Cosenza choc, Madre soffoca con un cuscino la figlioletta di sette mesi uccidendola: Arrestata per omicidio volontario

Una vera e propria tragedia ha avuto luogo a Cosenza, comune italiano di 67,679 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Calabria, dove una bambina di appena sette mesi ha tragicamente perso la sua vita. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto. Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che la piccola sia arrivata in ospedale già in fin di vita accompagnata dai propri cari tra cui la madre la quale adesso sembrerebbe essere sospettata di avere ucciso la propria bambina soffocandola con un cuscino. Secondo alcune indiscrezioni trapelate sembrerebbe che la mamma della piccola, una donna di 37 anni di nome Giovanna Leonetti, parlando con un’amica all’interno del laboratorio di analisi cliniche nel quale lavora come biologa, avrebbe raccontato di essere molto stanca in quanto non riusciva a dormire la notte proprio a causa della figlia, e nello specifico l’amica ha raccontato che Giovanna Leonetti le avrebbe detto “Sono proprio esasperata perché Marianna non mi fa dormire la notte. Non so come fare per questo”.

La tragedia sarebbe avvenuta intorno alle ore 13.00 di ieri sabato 20 febbraio 2016 e a trovare il corpo quasi privo di vita sia della figlia che della mamma Giovanna è stato il papà della neonata il quale tornato a casa si è reso conto della tragedia che era avvenuta all’interno dello stabile a tre piani sito nello specifico nella via Molinella, una traversa sita nello specifico in una zona molto importante di Cosenza ovvero corso Mazzini.

L’uomo, avvocato di professione, ha subito lanciato l’allarme chiamando il 118 dopo avere trovato la sua piccola quasi in fin di vita e la moglie seduta su una poltrona dopo essere stata colta da un malore, e nella poltrona vicino alla sua vi era sul pavimento una confezione vuota di barbiturici che la donna avrebbe ingerito probabilmente, secondo una prima ricostruzione, dopo avere soffocato con un cuscino la propria bambina. La procura sta adesso indagando sulla tragedia, la giovane mamma si trova ricoverata in ospedale e piantonata dai carabinieri in quanto sospettata di avere ucciso la piccola di soli sette mesi, e sulla terribile tragedia che ha colpito questa giovane famiglia di Cosenza stanno adesso indagando gli inquirenti nella speranza di poter molto presto mettere un punto alla situazione cercando dunque di capire quanto accaduto e se davvero sia stata la mamma ad uccidere la sua bambina per poi tentare di togliersi la vita.

Gli esperti dei carabinieri si sono anche recati sul posto per effettuare un sopralluogo rilevando importanti elementi di interesse investigativo. Una tragedia questa che ha lasciato davvero senza parole non solamente le persone più vicine alla famiglia ma anche tantissime altre persone in quanto, la morte di un bambino riempe sempre di tristezza il cuore della gente.

Bimba di 7 mesi soffocata Madre sospettata «Stiamo cercando di capire cosa sia successo: per ora non si può parlare con certezza di omicidio e tentato suicidio». Così il procuratore aggiunto, Marisa Manzini, sul caso della bimba di 7 mesi trovata ieri morta in casa. La tragedia è avvenuta in una abitazione del centro storico di Cosenza. Ieri mattina il padre della piccola, Francesco Luberti noto avvocato, avrebbe trovatola figlioletta senza vita e la moglie – Giovanna Leonetti, 36 anni – sotto choc. La donna, biologa, avrebbe forse ucciso la piccola soffocandola con un cuscino e poi avrebbe provato a suicidarsi. Pare soffrisse di depressione post partum e fosse in cura psichiatrica.

Nell’istante della sciagura Giovanna Leonetti la sua bambina si trovava al primo piano della casa di tre piani. In casa, terzo piano, c’erano anche la nonna della piccola contemporaneamente alla sua badante. Tutte le persone presenti nell’appartamento sono state sentite dal pubblico ministero della procura della Repubblica di Cosenza responsabile dell’indagine. Giovanna Leonetti, da un po’ di tempo, diceva di sentirsi stanca perché la notte la neonata si svegliava in continuazione e non la faceva riposare. Questo, perlomeno è quanto ha detto un’amica della donna che aveva raccolto direttamente le sue lamentele parlando con lei nel laboratorio di analisi cliniche in cui la mamma di Marianna lavora. “Sono proprio esasperata – avrebbe confidato all’amica – perché Marianna non mi fa dormire la notte. Non so come fare per questo”.

E’ accusata di omicidio volontario Giovanna Leonetti, biologa di 37 anni che avrebbe ucciso la figlia Marianna di 7 mesi soffocandola con un cuscino per poi, dopo essersi resa conto di quanto accaduto, tentare di togliersi la vita ingerendo dei barbiturici. La donna è stata fermata in nottata dai Carabinieri, che le hanno notificato un decreto emesso dal pm della Procura di Cosenza. Éaccaduto in uno stabile del centro storico della città. Erano circa le 13 quando, nell’edificio di tre piani in via Molinella, una traversa di corso Mazzini, il salotto buono di Cosenza, in cui la donna viveva con la piccola e il marito Francesco Luberto, avvocato di 41 anni, si è materializzato un dramma destinato a sconvolgere con la forza di uno tsunami la vita di questa coppia di professionisti. A trovare il corpo della piccola é stato il padre, al suo rientro a casa. Ed è stato lui a dare l’allarme al servizio di emergenza 118. L’uomo ha poi trovato la moglie seduta su una poltrona, dopo essere stata colta da malore, con accanto, sul pavimento, una confezione vuota di barbiturici. I sanitari, chiamati dal padre della neonata, dopo avere praticato i primi interventi, non sono però riusciti a scongiurare il peggio e la bimba è arrivata esanime al pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata. Nello stesso nosocomio è stata portata, in stato confusionale, anche la madre, che adesso è piantonata in corsia dai carabinieri. Al momento della tragedia Giovanna Leonetti e la bambina si trovavano al primo piano dell’edificio. In casa, al terzo piano, c’erano anche la nonna della piccola insieme alla sua badante. Successivamente è sopraggiunto il padre della bambina. Tutte le persone presenti nell’abitazione sono state sentite dal pm della Procura della Repubblica di Cosenza, titolare dell’inchiesta. Nell’immediatezza, inoltre, gli esperti dei carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nella casa rilevando gli elementi di interesse investigativo da riferire al magistrato. La domanda che tutti, tra gli amici e i conoscenti della coppia, si pongono adesso, dopo che la notizia si è diffusa, provocando incredulità e sgomento, è come sia potuto accadere tutto questo. Soltanto le indagini dei carabinieri potranno sciogliere tutti gli interrogativi che gravano su questa vicenda. Quel che è emerso, comunque, al momento, è che Giovanna Leonetti, da un po’ di tempo, diceva di essere stanca per il fatto che la notte la bambina non la faceva dormire. Questo, almeno, è quanto ha riferito un’amica della donna che aveva raccolto direttamente le sue lamentele parlando con lei nel laboratorio di analisi cliniche in cui la mamma di Marianna lavora. “Sono proprio esasperata – avrebbe confidato all’amica – perché Marianna non mi fa dormire la notte. Non so come fare per questo”. Poi, la tragedia. (A.A.)

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