Terrorismo: Disneyland Paris choc, uomo arrestato all’ingresso di un hotel:trovate in un borsone due pistole e Corano

Momenti di forte tensione si sono vissuti ieri ancora una volta in Francia, e nello specifico all’interno di Disneyland Paris il parco tematico di Marne La Vallèe a circa una quarantina di chilometri da Parigi. Ma cerchiamo di capire cosa è successo e perchè è stato lanciato l’allarme terrorismo che ha mandato nel panico tutti i presenti e non solo. Stando a quanto è emerso e da quanto diffuso dalla polizia francese sembra che un uomo sia stato fermato e bloccato proprio all’ingresso di uno degli alberghi più lussuosi presenti all’interno di Disneyland Paris, il New York; l’uomo sarebbe stato fermato da uno degli addetti alla sicurezza proprio quando il presunto terrorista stava tentando di passare attraverso un’uscita di sicurezza allarmata. L’uomo aveva con se un borsone, dove gli addetti alla sicurezza al proprio interno hanno trovato due piccole armi da taglio, una scatola di cartucce di calibro 7,65 ed una copia del Corano.

La valigia dell’uomo ha subito fatto scattare l’allarme proprio nel momento in cui è passata sotto il metal detector dell’albergo e così gli agenti di sicurezza dell’Hotel hanno subito provveduto a bloccare l’uomo di 28 anni il quale è risultato essere in compagnia di una donna che si è però data subito alla fuga, ma per fortuna è stata fermata poco dopo dagli agenti di polizia. Al momento dell’arresto, l’uomo non ha opposto alcuna resistenza ed è stato posto in stato di fermo; da quanto emerso, in un primo momento l’uomo era noto alle forze dell’ordine ma per reati di poco conto, ovvero per aver guidato un’auto senza patente. Gli artificieri per maggiore sicurezza hanno provveduto a passare a setaccio anche l’auto dell’uomo arrestato, la quale si trovava parcheggiata fuori dalla struttura.

Su quanto accaduto al momento sta indagando la polizia giudiziaria di Meaux; proprio nel corso del suo primo interrogatorio l’uomo ha dichiarato di avere con se quelle pistole e quelle armi in quanto ha timori per la propria sicurezza e vuole essere in grado di proteggersi, sarebbe questo quanto riferito dall’uomo agli inquirenti. Nonostante in un primo momento si è ipotizzato ad un attacco terroristico sventato dalle forze di sicurezza dell’hotel, al momento sembra che la pista del terrorismo sia stata esclusa.

«I servizi di sicurezza di Disneyland e le forze dell’ordine sono stati particolarmente reattivi. E’ stato messo in condizione di non nuocere, sempre che avesse intenzione di farlo, cosa che al momento non possiamo stabilire», ha dichiarato Jean-Luc Marx, il prefetto del dipartimento Senna-Marna nella giornata di ieri.Purtroppo dopo gli ultimi avvenimenti accaduti lo scorso 13 novembre 2015, la Francia vive in uno stato di continua paura e panico, ed episodi come questi purtroppo non fanno altro che aumentare la tensione.

Dopo i giornali satirici e i ristoranti e sale da concerto, per il suo terzo attacco a Parigi l’Isis voleva ora prendersela con Topolino? Un minimo di cautela è d’obbligo, in attesa di ulteriori informazioni. Dopo tutto, già poco dopo la strage di CharlieHebdo e Hiper Cacher, era stata iniziata l’evacuazione di Disneyland Paris per via di una turista trentenne che nella sua camera di albergo si era messa a gridare di essere la compagnia di Amedy Coulibaly, minacciando di farsi saltare in aria. E poi si era quasi subito appurato che era solo una mitomane. Quel poco che si sa, però, basta già a far venire i brividi.

Un uomo di 28 anni è stato infatti fermato all’entrata di un hotel del popolare parco giochi, e trovato in possesso di due pistole automatiche calibro 16,65 con un caricatore. In più, aveva con sé un Corano. Certo: non è che perché uno ha un Corano addosso debba essere per forza un jihadista. E anche un musulmano devoto può avere il porto d’armi. Si potrebbe anche osservare che chi vuole fare una strage viene con addosso una cintura esplosiva e un kalashnikov, piuttosto che con due armi corte. Però è pure vero che chi ha un regolare porto d’armi lo dice prima di avere due pistole addosso, piuttosto che farsi sorprendere dal metal detector dell’hotel New York con i due mortali aggeggi nella valigia.

