima una denuncia, sulla base della quale scattano i doverosi controlli della finanza e della magistratura; poi utilizzano la stampa locale cercando di strumentalizzarla e infine, grazie a qualche amico, fanno riprendere la cosa dai media nazionali. Cercando pure di intimidire e strumentalizzare la magistratura con qualche ricattatore locale. Prendo nuovamente atto che questi sono i metodi dei nostri avversari”.Adesso a distanza di qualche mese il sindaco uscente, finito in questo polverone, ha rilasciato un’intervista nel corso della quale dichiara di trovarsi al centro di una vicenda dal clima avvelenato che ormai da diverso tempo si sta creando intorno alla sua persona.

Dal canto mio – prosegue – non posso che ribadire la massima fiducia verso la magistratura che, in seguito a esposti e denunce continue, deve obbligatoriamente svolgere tutti gli accertamenti del caso. Così come ho piena fiducia verso i dirigenti e verso il mio ex capo di gabinetto che conosco fin da quando ero ragazzo e del quale posso affermare in maniera assoluta che si contraddistingue per un’integerrima onestà”.Duro invece il commento dei vertici partito democratico i quali hanno dichiarato che la notizia dell’indagine di certo non li sorprende e di essere certi che i cittadini terranno comunque conto di quanto accaduto nel voto per le prossime elezioni amministrative. La lista Cosenza popolare, che fa riferimento al sottosegretario Antonio Gentile, invita l’ex sindaco «a fare un passo indietro e lasciare alla magistratura e agli inquirenti di fare il proprio lavoro con serenità e rispetto istituzionale»

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