Drammatico incidente in Spagna: ecco chi sono le 7 vittime italiane

Avevano la vita davanti. Tanti sogni e speranze. Tra qualche anno sarebbero tutte diventate dottoresse: chi medico, chi psicologa o imprenditrici. Erano giovani donne che avevano scelto di partecipare all’Erasmus per conoscere un nuovo paese e approcciarsi a nuove culture. Un’esperienza straordinaria che Francesca, Serena, Elisa, Valentina, Elena, Lucrezia ed Elisa avevano scelto di vivere a Barcellona. Sabato scorso l’associazione volontaria Erasmus Student Network Barcelona (Esn) per gli studenti stranieri aveva organizzato un viaggio in pullman per la «Fiesta de las Fallas», storica festa di Valencia in cui si assiste anche ai famosi spettacoli pirotecnici. Un evento che molti studenti, provenienti da ogni parte del mondo, non si sono fatti sfuggire visto il modico prezzo. Solo 20 euro andata e ritorno per prendere parte alla «Nit del Foc».

Una notte di allegria e divertimento, poi all’alba – attorno alle 4 – stanchi, tutti sono risaliti sul bus. Direzione Barcellona. Tre ore di viaggio in cui riposarsi. Ma il loro sonno e le loro vite si sono interrotte bruscamente a Freginals, vicino Tarragona. Sull’asfalto di un’autostrada.

FRANCESCA: genovese, di 24 anni. Era iscritta al quarto anno della Facoltà di Medicina. Una ragazza solare, che amici e parenti descrivono come «una che si faceva amare». Molto religiosa e con una passione per la cucina. Francesca Bonello era andata in Romania e in Africa come volontaria. La scorsa estate era volata in Ciad col fidanzato medico, assieme a una associazione di gesuiti. Voleva mettere in pratica quello che imparava in aula, per aiutare gli altri.

SERENA: «Me l’hanno schiacciata, vedesse come è stata ridotta…era una ragazza bellissima, la nostra unica figlia, vivevamo per lei» ha raccontato il padre Alessandro tra i singhiozzi. Serena Saracino, torinese, 23 anni il giorno di Pasquetta, frequentava la facoltà di Farmacia. «Era un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidiente» ha proseguito il padre che con la moglie domenica notte sono volati in Spagna per il riconoscimento, «amava molto Barcellona che, però, le è costata la vita e ha ucciso il suo papà e la sua mamma».

ELISA: 25 anni, friulana di Venzone(Udine), ElisaValent studiava Filologia Moderna a Padova e da qualche mese, per l’Erasmus, si era trasferita a Barcellona. Un dramma di cui si è fatto portavoce Fabio Di Bernardo, sindaco del comune di 2.200 abitanti dove Elisa era nata e aveva studiato prima delll’Università. «Qui ci conosciamo tutti» ha detto, «e il dramma di questa famiglia è il dramma di tutto il paese».

VALENTINA: figlia di insegnanti, era nata a Firenze 22 anni fa, studiava Economia Aziendale. Valentina Gallo è stata la prima vittima italiana ad essere identificata. Capelli neri a caschetto, nella foto del profilo Face- book appare sorridente. Così come la racconta chi la conosceva. La madre – prof di inglese al liceo classico Macchiavelli di Firenze, nei prossimi giorni, sarebbe volata a Barcellona per passare qualche giorno con lei. A rivelarlo la madre di un suo allievo.

ELENA: 21 anni, di Gavorrano, inprovincia Grosseto, Elena Maestrini – come l’amica Valentina – studiava Economia aziendale e Management a Firenze. Entrambe, grazie all’Erasmus, da due mesi vivevano e studiavano nella capitale catalana. Elena era ancora viva quando è stata estratta dal pulman: è morta durante la notte tra domenica e lunedì all’ospedale di Tarragona.

LUCREZIA: anche lei toscana, di Greve in Chianti (Fi), avrebbe compiuto 22 anni a ottobre. Come le amiche Valentina ed Elena, era a Barcellona da un paio di mesi. La notizia della morte di Lucrezia Borghi è arrivata in nottata alla famiglia dopo che le prime informazioni dalla Spagna, ne parlavano come di una dei feriti. I genitori, Fabrizio e Cecilia, hanno riconosciuto la salma insieme al fidanzato. A casa sono rimasti i nonni, il fratello e Camillo, il coniglio.

ELISA: Mancavano pochi mesi e avrebbe coronato il suo sogno: diventare chirurgo. Invece le speranze di Elisa Scarascia Mugnozza, 26 anni a maggio, si sono infrante domenica notte. Romana, grande viaggiatrice, aveva due fratelli più piccoli. Proveniva da una famiglia di accademici. Il padre Giuseppe, è docente di Ecologia forestale all’Università della Tuscia mentre il nonno, Gian Tommaso, è stato il fondatore e primo rettore dello stesso ateneo. Elisa è anche nipote di Gabriele Scarascia Mugnozza, prorettore della Sapienza di Roma. Prima di partire per Valencia l’ultima telefonata alla mamma.

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