Disabili, il Consiglio di Stato registra nuova sentenza a favore: indennità di accompagnamento non è reddito

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Nella giornata di ieri il Consiglio di Stato con una sentenza depositata ha dato ragione ai disabili ed anche alle loro famiglie in merito al nuovo Isee e sembra che l’indennità di accompagnamento non può essere conteggiata come reddito.

«Deve il Collegio condividere l’affermazione degli appellanti incidentali quando dicono che “ricomprendere” tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili significa allora considerare la disabilità alla stregua di una fonte di reddito – come se fosse un lavoro o un patrimonio – e i trattamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni non un sostegno al disabile, ma una “remunerazione” del suo stato di invalidità oltremodo irragionevole, oltre che in contrasto con l’art. 3 della Costituzione», si legge nella sentenza di oggi.

Gli indennizzi percepiti dai disabili non costituiscono reddito e non sono da prendersi in considerazione dunque per il calcolo dell’Isee ovvero l’Indicatore della situazione economica equivalente. A dirlo è stato il Consiglio di Stato che ha così respinto il ricorso presentato dal governo in riferimento ad una precedente sentenza del Tar relativamente al calcolo del nuovo Isee. Si tratta, inevitalbilmente di una sentenza importante e sicuramente di una vittoria per tutte quelle famiglie dove al proprio interno si trova una persona disabile, che purtroppo non può lavorare e che necessita 24 ore su 24 di cure e sostegno. A tal riguardo, è intervenuta Chiara Bonanno, ovvero una delle promotrici del ricorso presentato dai sostenitori della causa dei disabili, la quale ha dichiarato: “Ero sicura che il Consiglio di Stato ci avrebbe dato ragione. È una sentenza storica, perché nata dalla volontà di tante persone e famiglie vessate da una legge iniqua e ingiusta e da un governo che si è mostrato persecutorio nei nostri confronti. Chi ha fatto questa legge ha creato gravi danni economici, ma soprattutto alla dignità di queste persone. Tante persone debolissime si sono letteralmente trascinate dal notaio, per firmare il mandato all’avvocato. È stato faticosissimo fare tutto questo: ma abbiamo vinto. I deboli hanno sconfitto il potere. E oggi festeggiamo”.

Intervenuto sulla vicenda anche il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, il quale ha dichiarato che il Governo ha semplicemente applicato una normativa approvata in precedenza dal Governo e sulla quale si erano espresse in passato anche le commissioni parlamentari. Il governo, secondo il Ministro Poletti, si è impegnato nell’attuazione del nuovo Isee perchè considerato un indicatore molto più veritiero e meglio costruito del precedente. “Come Governo non possiamo che prendere atto della sentenza appena depositata dal Consiglio di Stato e provvederemo ad agire in coerenza con questa decisione”, ha concluso Poletti. Grande soddisfazione anche per il Movimento cinque stelle che nella giornata di ieri tramite ha fatto sapere che finalmente con questa sentenza del Consiglio di Stato è stata scritta la parola fine su una vicenda che non si sarebbe mai dovuto nemmeno ipotizzare.

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