Cosenza, studente universitario uccide l’amico di una vita per un debito di 17 mila euro: si costituisce e viene arrestato

Cosenza, uccide l'amico di una vita per un debito di 17 mila euro si costituisce e viene arrestatoIl 21 aprile del 2016 è stata denunciata la scomparsa, da parte della famiglia, del trentunenne Damiano Galizia ed ecco che a distanza di alcuni giorni è stato finalmente risolto il mistero. Il giovane infatti è stato ucciso e il suo assassino non è uno sconosciuto ma un grande amico, un giovane incensurato di 33 anni di nome Francesco Attanasio, considerato da tutti un ragazzo tranquillo, che però ha confessato l’omicidio raccontando inoltre tutti i particolari di ciò che è accaduto e soprattutto rivelando quelli che sono stati i motivi che lo hanno portato a compiere il folle gesto nei confronti di colui che era un suo grande amico.

Francesco Attanasio proprio nella tarda serata di domenica, 1 maggio 2016, intorno alla mezzanotte si è recato in Questura dove, agli uomini della Squadra Mobile di Cosenza, diretta dal vicequestore aggiunto Giuseppe Zanfini, ha confessato di avere ucciso l’amico rivelando di averlo fatto spinto dalla disperazione al culmine di una furibonda lite.

Damiano Galizia infatti, lo scorso mese di gennaio aveva prestato all’amico dei soldi ed esattamente diciassette mila euro e, nell’ultimo periodo, stando a quanto raccontato da Attanasio, aveva iniziato a fargli pressione per ricevere indietro il denaro che gli aveva precedentemente prestato. Proprio per tale motivo, tra i due, sarebbero iniziate tutta una serie di discussioni motivo per il quale il loro rapporto non era più idilliaco come era sempre stato negli anni precedenti, ma nonostante ciò continuavano a frequentarsi. Attanasio ha raccontato agli inquirenti che il giorno in cui ha avuto luogo la tragedia, si erano recati presso la villetta a Rende, che lo stesso Galizia possedeva in contrada Ciottoli, e proprio li come ormai accadeva nell’ultimo periodo, sono iniziate le discussioni e secondo quanto raccontato dallo stesso Attanasio l’amico ha iniziato a schiaffeggiarlo e insultarlo ed è stato proprio a quel punto che il reo confesso ha appunto confessato di aver perso la pazienza e di aver estratto la pistola che aveva con se, una beretta calibro 9 regolarmente detenuta, ed infine di aver sparato contro l’amico di una vita uccidendolo.

Forse spaventato da quanto era appena accaduto, il giovane è fuggito cercando di lasciarsi alle spalle quanto di terribile fatto ed ha raccontato di essere tornato sul posto  proprio il giorno dopo per ripulire tutto eliminando le macchie di sangue presenti. Successivamente ha raccontato di aver avvolto il corpo dell’amico all’interno di un tappeto, fissandolo con nastro adesivo e sigillandolo con alcuni sacchetti di plastica. Il ragazzo però non ha retto la pressione degli ultimi giorni e così nella serata di domenica si è spontaneamente recato in Questura a costituirsi. In seguito alla confessione Attanasio è stato sottoposto a fermo disposto dal pm Giuseppe Visconti e la pistola con cui ha sparato all’amico è stata sottoposta a sequestro.

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