Accuse Shock dalla Svezia su Ibrahimovic e la Juventus:”Dopato quando giocava nel club bianconero”

Pesanti accuse arrivano dalla Svezia nei confronti della Juventus e nei confronti di un grande campione che per alcuni anni giocò nel club bianconero. A rivolgere queste pesanti accuse è stato il medico svedese Ulf Karlsson, ex c.t.della nazionale svedese di atletica leggera secondo il quale il noto calciatore Zlatan Ibrahimovic avrebbe fatto uso di doping proprio nel periodo in cui giocava alla Juventus, ovvero negli anni compresi tra il 2004 ed il 2006.

Zlatan mise su dieci chili in sei mesi durante la sua permanenza alla Juventus, credo che fosse dopato o almeno è quello che mi sembra”, ha dichiarato il 69enne preparatore atletico svedese parlando nel corso di un dibattito pubblico. Ed ancora il medico Ulf Lennart Karlsson ha aggiunto: “Si sono sicuro di quello che dico. Non è possibile mettere su dieci chili in sei mesi come fece Ibrahimovic. Albin Ekdal aumentò di otto chili in quel club. Credo che questa sia una cultura che esiste nella Juventus. D’altra parte hanno avuto un medico che fu condannato per 22 mesi».

Ovviamente bisogna anche ammettere che si tratta di accuse piuttosto pesanti alle quali purtroppo per il medico, non seguono delle prove. Il realtà in tutti questi anni non è mai uscito fuori che Ibrahimovic fosse risultato positivo ad un controllo antidoping nel suo periodo italiano; da quanto emerso non risultano neanche i dieci chili di aumento del suo peso durante i primi sei mesi di permanenza in Italia, ma il calciatore sarebbe aumentato di soli due chili. Inoltre, sembra che non ci siano mai stati dei contatti tra l’attuale attaccante del Paris Saint German ed Ulf Lennart Karlsson, il quale tra l’altro non ha dichiarato di come è venuto a conoscenze di queste informazioni piuttosto delicate ed infamanti con le quali accusa il club juventino. «Non voglio commentare né fare alcuna speculazione sulle parole di Karlsson, ma devo dire che mi sembra tutto assurdo. Per affermare qualcosa del genere bisogna essere sicuri e avere delle prove solide. E’ un’accusa molto, molto seria», ha dichiarato Niklas Bodell, ovvero il responsabile della comunicazione della nazionale svedese. 

E’ andato su tutte le furie Zlatan Ibrahimovic il quale tramite il suo agente, Mino Raiola, ha fatto sapere di essere pronto a procedere legalmente contro l’ex ct della nazionale svedese dell’atletica leggera. “Sono tutte falsità. Forse è un ex atleta che non è riuscito ad avere successo ed è geloso, ma comunque ha commesso un grave errore. Ha avuto una vita prima di queste dichiarazioni e ne avrà una dopo, ma sta diffondendo falsità”, ha dichiarato l’agente Mino Raiola. Mino Raiola ha annunciato, come già anticipato, che Zlatan Ibrahimovic è intenzionato a querelare per diffamazione, Ulf Karlsson.

Se oltre alle doti calcistiche si volesse individuare una peculiarità di Zlatan Ibrahimovic, non sarebbe di certo la modestia. Durante la sua carriera ha collezionato tanti trofei (26in totale tra Ajax,Milan, Inter, Barcellona e Psg) quanti nemici. E pure in Svezia, dove è un’icona, in realtà,non tutti lo adorano.Tra questi dev’esserci anche Ulf Karlsson, ex ct della nazionale svedese d’atletica, che in un’intervista al giornale scandinavo Nya Wermland stidningen ha associando il nome di Ibra al flagello del doping: «Secondo me era dopato quando giocava nella Juventus. Mise su 10 chili in sei mesi, non è fisicamente possibile». Accostare Ibra, e la Juve, al doping però non può essere considerata una semplice «opinione», come la definisce lui: «Sto parlando di sport di squadra», prosegue, «e i club sono meno controllati rispetto a sportivi come atleti o sciatori. Non è un’accusa personale verso Zlatan, sarebbe un peccato se lui lo pensasse». Di certo, non si tratta nemmeno di un complimento e il procuratore di Ibra,Mino Raiola, ha subito messo il caso in mano agli avvocati: «Ci stiamo già attivando per denunciarlo», ha dichiarato ad Expressen. «Forse questo Karlsson è un ex atleta fallito, forse è geloso. Ma per lui ci sarà una vita prima di questa dichiarazione e una vita dopo». L’attacco vero, in realtà, Karlsson lo fa alla Juve, visto che, oltre a Zlatan, a sostegno della sua tesi cita un altro svedese ex bianconero, Albin Ekdal: «Lui prese otto chili in sei mesi nello stesso club», sostiene Karlsson. «Credo che questo, a quei tempi, fosse ancora nella cultura della Juventus. Avevano un medico che è stato sospeso per 22 mesi». Il riferimento fin troppo diretto è a Riccardo Agricola, medico sociale della Signora condannato a un anno e dieci mesi in primo grado nel processo sulla somministrazione difarmaci illeciti ai calciatori bianconeri dal ’94 al ’98 (era la Juve di Lippi, quella della «crescita spropositata» dei muscoli di Vialli e Del Piero). Il club bianconero ha deciso di rimanere in silenzio, ma ci ha pensato Raiola a prendere le parti della Signora: «C’erano un sacco di controlli alla Juve: Zlatan è stato testato tra le 15 e le 20 volte. Ma lui non ha mai preso nemmeno un’aspirina». Reazioni forti anche dalla nazionale svedese, col responsabile della comunicazione Niklas Bodell che ha commentato all’Expressen: «Per affermare qualcosa del genere bisogna essere sicuri e avere delle prove solide.È un’accusa molto,molto seria». L’unico a non essersene accorto è Karlsson, che si limita a definire un «peccato di inesperienza» tirare in ballo una star come Zlatan. La sua teoria, comunque, è avventata per vari motivi: 1) Il peso di Ibra durante il suo biennio alla Juve è aumentato di un paio di chili, e non di 10; 2) Ekdal, nei suoi mesi in bianconero a inizio 2009 (con sole tre partite ufficiali all’attivo),ha lavorato con uno staff medico diverso da quello di Ibra, non è mai risultato positivo a un controllo (così come Zlatan) e non è aumentato di otto chili; 3) Karlsson non ha mai fatto parte dello staff della nazionale di calcio, e non ha quindi mai avuto a che fare né con Ibra né con Ekdal; 4) Karlsson in Svezia è famoso perché già in passato aveva ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti durante la sua carriera da atleta,prima che fossero bandite.

