Ddl M5S su taglio stipendi dei parlamentari: è scontro in aula con Pd, oggi nuovo dibattito

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ddl-m5s-su-taglio-stipendi-dei-parlamentari-e-scontro-in-aula-con-pd-oggi-nuovo-dibattitoNella giornata di ieri alla Camera si è discusso sul ddl a prima firma Roberta Lombardi del Movimento Cinque Stelle sul taglio degli stipendi dei parlamentari.Il cuore della proposta di legge del Movimento 5 Stelle, approdata nella giornata di ieri nell’aula della Camera, risulta essere quello di tagliare lo stipendio ai parlamentari e fissarlo a 5 mila euro al mese;il testo pare sia arrivato all’esame dell’assemblea senza mandato al relatore e senza che sia stato possibile discutere sulle modifiche presentate in commissione Affari Costituzionali.“Più di quanto si risparmierebbe con la riforma costituzionale”, ribadisce Beppe Grillo.Nella giornata di oggi, ed esattamente intorno alle ore 15 la proposta di legge sarà discussa al terzo punto dell’ordine del giorno. Il clima in aula è apparso sin da subito piuttosto teso, e pare che il primo ad intervenire sia stato Renato Brunetta di Forza Italia il quale ha bocciato la proposta del Movimento cinque stelle,proponendo una indennità uguale al reddito pregresso.

Lo stesso Brunetta ha aggiunto: “Se è vero,com’è vero che non bisogna non è corretto, e non è legittimo arricchirsi facendo politica, è da considerarsi altrettanto giusto che non ci si debba impoverire, guadagnare meno dall’attività che si porta avanti ogni giorno con passione. Troppo facile non vedere che dietro l’attività parlamentare c’è un lavoro quotidiano nelle Commissioni, nelle piazze, nel paese reale”. Subito dopo , pare che in aula sia nato uno scontro politico tra il Premier Matteo Renzi e Luigi Di Maio, il quale ha dichiarato “Venga in Aula e dia indicazione al Pd di votare il testo”.A queste parole il Premier ha risposto: “Leghiamo l’indennità alle presenze dei parlamentari in Aula”. Un vero botta e risposta, visto che all’attacco del Premier, Di Maio ha risposto dichiarando: “Io ho solo il 12% di assenze sono un Vicepresidente della Camera, quando non voto, mi trovo o a presiedere o a svolgere un`altra serie di funzioni che mi vedono in missione”.

La realtà è che a poche settimane dal referendum, che si svolgerà il prossimo 4 dicembre,il Premier Renzi non vuole proprio esporsi su un tema tanto delicato e proprio nel corso di un suo intervento nella trasmissione televisiva “In 1/2 h” di Lucia Annunziata, il Premier ha annunciato che il Pd studierà il Ddl del M5S ma il problema è come si taglieranno questi costi. Il movimento butta in corner quando è in difficoltà. La loro proposta nel merito rischia di non funzionare”. Ricordiamo ancora che il ddl in questione, fissa a 5.000 euro, al lordo delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assistenziali, lo stipendio per dodici mensilità; inoltre, ai membri del Parlamento non è riconosciuta alcuna indennità aggiuntiva, emolumento o rimborso di spese, per lo svolgimento di altri incarichi interni alla Camera di appartenenza.

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