Ddl povertà, la Camera approva con 226 voti favorevoli il reddito di inclusione

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Ddl povertà, la Camera approva con 226 voti favorevoli il reddito di inclusione

La Camera dei Deputati nella giornata di ieri ha approvato con 226 voti favorevoli 50 contrari l’emendamento presentato dalla deputata Pd Donata Lenzi al disegno di legge sulla povertà che prevede l’inserimento del reddito di inclusione come misura nazionale di contrasto alla povertà.

Si tratta di una legge delega all’esecutivo che dovrà emanare entro sei mesi uno o più decreti legislativi di attuazione. Purtroppo in Italia è ancora emergenza povertà, secondo i dati Istat nel 2015 le famiglie in condizioni economiche svantaggiate erano più di un milione e mezzo, e individui quasi 4 milioni e 600mila. Se da una parte l’incidenza della povertà assoluta si mantiene stabile per le famiglie, sembra crescere in termini di persone, e quello che preoccupa di più è il fatto che ad essere colpiti sono per lo più i giovani sotto i 17 anni. Nel corso degli ultimi anni il governo in collaborazione con il sia ovvero sostegno di inclusione attiva stanziato dei fondi per la lotta all’indigenza, che arriveranno ad un miliardo in soli tre anni.

Tornando all’emendamento che prevede lo stanziamento di oltre un miliardo di euro a favore delle famiglie disagiate, hanno votato tutti i deputati dell’opposizione incluso il Movimento 5 Stelle che tramite Luigi Di Maio hanno definito tale emendamento una ipocrisia. Subito dopo la votazione, il Premier Matteo Renzi ha plaudito al voto della Camera, scrivendo su Twitter: “La prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà approvata oggi in prima lettura: 1,6 miliardi in due anni#lavoltabuona”.Anche il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha postato un messaggio su Twitter, scrivendo: “Oggi si compie un passo importante verso il traguardo di una misura universale di contrasto alla povertà, un reddito di inclusione destinato a tutti i cittadini che si trovano in condizioni di difficoltà, per assicurare un sostegno economico immediato e l’attivazione di servizi personalizzati, incentrati sull’azione delle comunità locali, che li aiutino a superare la loro condizione”.

C’e’ un disegno di legge delega sulla povertà che è al vaglio della Camera e poi dovrà passare in Senato però nel suo passaggio parlamentare ha visto progressivamente perdere pezzi importanti, che sono i modi per finanziare questo strumento, perché è molto facile dire bisogna introdurre in Italia un sistema di contrasto alla povertà, chi lo dice deve dire anche come viene finanziato”, ha spiegato Boeri. Tale reddito d’inclusione non si tradurrà soltanto i soldi per il beneficiario ma si tratterà di un beneficio economico in una componente di servizi alla persona assicurati dalla rete dei servizi e degli interventi sociali mediante un progetto personalizzato garantito in tutto il territorio nazionale.Tale reddito d’inclusione sarà in vigore su tutto il territorio nazionale e sarà condizionata dalla verifica di determinati presupposti quali un livello di reddito ISEE. Non è ancora stato definito l’importo del sussidio.Il provvedimento dunque introduce una misura di sostegno al reddito denominata reddito di inclusione, rivolto alle famiglie e agli individui in situazioni di grave difficoltà.

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