Crotone Shock, Anziani e disabili maltrattati e umiliati, casa famiglia sequestrata: tre arresti

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Anziani picchiati e spintonati, lasciati per ore sul pavimento al freddo, regolarmente umiliati senza motivo. Per chi vi fosse ricoverato, la casa famiglia San Francesco e Santa Maria di Crotone era un vero e proprio lager, in cui botte, fame e privazioni erano pane quotidiano. Quello vero, fresco, invece mancava sempre perché per ordine del direttore della struttura sul cibo si doveva risparmiare il più possibile.

Per questo motivo, tre dipendenti e dirigenti dell’associazione “Opus Onlus” che gestiva la struttura, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare. Per il pm della procura di Crotone, Ivan Bonfante, come per il gip che ne ha avallato le richieste, sono tutti a vario titolo responsabili di una serie di reati, dai maltrattamenti al sequestro di persona.

Lo hanno scoperto gli uomini della Guardia di Finanza, che per mesi hanno monitorato la casa famiglia, anche grazie ad una serie di telecamere nascoste. In questo modo, hanno potuto accertare e documentare come su precisa disposizione dei gestori, gli anziani ricoverati non ricevessero né un’assistenza medica e infermieristica adeguata, né sufficienti razioni di cibo.

Ma a peggiorare le condizioni di vita dei degenti, c’erano anche due dipendenti, che non mostravano remora alcuna nel maltrattare gli anziani. I filmati raccontano di botte continue, umiliazioni e vessazioni di natura psicologica, reputate da investigatori ed inquirenti lesive della dignità, del decoro, della libertà e dell’integrità fisica e morale degli anziani.

Per questo motivo,

la casa famiglia è stata immediatamente sequestrata ed affidata ad un funzionario dell’Asl di Crotone, chiamato a ripristinare le condizioni minime di vivibilità all’interno di una struttura, che per i degenti si è trasformata, per lungo tempo, in un inferno.

Giorno dopo giorno è possibile ascoltare al telegiornale o leggere sul web tristi storie che vedono come protagonisti anziani, disabili e bambini vittime di maltrattamenti ed ecco che l’ultimo terribile caso arriva direttamente da Crotone, comune italiano di 62,450 abitanti e capoluogo dell’omonima provincia in Calabria, dove tre persone sono state arrestate per avere maltrattato degli anziani all’interno di una clinica.

Nello specifico i terribili fatti sono accaduti all’interno della casa famiglia San Francesco e Santa Maria considerata una vera e propria casa lager all’interno della quale gli anziani venivano picchiati e spintonati, lasciati per ore sul pavimento al freddo e umiliati. Inoltre dalle indagini è emerso che oltre alle botte e alle umiliazioni ecco che agli anziani in questione, i dipendenti somministravano insufficienti razioni di cibo e soprattutto venivano privati del pane quotidiano ovvero del pane fresco che mancava in quanto il direttore della struttura aveva dato ordine di risparmiare sul cibo.

La casa famiglia in questione è stata monitorata per diversi mesi dagli agenti della Guardia di Finanza i quali grazie alle registrazioni video effettuate con una serie di telecamere nascoste hanno potuto accertare e allo stesso tempo documentare quello che accadeva all’interno della clinica e quindi le vere e proprie torture che gli anziani erano costretti a subire. La casa famiglia San Francesco e Santa Maria è stata immediatamente sequestrata ed affidata a un funzionario dell’Asl di Crotone e tre persone sono state arrestate con l’accusa di maltrattamenti. Sulla delicata questione si sono espressi proprio gli uomini della Guardia di Finanza i quali hanno nello specifico affermato “I gestori della struttura di ricovero non predisponevano nei confronti dei degenti un’assistenza medica ed infermieristica adeguata; inoltre, gli stessi davano disposizione ai dipendenti affinché fossero somministrate ai degenti razioni vitto assolutamente insufficienti sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo”, proseguendo poiLe indagini hanno altresì permesso, anche attraverso l’ausilio di video e intercettazioni audio, di costatare che due degli indagati ponevano in essere atti lesivi dell’integrità fisica e morale nei confronti di alcuni ospiti della struttura di ricovero: percosse fisiche; umiliazioni e vessazioni di natura psicologica”.

A finire in carcere nello specifico sono stati la titolare della casa famiglia per anziani e disabili ovvero A.R, una donna di 52 anni e poi ancora un inserviente ventenne A.I, mentre invece ad un altro inserviente, anch’esso uomo di 53 anni, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tutti e tre sono stati accusati di maltrattamento ma nello specifico l’inserviente 53enne è stato anche accusato di sequestro di persona in quanto nel corso delle indagini è emerso che in un’occasione avrebbe addirittura chiuso o meglio bloccato una porta in modo tale da evitare ai degenti di passare da un piano all’altro. Ma dalle indagini in questione è emerso anche che tutte e tre le persone accusate di maltrattamento svolgevano inoltre la professione infermieristica non avendo alcun titolo per farlo.

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