Paul McCartney, concerto a sorpresa per pochissimi fortunati prima del Desert Trip –

epa05244022 (L-R) Charlie Watts, Ronnie Wood, Mick Jagger and Keith Richards of The Rolling Stones arrive for the opening night gala for Exhibitionism: The Rolling Stones exhibition held at the Saatchi Gallery, London, 04 April 2016. EPA/IAN WEST / PA WIRE UK AND IRELAND OUT

A Indio, California, si svolge tra il 7 e il 9 ottobre il Desert Trip Festival, festival rock con un cartellone definitivo che è la celebrazione dei padri del rock moderno. Certo, gente come Springsteen e U2 avrebbe i numeri per stare alla pari con questi, ma non ha la stessa storia alle spalle: non hanno pascolato nella mitica arcadia del rock anni Sessanta. Oggi tocca a Neil Young e Paul McCartney e la terza serata sarà degli Who e diRoger Waters ex Pink Floyd.

Insomma, il Desert Trip Festival potrebbe diventare presto l’evento musicale più importante di questo secolo. I più vecchi Dylan e Charlie Watts sono del ’41. Si parla di un budget di circa 100 milioni di dollari per mettere insieme il G6 del rock’n’roll.

Il pass per tre giorni costa da 399 a 1.599 dollari (sistemazioni VIP a parte). Un falso storico, come testimonia Riccardo Bertoncelli a Rockol.it: “Erano amici, qualche volta proprio pappa e ciccia, si scambiavano complimenti e notizie, han confessato addirittura che si telefonavano per decidere le date di uscita dei loro dischi – alternate, così da evitare spargimenti di beat” ha rivelato l’autorevole opinionista musicale italiano. Eppure, è accaduto: nel primo giorno del megaconcerto con tutte le leggende del rock nel deserto californiano, gli Stones, nella figura diMick Jagger, hanno reso omaggio ai loro rivali di sempre e hanno intonato “Come together” davanti a una folla incredula di 75mila spettatori.

Ieri sera ha preso il via la seconda parte del Desert Trip, il grande evento californiano che ospita tutti i più grandi big della storia del rock su un’unico palco, nel corso di tre giorni. Dopo il trionfale primo atto del 7, 8 e 9  ottobre ieri sera si è fatta nuovamente della grande musica sul palco di Indio.

Ad aprire la tre giorni, ancora una volta, Bob Dylan, che questa volta sale sul palco forte di una nomina dapremio Nobel per la Letterattura. Non un accenno al riconoscimento per il menestrello di Duluth, che pare nemmeno l’Accademia di Svezia sia ancora riuscita a contattare: “Abbiamo parlato con l’agente e con il manager dei suo tour di concerti, ma non direttamente da lui”, ha detto il cancelliere dell’Accademia Odd Zschiedrich. Zschiedrich che però non si è detto preoccupato: “Non e’ la prima volta, anche in epoche moderne, che non si riesca a parlare direttamente con il premiato”.

Lui, Bob Dylan, non ha commentato in nessun modo l’assegnazione del prestigioso riconoscimento. Non lo ha fatto il giorno stesso in cui la notizia è stata diffusa, il 13 ottobre, quando si è esibito sul palco dell’hotel/casinò Cosmopolitan di Las Vegas, e non lo ha fatto ieri sera sul palco del Desert Trip, dove è andato in scena il tipico Bob Dylan: niente fotografi vicino al palco, niente sorrisi né commenti.

Dopo di lui, è stata la volta dei Rolling Stones, che invece hanno aperto il loro concerto congratulandosi con Dylan: “Volevo ringraziare Bob Dylan per il suo set incredibile. Non avevamo mai condiviso il palco con un premio Nobel, prima d’ora. Bob è come il nostro Walt Whitman. Congratulazioni al signor Dylan per il suo lavoro. Non mi viene in mente nessun altro che lo merita di più” ha detto Mick Jagger.

Bob Dylan negli anni ha anche collezionato due lauree honoris causa in musica e un premio Pulitzer con menzione speciale. Clicca qui per scoprire tutti i riconoscimenti assegnati al menestrello di Duluth.

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