Dislessia, nuovo trattamento del disturbo con le “scosse elettriche”: arriva la Transcranica a Corrente diretta

Novità nel campo medico e nello specifico nel trattamento di una malattia neuropsicologica molto grave che colpisce anche i bambini. Stiamo parlando della dislessia, ovvero una la condizione neuropsicologica che si caratterizza per la persistente difficoltà dei bambini nell’imparare a leggere. Purtroppo sono molti i bambini colpiti da questo disturbo, circa il 3% dei bambini viene colpito e consiste nel non riuscire ad acquisire l’abilità nella lettura leggendo nell’ordine preciso le lettere scritte ma anche nella difficoltà di rielaborare e comprendere i testi scritti.

Ovviamente queste difficoltà si ripercuotono poi sul profitto scolastico dei bambini.Nei bambini affetti da dislessia è stata rilevata la presenza di aree del cervello ipoattive o dal livello di attivazione alterato. Ebbene, tornando alla novità sopra anticipata, si tratta di una nuova tecnica sperimentata dai ricercatori di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Laboratorio di Stimolazione cerebrale della Fondazione Santa Lucia.Questo nuovo trattamento consiste nella stimolazione cerebrale o scossa del cervello non invasiva che potrà aiutare a migliorare le capacità di lettura dei bambini in tempi piuttosto ridotti.

Si tratta di una grande novità, perchè in realtà è la prima volta che si tenta una cura per i pazienti affetti da questo grave disturbo. Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista scientifica Restorative, Neurology and Neuroscience è stato portato avanti utilizzando una nuova tecnica denominata “Stimolazione transcranica a corrente diretta”, una procedura non invasiva che consiste nel passaggio di corrente a basso voltaggio, tecnica tra l’altro già impiegata per il trattamento di alcuni disturbi come l’epilessia focale o la depressione. “Si tratta di uno studio preliminare i cui dati attendono di essere supportati da indagini su casistiche ancora più ampie (…) Questa ricerca può quindi aprire la strada a nuove prospettive di riabilitazione della dislessia, con una sostanziale riduzione dei tempi, dei costi della terapia e del disagio per le famiglie nel dover sostenere lunghi percorsi di cura e di ridotta efficacia documentata”, ha dichiarato Stefano Vicari, ovvero il responsabile del reparto di Neuropsichiatria del Bambino Gesù il quale si è mostrato piuttosto ottimista.

La tDCS, ovvero la tecnica di Stimolazione transcranica a Corrente Diretta, è stata usata, per la prima volta, dai ricercatori del Bambino Gesù, sotto la supervisione della dott.ssa Deny Menghini, con bambini e adolescenti dislessici per documentarne l’efficacia sulle difficoltà di lettura in età evolutiva. I ricercatori hanno effettuato uno studio sul campo e per questo hanno diviso alcuni giovani pazienti dislessici di età compresa tra i 10 ed i 17 anni in due gruppi, l’uno destinato al trattamento attivo mentre l’altro a quello placebo; nel corso della terapia di stimolazione tutti i partecipanti hanno eseguito contemporaneamente attività volte a favorire la correttezza e la velocità di lettura. Tutti i giovani sono stati sottoposti a degli incontri della durata di 20 minuti ripetuti per tre volte alla settimana per sei settimana nel corso delle quali i bambini sottoposti alla procedura attiva hanno migliorato del 60% la velocità e l’accuratezza in alcune prove di lettura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.