E se ha la coscienza a posto la sua compagna dovrebbe poi restare assieme a lui per fornire spiegazioni, piuttosto che darsi alla fuga. In un primo momento, è stato annunciato che era stata subito ripresa, “neipressi di Parigi”. Ma poi ci si è accorti che si trattava di un’altra donna che non c’entrava niente, e che è stata dunque rilasciata. La caccia, dunque, continua. Lui invece non ha opposto resistenza, quando la valigia con le armi ha fatto scattare l’allarme e i servizi di sicurezza del parco lo hanno bloccato, consegnandolo poi alla Gendarmerie.A quanto si è appreso, l’uomo era noto alla polizia semplicemente per un episodio di guida senza patente. Ma anche i coniugi Farook, gli stragisti di San Bernardino, erano incensurati, e anche loro agirono in coppia familiare. Al momento di scrivere queste righe, dopo averla messa in sicurezza gli artificieri stanno esaminando l’auto della coppia, che aveva prenotato una stanza doppia in quello che è uno degli hotel più lussuosi del resort. Parcheggiata dall’uomo subito prima di essere arrestato, forse la vettura
permetterà di avere qualche informazione ulteriore.

«I servizi di sicurezza di Disneyland e le forze dell’ordine sono stati particolarmente reattivi», ha commentato a caldo il prefetto del dipartimento Senna- Marna Jean-Luc Marx. «È stato messo in condizione di non nuocere, sempre che avesse intenzione di farlo, cosa che al momento non possiamo stabilire». L’uomo, che è musulmano ma di origini europee, è nato proprio nei pressi del Parco, a Lagny, e risiede nel 14esimo arrondissement di Parigi. Nel corso del suo primo interrogatorio, ha detto di essere armato perché ha «timori per la propriasicurezza» e perché «vuole essere in grado di proteggersi». Secondo il canale tv LCI le due pistole risultano acquistate negli anni Ottanta.Dal 1992, anno dell’inaugurazione, Disneyland Paris non ha chiuso per un solo giorno fino agli attentati del 13 novembre, quando in segno di lutto ci fu uno stop di tre giorni. Dopo la riapertura le misure di sicurezza sono state rafforzate. «Al momento la pista del terrorismo viene esclusa», dicono però gli inviati della tv francese all news Bfm, facendo presente che l’inchiesta è stata affidata alla polizia e non all’antiterrorismo.

Un attacco terroristico a Disneyland Paris, prima meta turistica d’Europa e sogno dei bambini, è l’incubo delle forze di sicurezza francesi. Per qualche ora ieri quell’ipotesi è sembrata più vicina, perché un uomo è stato fermato con due pistole nella borsa e quella che sembrava «una copia del Corano in francese», all’ingresso di uno degli alberghi del parco.

In serata le autorità hanno dichiarato che per il momento l’inchiesta non è seguita dall’antiterrorismo ma dalla procura di Meaux. E secondo Le Monde il libro trovato nella borsa dell’uomo non sarebbe il Corano ma «un piccolo libro sul Corano». Sotto interrogatorio, l’arrestato ha ripetuto che le armi — due piccole pistole calibro 7.65 degli anni Ottanta — servivano per difesa personale perché teme per la sua sicurezza, senza essere più chiaro.

Non ha precedenti penali e non è schedato dai servizi. Controllando negli archivi, la polizia ha trovato solo un vecchio episodio di guida senza patente. Ventotto anni, francese, nato a Lagny (Seine-et-Marne) poco lontano da Disneyland ma residente a Parigi nel XIV  arrondissement dove gestisce una brasserie, intorno alle 13 l’uomo ha parcheggiato il suo monovolume Opel nero davanti all’albergo «New York», a pochi metri dall’ingresso del parco (solo l’hotel Disneyland si trova all’interno).

Aveva prenotato una stanza doppia, e si è presentato nella hall insieme a una ragazza. Gli uomini della sicurezza hanno invitato entrambi a porre le borse sotto il metal detector, cosa che hanno fatto con tranquillità. Ma le due pistole hanno fatto suonare l’allarme, e l’uomo è stato immediatamente bloccato dagli addetti dell’albergo. Lo hanno tenuto fermo, senza che opponesse resistenza, fino all’arrivo dei poliziotti. La ragazza è fuggita, qualche ora dopo le forze dell’ordine hanno arrestato una donna, ma non era lei. È ancora ricercata.

Stupore nel ristorante gestito dall’uomo, il suo socio ha detto alla Afp «cado dalle nuvole, mi sembra uno scherzo», e il barman si dice convinto di un errore. L’episodio di Disneyland è arrivato in una giornata già difficile, perché per la seconda volta in tre giorni alcuni licei del centro di Parigi hanno subito minacce che sono state prese sul serio. I presidi del Charlemagne, Condorcet, Hélène-Boucher, Louis-Le- Grand, Victor-Hugo e Passy- Saint-Honoré hanno ricevuto telefonate dall’estero in cui si annunciavano sparatorie sugli studenti o «l’esplosione di bombe entro 30 minuti».

I ragazzi sono rimasti chiusi in classe mentre gli agenti mettevano in sicurezza l’edificio, oppure evacuati in cortile. L’allarme ha coinvolto centinaia di studenti. Alla fine dei controlli non è stato trovato niente, «ma la vigilanza resta alta», ha precisato il rettorato di Parigi. Due giorni fa i licei avevano ricevuto messaggi che parlavano di pacchi bomba e anche in quel caso erano scattate le misure di sicurezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.