Costa Concordia, al via il processo d’appello per l’ex comandante Schettino: La procura chiede 27 anni di carcere

Costa Concordia, al via il processo d'appello per l'ex comandante Schettino chiesti 27 anni di carcere

Giornata importante quella di ieri per l’ex comandante Francesco Schettino, visto che nella mattinata di ieri si è svolto il processo di appello per il naufragio della Concordia all’Isola del Giglio del 13 gennaio 2012 che causò ben 32 morti ed ingenti danni. Il processo di appello per il naufragio della Concordia è cominciato in questo modo: “Imputato Francesco Schettino“, “Assente”, questa la chiamata in aula delle parti.

L’ex comandante Schettino, da quanto è emerso non avrebbe partecipato alla sentenza e sarebbe rimasto nella sua casa di Meta di Sorrento, decidendo di rimanere in contatto con i suoi legali, ovvero gli avvocati Saverio Senese e Donato Laino. Il processo di secondo grado si è svolto davanti al collegio della prima sezione penale di appello, Presidente giudice Grazia D’Onofrio, relatore Angelo Grieco, a latere Linda Vannucci. L’ex comandante è stato condannato dal Tribunale di Grosseto ad un totale di 16 anni di reclusione, per i reati di omicidi plurimi colposi, disastro colposo e abbandono di persone minori o incapaci.

Schettino è divenuto un personaggio noto all’opinione pubblica dopo la sciagura della Costa Concordia, nella quale purtroppo morirono più di trenta persone; gli italiani ricordano ancora l’audio delle telefonate intercorse tra Schettino e la Capitaneria di Porto ed ancora quella famosa con il comandante De Falco nella quale quest’ultimo gli diceva di andare a bordo della nave. Ventisette anni e tre mesi di arresto, è la condanna in appello chiesta dal sostituto procuratore generale Giancarlo Ferrucci, alla fine della sua requisitoria, per l’ex comandante della nave Concordia, quest’ultimo assente nell’aula. La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 11 febbraio 2015, arrivata a poco più di tre anni dal naufragio all’isola del giglio considerata purtroppo la sciagura più grave della storia italiana del mare degli ultimi 200 anni. Il pg ha ridefinito le pene per i reati di naufragio, omicidio e lesioni plurimi colposi, abbandono, false informazioni alla capitaneria.

Ma perchè il comandante Schettino non si è presentato?La risposta la da il suo legale Senese il quale ha dichiarato che l’ex comandante ha preferito non presenziare per la troppa pressione mediatica: “Schettino non è presente perchè auspica che questo processo torni ad essere quello che deve essere, un processo nel quale il centro dell’attenzione sia la ricerca della verità e non l’analisi della sua persona. Sarà presente se la Corte lo riterrà“. Il legale ha anche aggiunto che in un memoriale presentato ai giudici diversi mesi fa, Schettino ha lamentato questa grande attenzione mediatica che non è mai stata destinata ad avere catastrofi di analoga portata. “Noi riteniamo che debbano essere approfondite le indagini e serve una serie di approfondimenti peritali. Deve essere dato un incarico di superperizia ai fini di individuare tutte le responsabilità. Ve ne sono gravi che non sono ascrivibili a Schettino”, ha concluso il legale Senese.

L’assenza di Schettino potrebbe continuare anche per tutte le altre udienze. Una scelta strategica, voluta dai nuovi difensori. «Schettino non è presente perché auspica che il processo torni a essere quello che deve essere con al centro dell’attenzione la ricerca della verità e non l’analisi della sua persona. Ma ci sarà se lo chiederà la Corte», ha spiegato l’avvocato Saverio Senese. Durante l’appello si discuterà anche di due temi considerati dalle parti civili fondamentali: quello del funzionamento dei sistemi di emergenza della nave e della presunta tolleranza agli «inchini», cioè ai saluti che le navi facevano avvicinandosi alla costa. «Su questo in primo grado non è stata fatta giustizia e speriamo che la verità sia accertata in appello», hanno spiegato ai margini del processo alcuni avvocati di parte civile.

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