Don Inzoli accusato di pedofilia risarcisce le sue giovani vittime con 25 mila euro

Don Inzoli accusato di pedofilia risarcisce le sue giovani vittime con 25 mila euro

Ricorderete sicuramente la storia di pedofilia che ha visto protagonista un sacerdote, ovvero Don Mauro Inzoli, il quale a distanza di diverso tempo ha deciso di risarcire le sue vittime di abusi sessuali con una somma di denaro pari a circa 25mila euro.

Mauro Inzoli, originario di Crema ed adesso residente a Milano, ex capo di Comunione e Liberazione in provincia di Cremona per più di 30 anni, era stato accusato di aver abusato sessualmente di minori, e adesso a distanza di tempo ha deciso di fare qualcosa per le sue vittime, risarcendole in denaro. E’ questo quanto deciso in sede giudiziaria, un accordo tra accusa e difesa raggiunto proprio davanti al gup Letizia Platè. Al Prete in questione vennero contestati ben otto episodi di violenza di cui ancora deve rispondere tra l’altro mentre altri 15 sarebbero caduti in prescrizione. Le violenze sarebbero avvenute nel periodo di tempo che intercorre tra il 2004 ed il 2008, violenze sessuali compiute su bambini molto piccoli di età media tra i 12 ed i 13 anni, ma anche dai 14 ai 16 anni; proprio nel periodo appena citato, Don Mauro Inzoli era il rettore del liceo linguistico Shakespeare e parroco della chiesa della Santissima Trinità di Crema a cui faceva capo il gruppo Gioventù studentesca e proprio abusando del ruolo ricoperto, il parroco avrebbe abusato degli innocenti ragazzini o all’interno del suo ufficio dove tra l’altro era solito svolgere i suoi esercizi spirituali, ma anche negli alberghi ed in luoghi di villeggiatura soprattutto durante il periodo estivo.

Secondo quanto emerso dalle indagini, sembra che Don Inzoli fosse “idolatrato” tanto che anche i genitori delle vittime provavano una fortissima sottomissione psicologica davanti a lui.Dopo essere stato scoperto, però, il Parroco venne sospeso proprio dalla stessa Congregazione per la Dottrina della Fede proprio per la gravità dei comportamenti e dello scandalo venuto fuori da questa vicenda di abusi sui minori. Inizialmente fu Papa Benedetto XVI ad infliggere a Don Inzoli una prima sanzione corrispondente alla riduzione dello stato laicale, che poi venne attenuata da Papa Francesco lo scorso 27 giugno del 2014. In quell’occasione Papa Francesco aveva invitato Don Inzoli a condurre una vita di preghiera e di umile riservatezza come segni di conversione e di penitenza.

Solo in un secondo momento era partita l’inchiesta della magistratura italiana, nonsotante il Vaticano aveva preso la decisione di non trasmettere alla Procura gli atti relativi si casi di abuso. Don Ingoli fu anche protagonista di un altro episodio che diede adito a parecchie polemiche, ovvero la sua partecipazione nel gennaio del 2015 al convegno in difesa della Famiglia Tradizionale avvenuto nella regione Lombardia, organizzato anche in collaborazione con un’associazione che propone la cura dei gay. Il religioso ha consegnato 25.000 euro a testa alle famiglie di cinque minori, di età compresa tra 16 e 10 anni. Sono parti offese nel procedimento che lo vede accusato di violenza sessuale.

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