Pare che Quentin Tarantino abbia acquistato i diritti dell’incontro fra Zlatan Ibrahimovic e Ulf Karlsson in un vicolo buio di Stoccolma. Pulp, molto pulp, pure troppo… Perché Ibra si è proprio imbelvito quando ha saputo che l’ex ct della nazionale di atletica svedese lo accusava (e con lui il connazionale Albin Ekdal) di essersi dopato agli ordini dei dottori della Juventus che, secondo Karlsson «hanno una cultura del doping». E mentre la Juventus ha scelto la via del silenzio (non senza far stizzire i tifosi che avrebbero gradito una presa di posizione), il campione del PSG ha innescato il suo braccio armato Mino Raiola. E Mino l’ha… toccata piano: ««Ci stiamo già attivando per denunciarlo. Questo Karlsson ha fatto un grosso errore: per lui ci sarà una vita prima di queste accuse e una dopo. Probabilmente è un atleta fallito e geloso. Però così si diffondono solo delle menzogne». 

E ancora: «I bianconeri in quel periodo erano sempre sotto il microscopio Alla Juvetus Zlatan era controllatissimo: è stato testato dalle 15 alle 20 volte, quindi tutte queste accuse sono assolutamente ridicole. Possiamo dimostrare che tutto è falso. In tutti i club dove è andato, Zlatan non ha preso alcun farmaco, nemmeno una aspirina. Adesso è in imbarazzo per il rigore sbagliato di ieri sera contro il City. Giustamente mi ha detto che non è il suo mestiere rispondere a queste stupidaggini. Ci saranno sempre queste persone che odiano i vincenti».

La battaglia legale, che presumibilmente avverrà in Svezia vedrà uno Zlatan particolarmente agguerrito e Karlsson chiamato a fornire delle prove concrete delle illazioni sparate in un dibattito pubblico e riportate da molti giornali svedesi che poi lo hanno intervistato. L’ex ct, che ha avuto il suo momento d’oro nei primi anni del 2000, quando la sua nazionale ha ottenuto svariati successi, ha detto: «Zlatan mise su dieci chili in sei mesi durante la sua permanenza alla Juventus, credo che fosse dopato o almeno è quello che mi sembra». E incalzato Karlsson ha rispoto risponde: «Sì, sono sicuro di quello che dico. Non è possibile mettere su dieci chili in sei mesi come fece Ibrahimovic». E ancora: «Albin Ekdal aumentò di otto chili in quel club. Credo che questa sia una cultura che esiste nella Juventus. D’altra parte hanno avuto un medico (Riccardo Agricola, ndr) che fu condannato per 22 mesi».

Una bomba che esplosa nella mattinata di ieri, rimbalzando dai quotidiani spagnoli e, piano piano, di tutta Europa. Non si è fatta attendere la reazione da parte di Raiola, giunta nel primissimo pomeriggio, dopo che già il responsabile della comunicazione della nazionale di calcio svedese, Niklas Bodell aveva commentato la notizia all’Expressen: «Non voglio commentare né fare alcuna speculazione sulle parole di Karlsson, ma devo dire che mi sembra tutto assurdo. Per affermare qualcosa del genere bisogna essere sicuri e avere delle prove solide. E’ un’accusa molto, molto seria».

 La Juventus ha preferito tacere (ma non è ancora da escludere che, sempre silenziosamente, proceda per vie legali contro Karlsson). Ma vale comunque la pena ricordare che le affermazioni di Karlsson non trovano riscontro oggettivo con la realtà. Ibrahimovic non è aumentato di dieci chili nei primi sei mesi di permanenza alla Juventus, ma di due chili, compatibili con il maggiore lavoro in palestra rispetto all’Ajax. Inoltre Ibrahimovic non ha mai visto, né conosciuto Karlsson che non ha chiarito come e in che modo ha ottenuto le informazioni in suo possesso. E lo stesso discorso vale per Albin Ekdal, che nella sua fugace apparizione in bianconero non è mai aumentato di 8 chili, ma il suo peso è rimasto sostanzialmente invariato negli unici sei mesi trascorsi alla Juventus. Va anche ricordato che Karlsson ha ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti, anche se – ha sottolineato – «prima che venissero bandite». Insomma, il suo quarto d’ora di celebrità l’ha ottenuto. Adesso bisogna solo capire quanto gli costerà. Raiola è abituato a ragionare con tanti zeri… 

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