Dieta gluten-free ovvero senza glutine anche per i non celiaci, è boom di casi: attenzione al fai da te, ci sono molti rischi

Dieta gluten-free ovvero senza glutine anche per i non celiaci, è boom di casi attenzione ai rischi

La dieta gluten-freen sembra essere ormai diventata una moda, tanto che ogni giorno le persone che scelgono per sè e per i propri figli questa dieta senza glutine sono sempre di più. Nello specifico si tratta di persone alle quali non è mai stato diagnosticata una celiachia, ma che per diversi motivi legati per lo più all’aspetto salutare, scelgono di evitare i cibi senza glutine.

Non è un caso che l’industria alimentare gluten-free sia raddoppiata in due anni, ma i medici lanciano l’allarme perchè soprattutto per i più piccoli questa alimentazione senza glutine fai-da-te, comporta dei rischi non indifferenti. L’allarme è stato lanciato da uno studioso della Columbia University, ovvero Norelle Reilly, che ha pubblicato il suo studio sul The Journal of Pediatrics. “Preoccupati per la salute dei propri figli – spiega Reilly – sempre più spesso i genitori scelgono per i figli una dieta senza credendo sia un’alternativa alimentare sana ma senza chiedere un parere medico”.Per glutine si intende il complesso proteico presente in alcuni cereali, quali frumento, segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut, triticale; il glutine viene utilizzato nei cibi sopra citati ed in molti altri prodotti dell’industria alimentare come legante per gli ingredienti, al fine anche di rendere più elastici , soffici e compatti buona parte dei prodotti da forno.

Negli ultimi periodi sono state davvero tante le forme di intolleranza a questa proteina collante dei cereali che possiamo distinguere in celiachia, allergia al grano e sensibilità al glutine non celiachia.Sul mercato alimentare negli ultimi anni sono arrivati tanti prodotti privi del glutine, e dal 2005 le confezioni di questi prodotti devono essere contrassegnati con il simbolo della spiga di grano sbarrata che assicura agli intolleranti la certezza di consumare un prodotto sicuro. Questi cibi senza glutine, per fortuna adesso si trovano anche nei più comuni supermercati, mentre prima era possibili trovarli soltanto nelle farmacie a costi davvero esagerati. Nei supermercati sarà possibile trovare il pane, la pasta e tanti altri prodotti da forno, anche se purtroppo i prezzi di questi rimangono sempre piuttosto alti. Il gruppo Dr. Schär, leader europeo nell’alimentazione senza glutine, impegnato da tempo nella creazione di una catena di ristoranti e pizzerie specializzati in cibi privi di glutine nel Bel Paese, offre anche un servizio speciale con il claim “Glutenfree Roads”, ovvero un elenco internazionale di ristoranti e negozi che offrono prodotti e piatti privi di glutine.

«Chi segue una dieta senza glutine, elimina completamente o quasi l’apprto di calorie fornito dai carboidrati – afferma Giuliano Ubezio, dietista – quindi è ovvio avere una perdita di peso, ma è un dimagrimento errato, solito delle diete fai da te. Chi non ha una patologia che richieda la privazione complete di alcuni alimenti, può tranquillamente continuare ad assumere glutine, perché è come sempre l’eccesso di assunzione di un singolo cibo che può essere dannoso».E’ dunque un grande errore alimentarsi con i prodotti senza glutine creati apposta per i celiaci.Consiglio, piuttosto, di alternare la tipologia di carbodrati – dice Ubezio – come la pasta e il riso integrali, il cous cous, il miglio, il grano saraceno, la quinoa, l’orzo e l’avena. È inutile, infatti, privarsi di alimenti con glutine se non si è celiaci».

Un altro disturbo è l’allergia al grano, definita come una reazione avversa su base immunologica alle proteine del frumento. In Italia ne è affetta una persona su mille, mentre i sintomi interessano soprattutto la pelle e le vie respiratorie. Negli adulti si manifesta più raramente, poiché l’allergia tende in genere a regredire con la pubertà. Per diagnosticarla sono efficaci dei test allergologici specifici: in ogni caso l’agente scatenante, l’allergene, deve essere eliminato dalla dieta.

Vi è infine una terza problematica, definita come sensibilità al glutine non celiaca, che pare essere transitoria. Si tratta di una condizione di reazione all’introduzione di glutine nella dieta, non ascrivibile né all’allergia al grano né alla celiachia. Sembra addirittura che sia più diffusa di quest’ultima, presentandosi con sintomi quali: dolori addominali, articolari e muscolari, gonfiore, diarrea, vomito, mal di testa, stanchezza, difficoltà di concentrazione, formicolio delle articolazioni. In attesa di un marker diagnostico, la diagnosi si basa sull’esclusione della altre patologie glutine-correlate (celiachia e allergia al grano). Il sospetto può ottenere una conferma quando l’adozione di una dieta priva di glutine comporta l’attenuazione del disturbo. Anche in questo caso l’alimentazione gluten-free costituisce la vera e unica cura.

Se tali restrizioni alimentari risultano utili per chi è affetto dalle patologie glutine-correlate, il resto della popolazione non ha nessun motivo scientificamente valido per privarsi di questo complesso proteico tanto diffuso. Certo è che consumarlo in modo eccessivo ogni giorno non fa bene e quindi vi consigliamo di variare spesso i cereali in modo da sceglierne senza e con glutine, possibilmente biologici e integrali. Sono tantissimi i cereali che possiamo introdurre nella nostra alimentazione (quinoa, amaranto, grano saraceno e via dicendo) e per una sana e bilanciata dieta, settimanalmente bisognerebbe mangiarli tutti.

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